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Non serve la violenza, serve un Reddito universale di base

La protesta avvenuta a Napoli deve far riflettere sull’urgenza di trovare soluzioni alla povertà

La legittima motivazione della protesta offuscato dalla violenza e da infiltrazioni varie

NAPOLI – Non serve la violenza, a Napoli e al mondo serve reddito universale di base per superare questo drammatico momento storico. Quanto accaduto ieri sera nella protesta scoppiata a Napoli deve aprire una seria riflessione sul modello economico e sociale che dovremo sviluppare in futuro quando (si spera) l’emergenza sanitaria sarà finalmente finita.

La folla inferocita di Napoli (partite Iva, ristoratori, commercianti ecc.) ha rivendicato il diritto ad avere di che vivere nel momento in cui lo Stato obbliga a stare in casa senza poter andare a lavoro, senza poter mandare avanti le proprie rispettive attività. Ma la violenza non serve a Napoli e nel resto del mondo.

Eppure la questione e la soluzione al problema sarebbe molto semplice: bisogna introdurre un REDDITO DI BASE UNIVERSALE PER TUTTI! Visto che le persone sono costrette a stare in casa a causa della pandemia (che uccide, ricordiamocelo sempre … Questo virus uccide! ) e non possono andare a lavorare dunque non hanno reddito, bisogna fare in modo che chi ha bisogno abbia di che poter vivere.

Dove si prendono i soldi? Semplicissimo: dall’1% della popolazione mondiale che detiene il 90% della ricchezza mondiale. È il momento improrogabile di una PATRIMONIALE sulle grandi e grandissime ricchezze (colossi del web, multinazionali, ecc. ecc.) in modo da dare i soldi necessari a chi ne ha DAVVERO bisogno. Questo serve, non serve la violenza.

Reddito di base universale

Non c’è nessun’altra soluzione in questa fase storica così tremenda. La protesta di ieri sera a Napoli è assolutamente legittima nel contenuto (ovvero se mi costringi a stare a casa e non posso andare a lavorare mi devi dare un sussidio per poter vivere) ma è drammaticamente sbagliata nei modi (e anche in alcuni personaggi – camorristi, neofascisti, imbecillità e inutilità sociale varia insomma – che vogliono mettere il cappello sulla disperazione delle persone).

Può mai essere legittimata e presa sul serio una protesta dove dei VANDALI criminali si mettono a fare i selfie vicino ai bidoni dell’immondizia incendiati magari per postarle sui social? No non è credibile e perde di qualsiasi valore. Da quella massa popolare ci si sarebbe aspettata una rivendicazione sociale forte e chiara: “Prendete i soldi da darci dalle tasche di CHI LI HA”.

Questo doveva dire quella piazza, quella massa. Invece ancora una volta si guarda il dito (assurdi personaggi che si mettono a fare i capi popolo) e non la luna, ovvero il PENSIERO socio-politico che deve stare dietro una rivendicazione. Fare “ammuina” con estrema ignoranza tra l’altro, non risolve i problemi, li lascia esattamente lì dove sono… Anzi li peggiora soltanto.

La protesta di ieri sera semmai è stata l’ennesima beffa, l’ennesimo schiaffo nei confronti della stragrande maggioranza degli italiani e dei campani che da mesi RISETTANO LE REGOLE per tutelare se stessi e soprattutto GLI ALTRI. Se si stancano quelli che le regole le stanno rispettando la prossima volta la vera protesta sarà contro quelli che dicono che il virus non esiste e non indossano la mascherina o che se la mettono sotto il naso e se ne sbattono di ogni regola di buon senso e rispetto del prossimo.

Andare a dare una mano negli ospedali e nelle terapie intensive anziché fare i “guappi di cartone” per il solo gusto di sfasciare cose e insultare e menare le Forze dell’Ordine che non c’entrano, nulla sarebbe decisamente meglio che mettere a ferro e a fuoco una splendida città come Napoli. Se non si tutela prima la salute non potrà esistere nessuna possibilità di lavoro sicuro. Riaccendiamo tutti il cervello e torniamo a rispettarci tra noi invece di fare la “guerra tra poveri” che non serve a niente ma solo a far crescere ancora di più la ricchezza di quell’1% che ci rende tutti schiavi nel mondo.

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Vincenzo Mario
Giornalista Pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania. Vicedirettore e Redattore di V-news.it. In oltre 15 anni di professione vanta numerose collaborazioni con i principali quotidiani cartacei e online di Terra di Lavoro ed esperienze in emittenti televisive e radiofoniche. Tra le principali esperienze e collaborazioni spiccano: giornalista e fotoreporter per “Il Giornale di Caserta” e inviato per “TRM – TeleradioMatese” - Gruppo “Lunaset”, corrispondente e Redattore per la "Nuova Gazzetta di Caserta", giornalista per il mensile “Fresco di Stampa”, giornalista radiofonico e speaker, curatore del Notiziario campano per RCS – Radio Circuito Solare,

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