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Napoli. Rapinavano prostitute fingendosi clienti, tra questi anche un matesino

DiThomas Scalera

Ott 27, 2015

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NAPOLI. Rapinavano prostitute fingendosi clienti. La settima sezione della Corte di Appello di Napoli ha pronunciato una serie di condanne a carico di cinque giovani, tra cui c’è anche un cittadino di Piedimonte Matese. Si tratta di G. C , che è stato condannato a 5 anni e 8 mesi. In primo grado gli erano stati inflitti 6 anni e 10 mesi. Stessa sorte anche per F.M. di Giugliano per il quale sono stati inflitti 7 anni di carcere, D. S. di Villaricca al quale è stata stabilita una pena di 6 anni e 8 mesi, A. M. di Mugnano condannato a 4 anni e 6 mesi e A.F.di Villaricca su cui pendono 3 anni e 2 mesi di reclusione. L’operazione scattò la mattina del 22 gennaio del 2014, ad opera dei carabinieri della compagnia di Napoli Poggioreale, che diedero esecuzione a una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del tribunale di Napoli. In tutto furono sei le persone coinvolte, ritenute gravemente indiziate di aver commesso una serie di rapine ai danni di donne dedite all’attività di prostituzione, nonché di gravi abusi sessuali nei confronti delle stesse. Le indagini,svolte dai militari dell’Arma, consentirono di identificare il gruppo di uomini che, tra il mese di giugno e il mese di luglio del 2013, dopo aver contattato alcune giovani donne straniere che esercitavano attività di meretricio all’interno delle proprie abitazioni ed aver concordato con le stesse un appuntamento finalizzato alla consumazione di atti sessuali a pagamento, si introducevano all’interno degli appartamenti delle vittime e, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine e minacciando le Vittime con l’uso di armi, avevano commesso efferate rapine. In alcuni casi gli indagati, sempre sotto la minaccia delle armi, dopo essersi impossessati del denaro e di altri beni, avevano anche costretto le donne a subire atti sessuali. L’analisi dei tabulati telefonici dell’utenza utilizzata per fissare gli appuntamenti con le donne ha consentito di individuare gli indagati, tutti poi riconosciuti dalle vittime. Le indagini svolte, consistite anche in operazioni di intercettazione, consentivano di acquisire ulteriori elementi indiziari che confermavano i riconoscimenti eseguiti dalle persone offese. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati associati alla casa circondariale Poggioreale in attesa degli interrogatori di garanzia.

Fonte: Italianews24

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Thomas Scalera

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