Mar. Set 24th, 2019

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Netanyahu a Londra: Dossier Iran e frase chock sui “morti voluti da Hamas” negli scontri a Gaza

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In quest’epoca dominata dalle fake-news, o notizie false per usare un termine meno anglofono, credevo di essere vittima di una contraffazione audio. Invece, appena ascoltate le parole di Benyamin Netanyahu, ho dovuto appurare che si trattava di traccia audio originalissima. “Voleva che morissero”, sono queste una parte delle frasi che il presidente israeliano ha usato, nel rispondere ad alcuni giornalisti, al termine dei colloqui, tenutisi a Londra, con Theresa May e Boris Johnson. L’incontro pubblico tra i 3 verteva alla pianificazione del cosiddetto “dossier Iran”, che tradotto in linguaggio molto più potabile vuol dire “organizzazione della imminente invasione dell’Iran”. Divisione di ruoli e di compiti, dunque, mentre non passa ancora nel dimenticatoio il “massacro” israeliano degli ultimi 2 mesi, in seguito alle manifestazioni per la già trattata “Marcia del Ritorno”, tenutasi per 45 giorni nei pressi della Striscia di Gaza, da parte del popolo palestinese, che ha causato centinaia di morti. “Noi abbiamo provato con i cannoni ad acqua, coi lacrimogeni e niente ha funzionato”, ha aggiunto Netanyahu, mentre continuava a sostenere che i manifestanti “non erano pacifici, ma militanti di Hamas”. Parole forti, che però al contempo non hanno lasciato trapelare il minimo pentimento, il più infimo dispiacere, né un briciolo di vergogna. Allora qualcuno ha incalzato con domande più specifiche, più dirette, meno “formali”. A queste il presidente d’Israele ha semplicemente rispondendo glissando e, almeno in apparenza, innervosendosi un po’, mentre si affrettava a prendere la via dell’uscita della sala stampa, mentre affermava che “abbiamo provato con altri modi ma non ha funzionato,; Hamas voleva che morissero”. Come dire, non siamo stati noi a ucciderli, sono loro che si sono lanciati nella traiettoria delle nostre armi. Intanto preoccupa e non poco la tensione scaturita dall’uscita unilaterale degli Usa nel patto con l’Iran. Condizione che ha fatto ricominciare, almeno a parole, il riarmo e gli studi nucleari da parte dello Stato iraniano. L’inizio di un nuovo fronte di guerra, dato che quello siriano volge ormai a concludersi?

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