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Operazione “Medical Market” scoperta una truffa ospedaliera di due milioni di euro

DiThomas Scalera

Gen 22, 2015

GUARDIA-di-finanza

Falsi invalidi, infanticidio, truffa alle assicurazioni e omicidio. Continua la bufera nella Aanità.

OPERAZIONE “MEDICAL MARKET” della Polizia di Stato (Sezione Polizia Stradale Cosenza) e Guardia di Finanza:
eseguite 7 misure cautelari, in 4 ai domiciliari. Ben 144 le persone indagate, scoperta una truffa da due milioni di euro.

Da questa mattina all’alba è scattata, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Castrovillari, l’operazione denominata “Medical Market”. Gli uomini della Sezione della Polizia Stradale di Cosenza e della Guardia di Finanza hanno eseguito, congiuntamente, 7 provvedimenti cautelari emessi dall’Autorità Giudiziaria di Castrovillari in seguito ad una complessa attività di indagine che vede coinvolte, complessivamente, 144 persone.
Vari i capi di imputazione: dall’omicidio volontario al falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato. L’articolata attività investigativa della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Dott. Franco Giacomantonio, si colloca tra le inchieste di maggior spessore che l’Autorità Giudiziaria ha di recente svolto nella Sibaritide per la repressione dei fatti criminosi più insidiosi che intaccano il sistema economico del Paese e della Regione.
L’organizzazione criminale è stata individuata con base operativa nell’Ospedale Civile di Corigliano Calabro, ove alcuni medici compiacenti rilasciavano certificazioni mediche in tutto o in parte viziate da falsità al fine di trarre in inganno i medici legali di compagnie assicurative e, quindi, conseguire illeciti profitti poi spartiti fra le parti.
Nel dettaglio, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari a
carico di:

1) G.S. di anni 54 Medico di Corigliano Calabro;
2) R.S. di anni 37 abitante a Corigliano Calabro;
3) F.N. di anni 42 abitante a Corigliano Calabro;
4) Z.P. di anni 33 abitante a Corigliano Calabro.

Costoro ritenuti gravemente indiziati del delitto di infanticidio.

Infatti, è stato accertato che R.S. con il concorso del medico F.N. e di Z.A., trovandosi in avanzato stato di gravidanza, nello specifico tra la 24esima e la
28esima settimana di gestazione, ha simulato un incidente stradale ed ha
soppresso il neonato all’esclusivo scopo di conseguire il risarcimento del danno.
Infatti, nonostante la partoriente fosse indotta al parto prematuro, il feto
nasceva vivo e veniva deliberatamente privato di ogni necessaria assistenza utile
per la sopravvivenza causandone il decesso.
E’ stata altresì disposta Misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla
Polizia Giudiziaria a carico di:
1) P.L. Medico Ortopedico di Corigliano;
2) D.P.G., tecnico radiologo di Corigliano Calabro,
In particolare, nel corso dell’attività investigativa è emerso che persone
residenti in comuni della provincia, attraverso studi legali situati in Corigliano e
Mesoraca, ottenevano certificazione medica attestante patologie invalidanti
senza essere stati sottoposti alle tassative visite mediche, in alcuni casi, la
certificazione medica è stata rilasciata dal Dottor P.L. a persone residenti in
Mesoraca. Ed ancora è stato verificato che nonostante fosse stata rilasciata
certificazione medica su modulo in uso al reparto di ortopedia dell’ospedale, agli
atti del medesimo nosocomio non vi era assolutamente alcuna traccia dei
pazienti, delle visite delle prenotazioni ecc.
Il radiologo con la complicità del Dr. G., allo scopo di provare determinate
patologie invalidanti, attribuiva a pazienti sani, le radiografie di persone
effettivamente affette da patologie che non avevano assolutamente alcun nesso
con presunti incidenti stradali.
Destinataria della misura cautelare della sospensione della professione forense è
l’Avvocato B. F. di anni 45, di Corigliano Calabro, ritenuta responsabile di aver
prodotto, con la complicità dei medici di cui sopra, falsa documentazione medica
attestante patologie inesistenti, nonché ideatrice di incidenti stradali mai
avvenuti.
L’inchiesta è stata sviluppata su due filoni investigativi, uno riguardante i c.d.
“falsi invalidi” e l’altro concernente le truffe ai danni delle assicurazioni, tutte e
due accomunati dal largo ricorso all’utilizzo di falsa documentazione medica.

