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Non è Planetmagazine che perseguita Warhol, ma Andy a perseguitare l’arte. 1/2 Pars Construens

DiThomas Scalera

Giu 10, 2014

Sì, sono tenace.
Ma sì, amo anche il metodo Cartesiano.

Una tesi così forte come quella da me portata, che, peraltro, già rilanciava una censura di altro collega di testata, andava quindi verificata.

Fu così, pertanto, che ieri, baldanzosa, mi recai al PAN – il vituperato museo cittadino all’incrocio tra Via Vittoria Colonna immediate adiacenze Via dei Mille) e Via Carducci.

Da buona critica, tendo ad essere sempre obiettiva.
Cercherò, usque ad mortem, di esserlo anche in questo caso.

Cercherò, ancora, di essere antica.

Pars costruens:

a. Palazzo Carafa di Roccella è meraviglioso. Enorme, ingestibile, ma meraviglioso.
Come viene gestito? Più sì che no.
Credo sia molto difficile la gestione di un immobile di rilevanza storica di tale valore e tale estensione.
Le sale appaiono sufficientemente pulite, anche di lunedì, giorno per la struttura prefestivo.
I bagni potevano essere più curati; io, nello specifico, mi sono recata, ovviamente, in quello femminile ma al piano superiore.
Nescio degli altri piani.
Pessima la gestione dell’aria condizionata, ma, del resto, ieri anche il caldo in Napoli era pessimo.

b. Ottimo, ma dico ottimo, il sistema di accoglienza, sia al desk, sia ai piani della esposizione, finanche nella zona merchandising.
Da quanto mi riferiscono i cortesi inservienti, essi sono stati assunti a progetto per questa mostra.
Non tutti, se non nessuno, è particolarmente qualificato per la ricezione artistica, cionondimeno, sono più che garbati e disponibili ed anche competenti.
Chissà se con i numerosi soldi che questa operazione ha smosso (ma ne avrà anche incassati?) si potrà fare qualcosa per questi giovani/meno giovani donna/uomini che lavoreranno solo fino a luglio.

c. Di elevatissimo valore, per quello che riguarda la mia discutibilissima visione tecnica (fondata, so far, solo da esperienza diretta ma dal febbraio 2013, nulla più, oltre che dal certosino studio di innumeri testi critici di altissimo profilo) sono le due salette proiezioni.
In particolare ho apprezzato il filmato “Warhol eats” del Chiarissimo Prof. Mario Franco.
Sono partigiana, Mario Franco mi sembra sempre eccellente, sia quando scrive, sia quando filma, sia quando ho, raramente, la fortuna di incrociarlo.
Al di là della mia dichiarata piaggeria nei confronti di Franco, credo che il breve filmato proposto nella saletta proiezione al piano inferiore dell’esposizione, sia quasi da studiare.
Peccato che ne risulti difficilissima la visione: la proiezione salta in maniera straziante.
Anche quella nella saletta superiore, dedicata al Viaggio a Cape Cod che Andy Warhol ad un certo punto della sua vita compii in una piccola barca con un gruppo di amici, ma per quel che qui rileva, è estremamente meno interessante e, per lo più, salta ugualmente!
I responsabili, ne erano già al corrente, spero che alla seconda visita li troverò funzionanti.

d. Achille Bonito Oliva, nella compilazione e nella cura di una mostra, garantisce sempre un elevatissimo profilo, e del resto, con quello che le sue competenze costano, e per il valore incontrastabile del suo lavoro, oramai da decenni svolto nel campo, pure ci mancherebbe.
Forse qui è stato un po’ stitico nei propri personali contenuti critici.
Ma, provocatoriamente, si potrebbe anche concludere che, forse, poco avesse da dire.

e. Comunque la si voglia pensare, indubbiamente, rispetto alla mostra degli utenti di instagram, il PAN con questa esecrabile mostra ha fatto un passo in avanti e notevole e, con lui, la proposta culturale di Napoli città.
Il che, però, più che connotare positivamente l’intera operazione, denota le attività culturali sin qui svolte dalla struttura ospitante, dal Comune e dalla Regione Campania, in genere.

Fin qui le positività che io vi ho voluto rinvenire.
La parte destruens, per la quale, prenderò ancora un po’ di tempo, inizia da questa piccola, enorme constatazione.

La mostra, tra gli altri sponsores, ha il patrocinio del Forum Universale delle Culture, Napoli 2013.
Per ingolosirvi vi lascio con la considerazione: no, non è un refuso, ho proprio detto Napoli 2013.
La mostruosa mostra Warhol, come tutti noi sappiamo, è stata inaugurata il 18 aprile 2014.

What has gone wrong?

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Thomas Scalera

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