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Napoli. "Meretrices – Tra le pieghe dell'ipocrisia", domenica 17 marzo lo spettacolo itinerante

NAPOLI. Domenica 17 marzo ore 18.30, presso il Club55 di via Toledo 55, in quella che un tempo era l’antica strada dei bordelli, tornano le “Meretrices” di NarteA, nello spettacolo itinerante “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia”, scritto e diretto da Febo Quercia e interpretato da Annalisa Direttore, Thayla Orefice, Katia Tannoia, Peppe Romano (al piano, il maestro Biagio Terracciano). A 61 anni dalla famosa legge Merlin, NarteA riprende il discorso sulle case chiuse, rivelando storie nascoste sotto il velo dell’ipocrisia del nostro paese. La partenza del primo turno è prevista alle ore 18.30 (per un massimo di 30 persone). Prenotazione obbligatoria ai numeri 339 7020849 o 333 3152415. Costo del biglietto 12 euro. 

A Napoli, oltre alla casa del famosissimo Domenico Mondragone, altri luoghi antichi nascondono, tra le lenzuola dall’antica arte della seduzione, la storia partenopea: Nartea condurrà il pubblico in un antico appartamento sito in un palazzo storico di fine ‘600, per molti anni dimora dell’illustre famiglia dei Medici e tra quelle stanze si animeranno storie e personaggi di una Napoli scabrosa e dimenticata, occultata dai veli delle veneri operanti nel periodo precedente la legge Marlin. Nel 1860, il governo Cavour pubblicò un regolamento sulla prostituzione, che fu esteso a tutte le province annesse al Regno. Emanato per prevenire la riacutizzazione della sifilide nell’esercito piemontese in guerra, questa norma non fu applicata solo a scopi sanitari, tale regolamento rappresentava infatti uno strumento di controllo sulle donne da parte della società. Si autorizzava l’apertura di postriboli di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da versare nelle casse statali. 

«Dopo 61 anni dall’emanazione della legge che stabiliva la chiusura di tutte le case di piacere — racconta l’autore e regista Quercia —,  oggi la tematica torna alla ribalta delle cronache, ne ha parlato anche il presidente della Repubblica Mattarella, nel suo intervenuto al Quirinale in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna, sottolineando con forza il suo no al ripristino delle case chiuse. Ma l’opinione pubblica su questo tema è ancora molto divisa, anche per questo motivo abbiamo deciso di riprendere questo lavoro teatrale, che indaga la Napoli degli anni ’50, dove si trovavano circa 900 case di tolleranza, tra umili lupanare dei Quartieri Spagnoli e bordelli lussuosi di via Toledo. Attraverso la nostra ricostruzione storica, abbiamo scoperto non solo storie di donne di postriboli e meretrici tesserate, ma le storie di Napoli e il volto di un paese che ancora oggi si nasconde tra le lenzuola stropicciate dell’ipocrisia».

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