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Oggi no, lo faccio domani: la tendenza alla procrastinazione e l’ esperimento del secchio

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Cos’è la procrastinazione? “Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”, recita un noto proverbio.

Bene, la procrastinazione è ribaltare questo detto per trasformarlo in “farò domani quello che non ho tempo e voglia di fare oggi”. In psicologia, col termine procrastinazione, definiamo quell’insieme di attività che non hanno stretta correlazione con quelle utili al perseguimento di un nostro obiettivo, ma che sono in grado di appagarci momentaneamente, pur essendo secondarie, e di assolvere in qualche modo la nostra coscienza. Non è un far nulla, ozio totale e rilassato, è fare “altro” soltanto per ricevere un compenso immediato, rimandando o comunque ritardando l’ impellenza di altre faccende più pregnanti. Alzi la mano chi almeno una volta ha rimandato a data da destinarsi un impegno. Può essere la stesura di un articolo, studiare per un esame o un’ interrogazione, prepararsi un discorso o una presentazione, anche comprare i regali di Natale. Perché ci riduciamo, come si suol dire, all’ultimo momento? E soprattutto, perché sostituiamo il non fare nulla col fare comunque qualcosa anche se non attinente alla meta? Perché ci diamo questo contentino effimero? Perché non siamo in grado di scandire bene il nostro tempo, questa è la risposta.

Le cause della procrastinazione sono svariate. Possono spaziare dalla paura di fallire alla paura di avere successo. In questo secondo caso si ha il timore di essere immeritevoli di avercela fatta. Un ruolo cruciale è giocato inoltre dalla pigrizia,dal darsi motivazioni quali ad esempio “sono stanco, ho già avuto una giornata eccessivamente intensa”. Il perfezionismo anche funge da ostacolo poiché si ha la smania ossessiva di cercare non solo di fare, ma di farlo al meglio delle nostre competenze e risorse e, siccome di fatto la perfezione non esiste ma è solo un ideale a cui tendere, finiamo col non fare affatto. C’è invece chi è terrorizzato dalla responsabilità derivante dal dover portare a compimento un compito e pertanto si rifiuta a monte di lavorarci lanciandosi in altre attività che diano l’ illusoria percezione di star comunque impegnandosi. Tutti questi casi, per quanto codifichino motivazioni differenti, hanno come comune denominatore l’ansia e lo stress derivanti dalla presa in carico di un compito e dal lavorare duramente affinché si concluda. Tuttavia, come abbiamo detto all’inizio, procrastinare non è rifiutarsi di fare, è rimandare qualcosa e, a suo modo, si configura pertanto comunque come una scelta.  Voi siete dei procrastinatori?

Immaginate un corridoio lungo e stretto con due porte alle due estremità: una ad inizio e una a fine corridoio. Voi vi trovate all’ inizio e ai vostri piedi c’è un secchio. A metà corridoio c’ è un altro secchio. Il vostro compito è di prendere uno dei due secchi e portarlo all’ estremità opposta del corridoio rispetto a dove vi trovate voi. Quale secchio prendete? Tre psicologi dell’Università della Pennsylvania hanno proposto questo esperimento a 257 studenti per studiare l’ incidenza della procrastinazione e i risultati sono stati veramente interessanti. Quasi tutti gli studenti, anziché prendere il secchio che si trovava a metà del corridoio e che avrebbe comportato meno fatica per essere trasportato fino alla fine, hanno preso quello che avevano ai piedi e che doveva essere trasportato lungo tutto il corridoio. Questo fenomeno inaspettato è stato definito pre-crastinazione. Al contrario della procrastinazione sarebbe quindi la tendenza a fare subito le cose, a raggiungere in fretta un obiettivo pur pagando lo scotto di una fatica maggiore e, nel caso della consegna dell’ esperimento, non richiesta. Anche la precrastinazione ha un suo prezzo: fare subito non è l’ equivalente di fare bene. Come comportarsi dunque? Come possiamo riuscire a concludere qualcosa senza correre il rischio di essere superficiali?

L’anno volge al termine e questo è il momento più propizio per rivolgere uno sguardo a quello che è stato fatto e a quello su cui bisogna ancora lavorare. La dieta che non avete più cominciato, gli esami che ancora non avete sostenuto all’università, quel rubinetto in casa che gocciola. Insomma, se c’ è qualcosa che avete trascurato, posposto o, come abbiamo imparato a dire, procrastinato, cercate di riprendere in mano le redini della vostra vita e perseguire i vostri obiettivi. Sincronizzatevi col vostro ritmo interiore e le vostre emozioni che sono il centro dal quale si diparte la vostra volontà e, come suggeriscono gli esperti, fate una piccola “to do list”, una lista, un piccolo archivio delle cose da fare da spuntare ogni volta che le avrete realizzate. Sarà molto gratificante e, di volta in volta, accrescerà la vostra autostima e il vostro senso di autoaffermazione.

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