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Napoli. Voto di scambio: europarlamentare Nicola Caputo referente dei Casalesi in Campania. Chiesta misura cautelare

DiThomas Scalera

Lug 18, 2015

Nicola Caputo

NAPOLI. L’europarlamentare casertano del Pd Nicola Caputo accusato di voto di scambio. Secondo i pm della Dda di Napoli sarebbe stato il referente dei Casalesi in Regione. Il finanziamento regionale per lo svincolo di Villa di Briano della Nola-Villa Literno arrivò esattamente un mese prima delle elezioni regionali del 2010, il 28 febbraio: un milione e 900.000 euro. L’artefice dell’operazione sarebbe Caputo, all’epoca consigliere regionale uscente del Pd, poi rieletto per un altro mandato e oggi europarlamentare. In cambio, secondo la Dda, Caputo ottenne l’appoggio elettorale dei fratelli Dionigi e Nicola Magliulo, sindaco e funzionario dell’ufficio tecnico di Villa di Briano, oggi indagati rispettivamente per peculato e associazione camorristica. Quell’appoggio, oltre che un forsennato pressing su amici e conoscenti, costò ai Magliulo 100mila euro. L’operazione, secondo i pm, conferma «l’inquinamento della pubblica amministrazione, con particolare riferimento agli enti locali, nel territorio della provincia di Caserta, dovuto al condizionamento mafioso». La vicenda nella quale è coinvolto Caputo è ricostruita nella richiesta di misura cautelare avanzata nei mesi scorsi al gip Vincenzo Alabiso dai pm Antonello Ardituro (oggi al Csm), Catello Maresca, Cesare Sirignano e Francesco Curcio (oggi alla Dna). Nei confronti dell’euro parlamentare i magistrati ipotizzano l’accusa di voto di scambio. Il clan dei Casalesi, nel 2010, doveva far eleggere i suoi uomini, a prescindere dalla casacca che indossavano: e così alla Regione appoggiò Caputo (i pm dicono che «è il referente dei Casalesi in Regione»); alla Provincia appoggiò invece Gabriele Piatto, del Pdl. È un’interpretazione ambientale a mettere gli inquirenti sul chi va là: è il marzo del 2010 e in una Peugeot 307 chiacchierano Benito Lanza e Antonio Cerullo, entrambi accusati di far parte del clan dei casalesi, il primo delegato dal boss Antonio Iovine a tenere i rapporti con la politica. Lanza racconta a Cerullo quello che gli ha riferito Dionigi Magliulo: «Io sto lavorando da quattro anni, ora per la campagna elettorale per la Regione il ci ho rimesso altri 100.000 euro». Un investimento: «Ora stiamo andando a Vico e ci andiamo una volta, ci andiamo un’altra volta, un mese, due mesi, tre mesi, un anno, due anni, per vedere di realizzare una cosa. Per fare politica, però nello stesso tempo per fare pure soldi, no?». Lanza cita la promessa di Caputo a Magliulo: «Prima delle elezioni ti faccio il finanziamento». E argomenta: «Prima delle elezioni questo mantiene la parola è manda i denari. Tu che fai? Ti schieri come un cane in faccia a quello».

Fonte: RadiCe

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