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Napoli, alla scoperta delle Catacombe di San Gennaro

Andiamo alla scoperta delle Catacombe di San Gennaro, le più importanti del Sud Italia.

Un viaggio dal sacro al profano, dove l’Oriente abbraccia l’Occidente

Napoli- Catacombe di San Gennaro. Siamo nel Rione Sanità, quartiere antico e popolare di Napoli. Location per film molto famosi quali ‘Ieri,oggi e domani’ con Sofia Loren e Marcello Mastroianni; o ‘L’Oro di Napoli’ con artisti celebri quali Eduardo de Filippo, Totò e la splendida Loren.

Napoli, catacombe di San Gennaro

In questa città ricca la Storia non la viviamo solo nei testi scolastici, la viviamo guardandoci intorno e soprattutto attraverso i suoi ‘strati’.

Dall’epoca attuale a quella della Neapolis greca non ci sono solo millenni, ma metri di sottosuolo.  Il passato non è in un museo o pochi reperti archeologici ma è vivo.

Molti sapranno già che il sottosuolo di Napoli è ricco di reperti, cunicoli e meraviglie che hanno lasciato traccia di una cultura millenaria. Uno di questi posti, bellissimi da visitare, grazie anche alla guida di un personale adeguatamente preparato, sono le bellissime Catacombe di San Gennaro.

Il sud è sempre luogo di mistero e culto dei morti, attraverso rituali antichi che uniti alle altre culture ha dato vita ad una serie di credenze e tradizioni che sono arrivate ai giorni nostri.

Di fronte al meraviglioso Parco di Capodimonte, è possibile accedere a questo sito storico che racchiude l’area cimiteriale sotterranea antica e rappresentano il più antico ritrovamento del Cristianesimo a Napoli.

Molti libri di storia ci hanno descritto le Catacombe, come quelle romane, come punto di nascondiglio per sfuggire alle persecuzioni romane; ma a quanto pare no, in quanto volute dallo stesso Imperatore, erano il luogo di sepoltura, da visitare il giorno di Natale, giorno in cui è possibile vedere il moto solare.

Catacombe San Gennaro – Sedia vescovile nella Basilica ipogea di Sant’Agrippino

Le Catacombe di San Gennaro si trovano accanto alla chiesa dell’Incoronata e sono disposte su due livelli con ampi spazi dovuti alla lavorazione del tufo. In seguito alle deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, ci fu l’ampliamento delle Catacombe in modo che i fedeli potessero vedere e toccare le spoglie del santo.

Il primo livello delle Catacombe ci mostra i tre tipi di diversa sepoltura. Tra affreschi pompeani, destinati ai più ricchi, ai semplici tumuli troviamo un misto tra sacro e profano, che accompagnava il cammino dei defunti, coloro che avevano terminato il loro percorso terreno.

Scavata nel tufo, sulla sinistra vi sono i resti di una struttura basilicale risalente al VI secolo,la Cripta dei Vescovi, che conserva i resti di raffigurazioni dei primi 14 vescovi napoletani.

Al di sotto, la confessio di San Gennaro, (così chiamata in quanto è il punto più vicino alla tomba del santo) scavata nel livello inferiore. Il tour termina con la visita della Basilica di san Gennaro fuori le mura.

Dopo la costruzione della tomba di Agrippino, il vescovo Giovanni I volle traslare le spoglie di San Gennaro e portarle nelle Catacombe. Da quel momento divennero centro di culto del Santo, tanto amato dalla città di Napoli. Oltre a richiamare un gran numero di fedeli le tombe si moltiplicarono e si decise di costruire nuovi cubicoli e scavare anche tombe nel sottosuolo.

Nelle Catacombe di San Gennaro,negli anni, hanno rubato delle reliquie per poi rivenderle al mercato nero; e solo nell’Ottocento gli studiosi si sono interessati alla preservazione del sito storico.

Catacombe di San Gennaro – antica vasca

Durante la Seconda Guerra Mondiale, inoltre, le Catacombe divennero per la popolazione rifugio antiaereo. Subirono danni e nel 1969 il Cardinale Corrado Ursi ha richiesto dei lavori per ripristinarle.

Ma chi era San Gennaro?

Le origini di San Gennaro sono ancora incerte, è probabilmente nato nel 272 d.C. e fu vescovo di Benevento. Nel IV secolo fu arrestato a causa delle persecuzioni dei cristiani e decapitato a Pozzuoli nel 305 d.C. Parte del sangue del martire fu conservato in due ampolle ed i resti sepolti nell’Agro Marciano.

Nel V secolo ritornò a Napoli, grazie al vescovo Giovanni I e sepolto all’interno delle Catacombe, che divennero luogo di pellegrinaggio.

Il principe longobardo Sicone I decise di portare a Benevento le spoglie del santo. Successivamente, il santuario di Montevergine accolse queste reliquie , dove restarono quasi dimenticate per oltre due secoli.

Dopo molti anni di trattative con i monaci di Montevergine, le ossa ritornano a Napoli nel 1497. San Gennaro diventa santo patrono di Napoli nel 472 d.c.

A lui sono attribuiti vari miracoli come la fine della pestilenza del 1527 e la fine dell’eruzione del Vesuvio nel 1631. 

Da tradizione, il suo sangue si ‘scioglie’ tre volte l’anno: Il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 Settembre ed il 16 Dicembre. Ogni qualvolta che accade, è festa per il popolo Napoletano in quanto significa che ogni sciagura è ormai lontana.

C’è da dire che San Gennaro non è l’unico patrono di Napoli, ma la città ha 52 santi patroni e i loro busti sono custoditi nel Duomo e tutti sfilano in processione il sabato che precede la prima domenica di maggio, ad accompagnare San Gennaro.

Visitare le Catacombe di San Gennaro è un’esperienza anche sensoriale, infatti, è nato il progetto Napoli tra le Mani, un percorso per visitatori non vedenti e ipovedenti. Attraverso l’esplorazione tattile di lastre in metallo che riproducono particolari rappresentativi del luogo.

Questa esperienza non può essere semplicemente raccontata. Per captare le emozioni e le sfumature di un luogo come le Catacombe di San Gennaro bisogna avventurarsi in questo percorso alla scoperta di una Napoli magica.

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Marianna D’Antonio
Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell

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