Riguardo alle truffe assicurative, gli investigatori, attraverso articolate e
complesse attività d’indagine tecnica, hanno rilevato numerosi falsi incidenti
stradali imbastiti al fine di lucrare sui rimborsi assicurativi.
Per i falsi sinistri, le cui relative pratiche erano, in alcuni casi, curate e istruite da
un avvocato di Corigliano Calabro, anch’esso coinvolto negli illeciti, venivano
presentati alle compagnie assicurative falsi certificati medici rilasciati da dottori
compiacenti operanti anche presso strutture pubbliche.
Gli investigatori hanno accertato che, in più occasioni, il medico compiacente,
previa dazione di denaro, forniva ai finti protagonisti di incidenti stradali, false
certificazioni di ricovero al Pronto Soccorso, facendo fittiziamente risultare
l’accesso al presidio ospedaliero quale conseguenza di un incidente stradale che,
frequentemente, è stato accertato non essersi mai verificato.
Nelle truffe assicurative il falso si è materializzato anche nella produzione di
referti radiologici che venivano taroccati ad arte. Infatti, nei falsi sinistri, è stata
prodotta
falsa documentazione di esame radiologico ottenuta con la
compiacenza di medici e tecnici radiologi di laboratorio dell’ospedale di
Corigliano Calabro.
Il personale sanitario compiacente, sia medici che tecnici, così come l’avvocato
patrocinatore delle truffe assicurative, sono destinatari di misura cautelare.
Indagando relativamente alla indebita percezione di indennizzi assicurativi
conseguenti a falsi incidenti stradali, Poliziotti e Finanzieri hanno avuto modo di
accertare la premeditata soppressione di un nascituro, attuata con la
compiacenza e la fattiva partecipazione di personale medico dell’ospedale di
Corigliano Calabro.
Per tale evento, tra i destinatari della misura degli arresti domiciliari, figurano
un medico, dipendente all’epoca dei fatti dell’Azienda ospedaliera di Corigliano,
due donne e un uomo che si sarebbero resi responsabili dei reati di omicidio e
falso in atto pubblico. La donna, infatti, si trovava in avanzato stato di
gravidanza, oltre la 24° settimana di gestazione, ed è stata indotta al parto
prematuro. Il feto, nato vivo, è stato deliberatamente privato di ogni necessaria
assistenza utile per la sopravvivenza, causando tale comportamento il decesso
del neonato.

Relativamente al filone investigativo dei falsi invalidi, gli investigatori hanno
svelato una vera e propria associazione, con alla base personale di un patronato
di Corigliano Calabro ed un avvocato referente, patrocinatore di cause
previdenziali e assistenziali dei clienti, finalizzata al perseguimento di truffe ai
danni dell’INPS conseguenti all’indebito riconoscimento giudiziario delle
indennità di invalidità civile e/o di accompagnamento.
I referenti del patronato e l’avvocato patrocinatore delle cause previdenziali,
nell’ambito dei giudizi, hanno prodotto falsa certificazione medica al fine di
documentare, in capo ai propri clienti, patologie in realtà insussistenti ma che
garantivano diritto alle indennità richieste.
Al termine delle indagini riguardanti i falsi invalidi sono stati rilevati numerosi
casi di truffa ai danni dell’INPS che vedono coinvolti 45 indagati.
Nell’ambito delle indagini, sono stati riscontrati anche vari casi di rilascio di
certificati medici “su richiesta” ,da parte di medici compiacenti, al fine di
giustificare le assenze dal servizio o per documentare false malattie di
dipendenti di enti pubblici.
Altresì, sono stati rilevati casi di falsa attestazione di presenza in servizio da
parte di un medico dell’ospedale di Corigliano Calabro. In particolare, il
sanitario, nonostante facesse risultare la presenza in servizio avendo timbrato il
cartellino, soventemente si allontanava o non era per nulla presente nella
struttura ospedaliera. Come accertato dagli investigatori, talvolta era,
addirittura, presso la propria dimora intento a visionare le partite di calcio.
Nel complesso, tra indebite indennità percepite e rimborsi assicurativi erogati
sulla base di documentazione falsa si stima un danno economico di circa due
milioni di euro. Particolare, soprattutto, la facilità con cui si potevano ottenere
agevolazioni in ambito di riconoscimento di percentuali di invalidità ovvero una
attestazione di patologie di fatto inesistenti.

Infatti, a seguito di normali visite specialistiche che i medici tenevano anche
presso strutture pubbliche e che venivano pagate dai 50 ai 300 euro, erano
concordati e perfezionati certificati in grado di poter garantire, al termine
dell’iter peritale con l’ente assicurativo o previdenziale, rimborsi consistenti
anche in decine di migliaia di euro nonché pensioni di invalidità in danno degli
enti previdenziali e assistenziali dello Stato.
Il danno economico, la cui entità è in continuo accertamento da parte del
personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, rappresenta l’aspetto
materialmente tangibile dell’intero sistema criminale. La posizione dei soggetti
destinatari di pensioni di invalidità e accompagnamento è stata segnalata ai
competenti enti previdenziali per l’avvio di opportune procedure di revisione,
allo stesso modo analogo indirizzo è stato adottato per gli enti assicurativi.
Le attività investigative, effettuate sotto la continua ed attenta direzione dei
Sostituti Procuratori della Repubblica dott. Vincenzo Quaranta e d.ssa Simona
Rizzo, hanno consentito, grazie alla stretta collaborazione della Polizia di Stato e
Guardia di Finanza di Rossano, di accertare responsabilità penali, a vario titolo,
di 144 indagati tra medici, tecnici di laboratorio, avvocati e beneficiari degli
indennizzi, nei cui confronti Poliziotti e Finanzieri stanno provvedendo alla
notifica degli avvisi di garanzia a conclusione delle indagini preliminari.

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Thomas Scalera

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