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Se non hai mangiato l’agnello ma hai scelto il maiale, non hai le idee chiare

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La Pasqua 2017 è stata accompagnata dalle consuete riflessioni di alcuni animalisti sul consumo di agnello. In particolare per alcuni un punto di svolta è stata la scelta di Silvio Berlusconi di adottare cinque agnellini salvandoli dal macello. Una scelta che da alcuni è stata vista come una mossa propagandistica, mentre altri hanno apprezzato il contributo per la causa animalista. E così alcuni hanno deciso di non acquistare l’agnello che in effetti ha registrato un leggero calo nelle vendite. Ma cosa è stato messo sulle tavole degli italiani?

Gli Italiani a tavola hanno scelto comunque un menù a base di carne.

Il consumo di carne è rimasto tendenzialmente stabile in Italia. Del resto anche chi ha effettivamente rinunciato all’agnello, mosso da un presunto sentimento animalista, molto probabilmente ha consumato il classico menù con antipasti di affettati e formaggi, un primo di lasagna con carne, un secondo con una “sana” grigliata di maiale e vitello accompagnata da pollo o capretto al forno.

E’ automatico chiedersi il senso del rifiutarsi di comprare la carne di agnello sostituendola con maiale, vitello, manzo, capra, pecora, pollo, anatra eccetera. Secondo i dati dell’Associazione Nazionale Industria e Commercio di Carni e Bestiami, nel 2015 gli italiani hanno consumato circa 75 kg di carne a testa, di cui 17,4 bovine, 36,2 suine, 1,1 ovine e 19,9 avicole. Un consumo che negli anni, se pur con qualche oscillazione, è rimasto tendenzialmente stabile ma che è quasi triplicato rispetto a circa 40 anni fa.

E’ sufficiente rinunciare a qualche costoletta di agnello a Pasqua per lavarsi la coscienza sul tema dell’animalismo?

Eppure il tema dei diritti degli animali e del vegetarianismo è un tema molto serio, un percorso tracciato sin dall’antichità da celebri personaggi: Pitagora, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, solo per citarne alcuni. E pensare che Pitagora riteneva giusto rinunciare a carne e pesce in un periodo storico in cui era molto difficile procurarsi il cibo, eppure nel 2017 con un paniere di beni così ampio, alcuni si lavano la coscienza sul tema scegliendo quale animale non consumare. L’agnellino fa tenerezza quindi non lo mangiamo, il maiale invece merita di essere mangiato.

Pitagora, circa 500 anni prima di Cristo, fu tra i primi a sostenere la scelta vegetariana.

Eppure il tema di fondo su cui molti animalisti battono è sul non fare differenze tra gli animali. Non solo i cani e i gatti hanno sentimenti, ma anche le pecore, i maiali e le galline. Una posizione condivisa da chi ha scelto di condurre fattorie dove gli animali non vengono uccisi e ci si relaziona con essi in maniera diversa scoprendo che tutti sono affettuosi. Sul tema è stato anche pubblicato un libro “Il maiale che cantava alla Luna-La vita emotiva degli animali da fattoria”.

Quindi anche se si salva l’agnello si preferisce un maiale o un pollo provenienti molto probabilmente da un allevamento intensivo dove non vi è dignità per l’essere vivente. Molti video shock di allevamenti intensivi sono stati mostrati al pubblico dalla Pagina LA VERA BESTIA. Ma tutti ci sentiamo tranquilli a comprare il salamino che raffigura un maiale sorridente in un prato.

LA VERA BESTIA mostra video shock di allevamenti intensivi.

Eppure in Italia abbiamo avuto la celebre figura di Umberto Veronesi autore de “Verso la scelta vegetariana”. Veronesi, apprezzato oncologo di fama internazionale, ha promosso la scelta vegetariana in maniera ragionata e moderata. Secondo Veronesi, oltre a essere una importante scelta etica, rinunciare al consumo di carne può diminuire sensibilmente il rischio di malattie. Una scelta che in una fase di transizione può essere comunque accompagnata da un moderato consumo di pesce o di carne bianca.

Il senso quindi è iniziare a provare empatia per tutti gli animali, non solo per quelli che ci sembrano più carini. Inoltre si può dare un contributo anche iniziando a diminuire il consumo di carne e derivati. Il vegetarianismo e i diritti degli animali rappresentano senza ombra di dubbio la sfida del Terzo Millennio. Un tema che ha solide basi in campo scientifico e filosofico, che ha avuto e ha esponenti illustri. Ma un tema che non può ridursi a semplici spot propagandistici o alla moda del momento.

Umberto Veronesi ha promosso la scelta vegetariana. Foto: gruppointerventogiuridicoweb

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