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Natale 2020,perché non è andata poi così male

Questo Natale è stato atipico, ma non è andato poi così male come pensavamo, vediamo perché

Quando si tratta di magnà,resuscitano addirittura parenti che credevi morti.

Natale
Natale

25 Dicembre 2020. Sì, l’anno è quello che è, il Natale è stato atipico, ed ecco che abbiamo stravolto i nostri piani.

Ne abbiamo vissute tante in questo 2020, tra pandemia ancora in atto, a lockdown, ai festini in estate per poi tornare di nuovo in una sorta di Paese arlecchino, contemplato da regioni di mille colori.

In verità, non ho capito ancora questo gioco di colori, ma va bene così, niente assembramenti !

Per molti non è stato facile. Il Natale si festeggia con le persone care, davanti ad un bell’albero luccicante e una tavola imbandita di ogni sorta di piatti tradizionali.

Però, una cosa è certa, quest’anno ci siamo levati di torno i parenti rompiballe.

Eh lo so, ‘non si dice, pare brutto’ ma la cosa non mi tange. Vediamo una classifica dei peggiori:

5) Al quinto posto troviamo la Zia rompiballe: Questa tipologia di parente non è pericolosa ma rompe tantissimo. Donna sui 60 anni, o qualcosa in meno, fa sempre la sciantosa, veste firmato in quel negozio dove vanno tutte le giucesse (pettegole) come lei e si fa i capelli come tutte le sue amiche perché è la moda, anche se le stanno di mer*a. E’ quella che ‘so tutto io’, ‘la spesa la devo fare io,dove dico io,Io conosco il pescivendolo migliore’ ecc. lei decide il menù, lei decide i posti a sedere,cosa devi mangiare e quando.

Come si affronta: Ignoratela, fate l’esatto contrario e fatela bere, tanto così crollerà ancora prima di finire il cenone.

4) I bambini che rompono le balle: I bambini rompiballe sono i classici bimbi viziati che rompono perché devono avere la tv, la playstation, tablet e telefonino tutto a portata di mano. Iniziano ad urlare dalla mattina, perché ovviamente si annoiano a stare in casa e causa covid, ci stanno da troppo tempo. Giocano in casa, si picchiano per controllo della tv, il piccolo piange e afferra per i capelli del grande, la nonna urla dalla cucina perché non li vuole sentir piangere, la mamma è troppo impegnata a fare la ngiucessa a telefono con le sue amiche, cognate e parenti vari per placare i due o più indem..ehm angioletti.

Come si affrontano: Con la pantofola, non c’è alternativa.

3) Medaglia di bronzo per la mamma. Sì signori, al terzo posto abbiamo la mamma. Quando si avvicinano le festività le mamme si trasformano, diventano possedute. Cucinano e friggono ogni cosa, tra capitone,baccalà, gli anellini per i bambini, l’insalata di rinforzo perché ci vuole ed ogni sorta di ben di Dio. Le mamme non fanno la spesa, svaligiano il supermercato e nonostante tutto, manca loro qualcosa. Iniziano il giorno della Vigilia: “We susset, mi devi dare una mano, io mica faccio la serva? Devi scendere, mi devi comprare il pane, due bottiglie d’olio extravergine che devo cungiare la nzalata, tovaglioli rossi di Natale e tre chili di mandarini”.

Tu la guardi con gli occhi sbarrati e osi dire:” Ma ieri hai fatto la spesa…”

E lei, in tutta la sua eleganza..:”WEEEE vir e te mover! Non bastano mi devi andare a fare la spesa prima che chiudono i negozi, fa ambress!!! Ah pij pur o vin che viene a mangiare o’ zi Tonin!”

E sono solo le 11 del mattino della vigilia di Natale.

Come affrontarla: Crocifisso e acqua santa.

2) Medaglia d’argento per la nonna.

La nonna è insostituibile, è quella che cucina per 100 persone nella sua piccola cucina e che non fa mai mancare niente a nessuno, soprattutto ai nipoti.

Durante le festività, le nonne però tirano fuori la loro doppia personalità. Diventano un qualcosa di mistico, non ancora classificato nel genere  umano. Quando si avvicina il Natale per la nonna tu devi mangiare. Puoi fare il digiuno giorni prima, puoi prepararti psicologicamente e allenare le mascelle, non basterà. Quando la nonna ti mette il piatto davanti,tu mangi. Non provare a dire di no, non provare a ribellarti, te la farà pagare. Mio padre una volta sola, osò dire :”Non ho fame”, la nonna gli mollò un ceffone che ancora se lo ricorda. Mai contraddirla.

Come affrontarla: Fai come si fa all’All you can eat, nascondi tutto nei tovaglioli e poi lo smaltisci altrove oppure metti nel piatto di zio Tonino.

  1. Primo posto in assoluto, rullo di tamburi… O’ Zi Tonin!

Ebbene sì, il primo posto va a colui che è la pecora nera di tutta la famiglia, o semplicemente lo zio preferito, come direi io.

Lo zio Tonino è lo zio che o ami o odi, non ci sono alternative.

Si siede a capo tavola con a destra il bicchiere di vetro e a sinistra la prima bottiglia di vino di Gragnano. La moglie,zia Carmela, dall’altra parte gli dice: “ Toni’ nun te nzeva o maglione eh”, ma lo zio non la fa prendere collera, al terzo bicchiere si toglie il maglione spellicchiato (rovinato) e rimane con la canotta intima bianca nzevata (sporca) di sugo. Ha la faccia rossa rossa, e dopo i primi antipasti ed il primo lo zio è già bello che andato. Nell’ultimo Natale è uscito, ubriaco fradicio, fuori al balcone di nonna che cantava “Amore ti aspetto all’altare” simulando le movenze di un neomelodico cantautore e dedicando la canzone alla dirimpettaia, acerrima nemica di zia Carmela che tanti anni prima le aveva rubato il fidanzato.

I nipoti fanno i video perché zio Tonino fa troppo ridere, gli uomini lo accompagnano ballando insieme a lui, la nonna, pudica, allucca :” Carme’ fa tras a stu nzalanut e maritet rind che fa fridd” e zia Carmela, presa da una smania di gelosia e di vergogna e con tutto il suo savoir faire esclama:”TONI’ tras mo mo rind si no te vot na cos appriess!”.

Poesia.

Che dire, questo è stato un Natale un po’ solitario che ci ha rattristito molto. Non è facile stare lontano dagli affetti, ma è stata una scelta doverosa. Penso che sapere che i nostri cari stiano bene è già il miglior regalo che possiamo ricevere, a dispetto di chi sta affrontando questo virus o qualsiasi altra patologia, o peggio ancora, a chi non c’è più. Con l’augurio che questa pandemia vada via presto per poterci ritrovare di nuovo con le persone care, vi auguro, Buon Natale.

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Marianna D’Antonio
Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell

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