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“Muore” Cantone ma non i Filistei

“Autorità importante ma non si può bloccare tutto”. La ministra Bongiorno inizia così la sua considerazione sul layout di Raffaele Cantone, responsabile dell’A.n.a.c. dal 2014 al 2019. “Bloccare tutto”, come dire che la prevenzione alla corruzione è importante, ma non si possono bloccare gli appalti, i sub-appalti, il reinvestimento di denaro sporco e il riciclaggio dello stesso, “solo” per una questione di lotta alle ingiustizie, alla criminalità, a quella parte di “stato” che Stato non è ma ne è parte integrante, decisionale, legiferante. “Bloccare tutto” come dire bloccare il flusso di finanziamenti esteri (gestiti a loro volta da traffichini nostrani: vedi ‘Ndrangheta, Mafia, Camorra e Sacra Corona Unita), che i “cantieri” fanno evolvere e prosperare. “Bloccare tutto” per non bloccare nulla: lasciare, in altre parole, che tutto proceda come “hanno deciso che sia”. In più di 2.000 comuni italiani si sta per approvare o per adottare il Piano Urbanistico Comunale, mentre in circa 3.000 è stato approvato negli ultimi 7 anni. Un “rilancio del mattone” che ha accontentato (e accontenterà) i migliori e più insaziabili appetiti di costruttori, tecnici, avvocati, faccendieri e finanziatori occulti e non, pronti ad adoperarsi in qualsiasi modo per lucrare ai danni della comunità e dell’ambiente. Più della metà dei Comuni italiani sono in balia di una “invasione mafiosa silenziosa e legalizzata”, orchestrata da una politica sporca, deleteria, marcia, infame e sudicia, figlia di tempi remoti ma pronta a rinnovarsi e a diventare essa stessa parte integrante del “potere amministrativo nazionale”. Ecco perché Raffaele Cantone ha deciso di andare di nuovo “dall’altra parte della barricata”, nelle fila di quella magistratura che lo ha visto crescere e maturare, in quel viale di legalità che non ammette scorciatoia alcuna. Cantone era troppo “onesto” (nel senso non certo “grillino” del termine) per restare a “guardia del Sagrado”. L’Italia ha bisogno di “velocità nelle opere” (siamo famosi infatti nel mondo per essere i più celeri di tutti n.d.r.), piuttosto che queste vengano svolte nel rispetto della piena legalità. E guai a dire alla “politica” che, sicuramente, un appalto “onesto” è molto più veloce (in un Paese “onesto”) del suo corrispettivo “riciclato” e gestito dal malaffare. Cantone buon lavoro e, semmai dovessi vedere la “tua” Autorità Nazionale Anti Corruzione essere smantellata, non dimenticare che il lato giusto della barricata resta il tuo. L’onore delle armi è per pochi.

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