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Napoli, spazi da vivere insieme

DiThomas Scalera

Apr 12, 2016

E’ ormai trascorso più di un anno da quando un manipolo di studenti e lavoratori, uniti dalla voglia di vivere la loro città, ha deciso di occupare l’ex ospedale psichiatrico giudiziario che sorge nel cuore del centro storico di Napoli,  in Via Cesare Imbriani. La struttura, dopo l’abolizione di questa tipologia di case di reclusione, nel 2013, era stata abbandonata a se stessa e nel corso di questi anni completamente saccheggiata, oggi, seppur ancor di proprietà della Polizia Penitenziaria napoletana, conosce nuovo splendore ed è divenuta luogo di ritrovo per cittadini di qualsiasi fascia d’età. Il nome, “Je so pazzo”, non vuole solo essere un richiamo a ciò che prima rappresentava, ma, parafrasando Pino Daniele nella sua omonima canzone, anche una dichiarazione sovversiva di chi non accetta la normalità delle cose, dove questo significa vivere per lavorare e lasciar le cose a se stesse. L’intento, allora, è quello di cambiare le cose, poco importa se questo significa essere giudicati dei pazzi. La struttura è soltanto uno dei tanti spazi pubblici che i cittadini napoletani hanno voluto riprendersi attraverso manifestazioni, occupazioni, petizioni e attività volte a coinvolgere le stesse autorità cittadine, perché possano con i loro occhi constatare il successo e l’ampia partecipazione dei napoletani e distoglierli dal ricorso alle forze armate. Sono, infatti, in molti quelli che hanno accolto la chiamata e hanno deciso di pulire gli spazi, arredarli con oggetti che non venivano da loro più utilizzati o che offrono consulenze, da dottori a psicologi fino a professori, aiutando chi necessita di essere integrato ed esercitando semplicemente il loro mestiere. La chiamata dell’ OPG non ha fasce d’età e ognuno può apportare il suo contributo, la manutenzione della struttura richiede uno sforzo considerevole vista la grandezza e lo stato in cui versava e a qualsiasi ora lì troverete qualcuno che “fa occupazione” e con cui trascorrere un momento di socialità condivisa. Presso l’ OPG, infatti, sarà possibile partecipare a corsi di lingua, laboratori teatrali, laboratori di scrittura creativa, attività sportive e spirituali, usufruendo dei campetti annessi alla struttura, nonché stare in buona compagnia con pranzi e cene sociali, tutto gratuitamente offerto da chi, professionista o dilettante, decide di mettere a disposizione la propria arte per stare bene insieme e creare momenti di svago. La pagina facebook e il sito stesso della struttura sono facilmente reperibili sul web e forniscono il programma dettagliato settimana dopo settimana delle attività, per chi volesse decidere di far parte di questa comunità, dove la cittadinanza ha ancora una voce.
je so pazzo

Documento senza titolo

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Thomas Scalera

Il Guru