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Nessun dorma … !

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Nessun dorma. Soprattutto quando le condizioni di calma, tranquillità e pace sembrerebbero un invito all’atto dell’abbandono nelle braccia di Morfeo. Nessun dorma, in particolar modo quando c’è un fragoroso e lungo silenzio. Negli anfratti della ragione, spesso senza accorgecene, si nascondono i semi dell’inganno. Nell’atto di costruire facciate, c’è chi sta più attento a usare materiali che non consentono di vedere attraverso le stesse, piuttosto che programmare una sana e coerente struttura. Gli inganni del Tempo e dei verbi che all’interno delle protette stanze si consumano, gli accordi di sangue misto a denaro che vi si stipulano, le spartizioni e le scelte delle fazioni, rappresentano l’incarnazione del dominio dei pochi sulla moltitudine. Dominio a cui, tramite la pratica politica (ormai scevra in gran parte del suo ruolo originario di mezzo per realizzare idee sane nella società), vengono legittimate l’esistenza e la persistenza. Dall’altra parte? Una scoordinata e disordinata “resistenza”. Fatta di singolarità che mal si conciliano tra loro, se non per un posizionamento fisico. Ed anche in quella che chiamo “resistenza”, vi sono troppe facciate impermeabili ed ipocrite, e poche, pochissime, baracche di vetro. Purtroppo chi osa mettersi a nudo e mettere in chiaro posizioni inequivocabili, finisce spesso alla gogna mediatica, nel vortice delle critiche e degli insulti più infimi e insani. Soprattutto per chi tali insulti crea, inventando azioni a sostegno delle proprie menzogne. Capita anche, e non di rado, di vedere alla corte del “dominio” di cui prima, svariate orde di aspiranti membri dell’oligarchia perversa che imperversa il nostro Tempo, il nostro Spazio. E, se da un lato costoro si professano “cambiamento”, dall’altro sono capaci di essere, all’occorrenza, “continuità”. Sospettosi gli uni degli altri, questi individui non fanno in tempo ad unirsi tra loro in piccole tribù, che subito riescono a tradirsi e formarne di nuove. Cambiando colori e posizioni. Poiché non posseggono nessun’altra ideologia che non sia la convenienza. Al netto di chi riesce a varcare, anche per poco tempo, il confine che lo separa dall’elite in questione, ci sono milioni di personaggetti che vivono, se di vita si può parlare, in una sorta di strato di confine. Una terra di mezzo tra l’oligarchia che anelano raggiungere e la cosiddetta massa, ovvero i cittadini di una Nazione, di una Regione, di un Comune o di un Quartiere. Questi individui altro non sono che coloro che sostengono il “sistema”. Sono quelli che conferiscono legittimità ai vari soprusi ed abusi di una classe dirigente incapace di dirigere null’altro che i propri porci comodi. Anche se, come dicevamo, in apparenza tutto sembra onesto, pulito, politicamente ineccepibile. E, udite udite, anche contenente ideologie che, sempre e solo in apparenza, non sfigurano davanti alla farsa dei pubblici dibattiti. Siano essi praticati in Parlamento che in un Consiglio comunale di un comune qualsiasi. Nessun dorma, dicevamo. Anche perché è proprio quello che fa comodo al potere costituito. È facile apparire altro da ciò che si è in realtà. È conveniente vivere in un parallelismo fato di inganni da un lato e “forma” dall’altro. La politica è diventata, nel tempo,la corsia preferenziale per realizzare questo dominio dei pochi. E non c’entra la struttura elettiva. Qui ad essere sfalsato è tutto l’apparato, solo in apparenza democratico. Nessun dorma quando camorra, n’drangheta, mafia e colletti bianchi restano ben svegli. Nessun dorma quando, sotto un cielo plumbeo, persevera la guerra. E qui si presenta il problema di fondo di ogni coscienza e di ogni scienza: siamo sicuri di aver scelto da che lato stare? Inequivocabilmente? Oppure, come spesso accade, non abbiamo avuto il coraggio di scegliere, lasciandoci vivere dagli eventi.  