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Ordigno scoperto a Fano: 6.000 famiglie in fase di sgombero

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Ultim’ora. Leggiamo in questo momento da parte dell’Ansa di un maxi sgombero in atto a Fano, in seguito al ritrovamento di un ordigno bellico di circa 230 chilogrammi. Tale fatto ha dato inizio da circa mezz’ora allo sgombero obbligatorio di svariate migliaia di persone. sarebbero circa 6000 infatti le famiglie che, in seguito al ritrovamento della bomba inesplosa (che potrebbe tranquillamente essere pericolosa), devono lasciare la propria abitazione per mettersi al sicuro da eventuali esplosioni che potrebbero portare, data la mole della bomba in campo, una massiccia devastazione in un raggio di svariati chilometri. Riportiamo testualmente quanto riportato dall’Ansa: “massiccia operazione, a Fano, avviata in serata e che proseguirà tutta la notte, per evacuare circa 23 mila persone dopo il ritrovamento stamani di una bomba da 225 chili, residuato bellico, in un cantiere in sul lungomare Sassonia. L’ordigno è stato innescato accidentalmente, forse durante le stesse operazioni che l’hanno portato alla luce. Quindi, per motivi precauzionali, è stato deciso l’immediato allontanamento delle persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. Evacuati anche l’ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria. Bloccati anche i treni dalle 21.30, dato che la stazione (come l’ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non interessa invece l’autostrada A14. La rimozione dell’ordigno dovrebbe avvenire nelle prossime ore a cura degli artificieri dell’Esercito, i quali lo consegneranno poi ai colleghi della Marina, che lo faranno brillare in mare”. Come si evince dalla lettura del comunicato ufficiale Ansa, l’ordigno potrebbe causare danni per circa 2 chilometri di raggio, pari a 4 chilometri di diametro. Un perimetro consistente e da non poter sottovalutare. Intanto, mentre scriviamo, ci comunicano che sarebbero già circa 500 famiglie le famiglie che hanno già trovato una collocazione provvisoria, mentre le altre stanno per vedersene assegnata una. Hotel della zona sono a disposizione dell’emergenza, oltre che case e strutture di accoglienza non utilizzate. Si a spettano aggiornamenti.

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