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Napoli. Bacino di Crisi, l'On. Sgambato accompagna i lavoratori dal ministro De Vincenti

DiThomas Scalera

Feb 13, 2017

Camilla Sgambato

NAPOLI. Incontro con il Ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti giovedì sera a Napoli per i lavoratori del < BACINO DI CRISI DI CASERTA> accompagnati dall’On. Camilla Sgambato (PD), che ha richiesto ed ottenuto la disponibilità del componente del Governo Gentiloni a ricevere una delegazione dei lavoratori. Insieme con i rappresentanti della maggiori sigle sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori hanno dialogato con il neo ministro con delega per il Sud sulle problematiche che sono diffuse sul territorio casertano e che si ripercuotono con criteri torbidi sulla capacità occupazionale. Nel corso dell’incontro, è stata rappresentata a De Vincenti la grave crisi industriale che vive Terra di Lavoro e che risale al 2007, l’anno in cui fu sottoscritto l’accordo di programma quadro poi fallito clamorosamente. Ne seguì poi un secondo accordo, entrambi sempre precedenti alla grande crisi del 2008/2009, che riguardava la ex Formenti Sessa Aurunca, anch’esso mai scandalosamente realizzato. IL Ministro per il Mezzogiorno si è detto consapevole della conoscenza che si tratta di una crisi grave, ed ha rilevato l’urgenza di creare un tavolo istituzionale con i ministeri per lo Sviluppo Economico, l’Economia e le Finanze, e del Lavoro e per il Welfare, di cui lui stesso si farà promotore in prima persona. “Il Ministro De Vincenti ha ascoltato attentamente la situazione dei lavoratori, ha analizzato la questione relativa al bacino di crisi della provincia di Caserta, di cui già l’Onorevole aveva affermato nelle scorse settimane il Ministro accogliendo da subito la convocazione della parlamentare di un incontro puntualmente avvenuto l’altra sera a Napoli”, dichiara ancora la deputata Sgambato che poi aggiunge: “Già il fatto che il Governo abbia istituito un Ministero per il Mezzogiorno è un dato significativo ed un segno abbastanza tangibile dell’attenzione che il Governo riserva al nostro territorio, per cui sono fiduciosa sul buon esito del lavoro istituzionale avviato e destinato a proseguire con la convocazione del tavolo interministeriale che solleciteremo già nei prossimi giorni, seguendone gli sviluppi in prima persona ed interfacciandomi sempre con De Vincenti ed i lavoratori tutti del bacino di crisi per una felice e rapida risoluzione della problematica”, conclude la parlamentare del Partito Democratico. Il ministro per il Mezzogiorno si è detto consapevole che si tratta di una crisi profonda ed antica, ed ha rilevato la necessità di un tavolo istituzionale con i ministeri per lo Sviluppo Economico, l’Economia e le Finanze, e del Lavoro e per il Welfare, di cui si farà promotore in prima persona. Noi che da sempre sulle pagine del giornale nostro, denunciamo la crisi del lavoro, vogliamo ringraziare l’Onorevole Camilla Sgambato, ricordandole che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. In realtà, come ogni Paese industrializzato, è fondata sulla schiavitù. Perché siamo tutti, o quasi, come scriveva Nietzsche, degli “schiavi salariati”. A differenza dell’artigiano e del contadino la nostra vita, la nostra stessa sopravvivenza, non dipende più da noi, ma dalla volontà e dagli interessi altrui. I lavoratori oggi rappresentano l’etica sociale di ogni società. Il “diritto al lavoro”, se lo ricordi Onorevole è importante, non è paradossale perché in realtà dovrebbe essere ancora una valida concezione da tutelare, ma soprattutto dovrebbe abbattere la crisi che c’è intorno alla parola lavoro, parola che oggi i politicanti mediocri dimenticano, non è il suo caso Onorevole Camilla Sgambato. La crisi economica non è ancora passata, e questa volta potrebbe anche non passare mai. Nel senso che il PIL si potrebbe anche riprendere, in parte, ma il mondo della produzione potrebbe rimanere in crisi, con una disoccupazione crescente. Tra le varie ricette che via via vengono indicate ci sono gli investimenti “mirati”, che ognuno mirerebbe in maniera diversa, gli sgravi fiscali e varie modalità di incentivi, l’impegno nella ricerca e nell’innovazione. Probabilmente, si tratta solo di palliativi. Nessuno parla mai del problema principale che affligge il mondo del lavoro e della produzione in Italia, che è la contrapposizione ostinata e insensata tra imprenditori e lavoratori. “Terra di Lavoro”è rimasta una delle pochissime province in cui i rapporti tra lavoratori e imprenditori non sono mai stati improntati alla “lotta di classe” teorizzata da Marx in tempi molto diversi e non confrontabili coi nostri; un’impostazione che è stata superata e dimenticata in quasi tutte le province concorrenti, con in testa le province degli ex democristiani. Paradossalmente, le principali vittime di questa strumentalizzazione sono stati gli operai. Per una fabbrica gli operai sono un patrimonio prezioso di competenze e abilità difficili da sostituire, anche quando la produzione è molto automatizzata. I sindacati, invece, hanno convinto gli operai che erano dei poveretti asserviti ad un processo produttivo; degli automi privi di iniziativa e di occasioni di gratificazione. La perdita di produttività che ne deriva oggi viene causata sia dalla politica che dal sindacato, che, in quel periodo di crisi, si battevano soprattutto per aumentare l’occupazione; infatti, costringevano le aziende ad assumere più personale. Un altro fattore perverso era la politicizzazione degli imprenditori; altra anomalia scandalosa dell’ Italia. Per uscire dalla crisi oggi bisogna garantire la conservazione dell’occupazione in “Terra di Lavoro” bisogna che i partiti sostengano una strategia di sviluppo per i lavoratori; una strategia sperimentata alla ricerca dello sviluppo del lavoro senza avvilire i lavoratori senza minare la competitività delle produzioni italiane. Ai politici mediocri chiedo Onorevole Sgambato, che seguano il suo esempio come ha fatto lei, battersi per i lavoratori, battersi per rappresentare la difesa degli interessi della classe operaia, abbandonando discutibili e inefficaci strategie politiche, i lavoratori devono essere gli attori protagonisti dell’interesse collettivo. Bisogna promuovere la classe dei lavoratori, attraverso piani futuri di ricollocazione e non con piani rigidamente inquadrati e perequati da accordi che non partiranno mai. Se il PD campano – con i suoi membri – cambierà passo, si potrà pretendere che gli imprenditori facciano a loro volta un passo verso i lavoratori, in un clima di cooperazione e rispetto reciproco, delle ragionevoli forme di partecipazione alla gestione delle aziende, se lo ricordi Onorevole il suo partito non può più sbagliare, inizia il fiato sul collo da parte dei lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> sul PD campano.

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Thomas Scalera

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