Incapaci di prendere una posizione netta, spesso ci si dedica all’arte del compromesso. Si gioca in quello che potrebbe essere rappresentato come una sorta di Monopoli, in cui tutto dipende dal lancio dei dadi e dall’opportunismo del momento. Solo che, senza aggiungere altro, il non prendere posizioni fa parte di un gioco perverso che non possiamo permetterci di accettare. Pubblici funzionari al servizio di politici e sindaci e parlamentari, a loro volta al servizio di malavitosi e dirigenti di banche, di logge, di oligarchie che cambiano sigle, ma di certo non finalità. Essere pronti alla lotta non vuol dire saper costruire bombe o imbracciare fucili. O almeno non solo questo in estrema ratio. Essere pronti alla lotta vuol dire non dormire mai, essere sempre allerta, captare e denunciare le azioni che sbagliate ci si presentano dinanzi. Non esisterà mai un vero cambiamento, fin quando quello stesso cambiamento non avrà un nome univoco e non sarà ben impresso all’orizzonte. Non ci sarà mai una vera rivoluzione, fin quando il potere continuerà a far finta di morire, per poi rinascere in altre forme, avallato dalle stesse oligarchie. Nessuno potrà avere l’onore delle armi, finché si sceglierà di non gareggiare, di non parteggiare, di non combattere. Ecco perché è essenziale e di vitale importanza che nessun dorma sui piccoli soprusi quotidiani, così come sulle grandi ed ingiuste guerre di popoli lontani. Ecco perché è importante avere ben saldo il proprio ruolo, la propria strada, il proprio principio di libertà e giustizia. Ecco perché è fondamentale schierarsi, dalla giusta parte. Perché mente chi dice che le occasioni della vita vanno prese al volo. O peggio che è giusto pensare ai cazzi propri, a discapito della comunità in cui si vive. Mente con una coscienza generale che ha il diritto di esistere e il dovere di farsi sentire. Mente con chi, mosso da una sacra fiamma di giustizia e condivisione, lotta nella quotidianità affinché un mondo davvero migliore non resti un mero slogan, da usare solo a ridosso di una campagna elettorale. Alle menzogne e agli slogan abbiamo bisogno di sostituire concretezza e fermezza di intenti. Al compromesso dei pochi occorre garantire l’estinzione degli stessi. A chi gioca di sponda con costoro è necessario far capire che si trovano “dal lato sbagliato” della barricata. Ed è inutile appellarsi a frasi fatte o a giustificazioni preconfezionate. Siano esse schermate da partiti politici oppure da organizzazioni mafiose, spesso in accordo tra loro. Perché, alla fine dei conti, resterà a scelta di ognuno di noi riguardo a quale lato si è scelto di occupare. Strada lunga e in salita è il destino di chi osa contrapporsi al “sistema” vigente di privilegi e prebende malsane. Ma di certo sarà meglio faticare nella salita, che godere dell’effimera facilità della discesa insana. È meglio essere segnati dalle rughe, mentre si cammina a testa alta, col volto rivolto verso il sole. Piuttosto che essere segnati dal niente, viso liscio e bianco, perché costretti a camminare a testa abbassata. Non mollare vuol dire anche fare scelte forti. Scelte che ti faranno perdere anche pezzi che reputavi importanti nella tua esistenza. Ma di questo è inutile curarsi. Chi sceglie la lotta, non ha tempo per dormire. Né per rammaricarsi per chi fa altre scelte opportunistiche. Nessun dorma, perché il sole dell’avvenire è alto in cielo. Non possiamo non raggiungerlo. Non possiamo deludere chi ci ha preceduto né chi ci seguirà in questa lotta senza tregua … chiamata dignità.  Nessun dorma, né faccia finta di farlo, perché l’ignavia è peggio dello stesso malaffare che essa stessa alimenta. Nessun dorma, finché nessuno, facendolo, abbia di che pentirsi o temere. Nessun dorma … “tu pure, o principessa, nella tua fredda stanza, guardi le stelle, che tremano d’amore e di speranza”.

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