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Orta di Atella. Disabili, una vicenda che merita di essere raccontata

DiThomas Scalera

Apr 12, 2017

ORTA DI ATELLA. «La tematica della tutela dei disabili – oggi – è certamente una questione molto delicata, ma è bene tenere presente che le difficoltà sono maggiori tanto più è minore la serenità che le istituzioni hanno verso la disabilità». Le istituzioni politiche hanno il dovere di tutelare la disabilità, ma soprattutto hanno la responsabilità di comunicare serenità e tranquillità ai familiari dei disabili, e ai familiari dei bambini autistici. Vi raccontiamo la vicenda di Orta di Atella. Prima però bisogna conoscere anche la reazione dei bambini con disabilità, tutto è caratterizzato da curiosità, un po’ di sconcerto e … un grande scandaloso menefreghismo da parte della politica locale. Purtroppo non capita mia che i politici additino la persona disabile richiamando l’attenzione dei genitori per chiedere spiegazioni o condividere qualcosa che per i genitori è al di fuori totalmente dall’ordinario. E quindi, a meno che non si pretenda che i bambini limitino da soli la loro spontanea propensione a manifestare le proprie emozioni (siano esse di paura, sconcerto o divertimento), è di fondamentale importanza il comportamento della classe politica (e quando mi rivolgo ai politici penso ai genitori con valori umani. persone che siano in grado di raccontare alle persone disabili l’importanza che loro possono avere nella società). È necessario cioè saper accogliere queste manifestazioni senza censurarle e aiutare i bambini disabili ed autistici a elaborare le emozioni che nascono dentro di loro, oggi noi vogliamo spiegazioni che sono richieste, anche quando esse necessitano l’affrontare aspetti brutti della vita quali la mancanza di strutture adeguate per questi bambini. È molto importante, inoltre, non solo fornire delle spiegazioni in merito alle cause, ma evidenziare ai genitori dei bambini disabili ed autistici che nonostante le difficoltà, non bisogna mai demordere ed aiutare le persona con disabilità ad avere risorse per vivere come tutti gli altri: con difficoltà e sofferenza sì, ma anche con tante soddisfazioni e gioie. Le istituzioni di Orta di Atella hanno dimenticato cosa significa tutelare il benessere territoriale. È evidente, per altro, che questo messaggio dovrà essere veicolato sia dalle parole e dalle spiegazioni pazienti, sia da una mimica non verbale che comunichi positività a questi genitori e non tristezza, imbarazzo o disagio. Ciò include anche le spiegazioni (rassicurazioni) in merito alle problematiche accadute ad Orta di Atella, i disabili ed i bambini autistici di Orta sono la rappresentazione dell’etica sociale della comunità, non possono essere dimenticati. È necessario, insomma, trovare un equilibrio ma soprattutto garantire i diritti di queste persone con disabilità i loro ausili non vengono considerati né un tabù, né oggetti di curiosità morbosa ed è necessario che i genitori guidati da Agnese Panico membro dell’associazione “Il Filo della Vita” e da Michele Pisano il rappresentante degli stessi genitori dei disabili, trovino questo equilibrio affinché ci sia la garanzia, ma soprattutto la voglia di crescita in grado di trasmetterla ai figli. La persona con disabilità che ha difficoltà da sola e che ha bisogno dell’aiuto di altre persone può facilmente essere vista dalle istituzioni come un “oggetto da manipolare” ed è per questo che sta ai politici in questo caso di Orta di Atella (sindaco, addetti al sociale, assessore, consiglieri) curare, ma soprattutto garantire i bisogni necessari alla persona con disabilità con rispetto, senza paura sì, ma anche senza atteggiamenti invadenti, derisori o manipolatori. È ovvio che in tutto questo processo molto complesso, la persona con disabilità non è un oggetto passivo che attende la reazione delle istituzioni e l’intervento contenitivo del genitore. È fondamentale, infatti, che egli ricerchi con lo sguardo, la mimica e la comunicazione un’alleanza con la realtà. Tutto questo dovrà agevolare la relazione tra le istituzioni e le persone con disabilità, senza paura né vergogna. Infatti, l’instaurarsi di una relazione, porterà, il modo più efficace per far comprendere che chi soffre non può essere dimenticato, la persona con disabilità, la persona autistica sono umani come noi, devono essere in grado di vivere la loro vita, non devono avere nulla di brutto da nascondere devono vivere in una società libera, devono crescere senza problemi solo così potranno evitare di incontrare nessun pericolo nella loro quotidiana essenza. di vita. Cari amministratori di Orta ricordatevi che i disabili ed i bambini autistici sono parte del nostro cuore. Purtroppo non sempre (anzi di rado) le cose si svolgono in questo modo ideale. Il più delle volte, infatti, dicono i genitori rappresentati da Michele Pisano il Comune non ha fornito spiegazione sul perché non è stata concessa la sede vecchia di nostra appartenenza, oggi abbiamo anche paura che possa terminare anche il servizio del trasporto, ci limitiamo ad intimare gli amministratori di non promettere, di non chiedere, di non parlare a vuoto, di non guardare… con un disagio evidente che – seppur non intenzionalmente – fa sì che ai nostri figli venga comunicato: «Quello che stai vedendo è una cosa così brutta, triste e delusa, che non se ne può parlare senza rimanere sconvolti o ferire qualcuno». Altre volte, invece, capita affermano i genitori che nell’incontrare una persona disabile, istintivamente, senza quasi rendersene conto, afferrino la mano del figlio o lo accarezzino o gli mettendo una mano sulla testa, come a proteggerlo o consolarlo per quello che sta accadendo. Qui il messaggio che viene inviato non verbale è: «Anche se quello che stai vedendo ti turba, non ti preoccupare, c’è qui papà/mamma che faranno di tutto per farti valere i tuoi diritti». Questo messaggio deve essere utile per i politici, i bambini autistici ed i disabili che oggi continuano le loro attività all’interno dell’associazione “La Vita al Centro” devono manifestare nessun segno di disagio: in questo caso il genitore, più che reagire in maniera protetta al disagio dei loro figli, potranno dire di essere felici perché l’amministrazione sta tutelando in qualche modo il benessere essenziale. Tutto questo detto deve essere espresso senza alcun intento polemico o di giudizio, ma solo per incrementare il livello di consapevolezza rispetto a come alcuni stereotipi possano essere riprodotti e diffusi attraverso gesti inconsapevoli e non intenzionali. D’altra parte possiamo affermare che per i disabili è molto delicato, ma è bene tenere presente che le difficoltà sono maggiori tanto più è minore la serenità che le istituzioni hanno verso la disabilità e che i disabili il più delle volte, superato lo stupore e l’ilarità iniziali, tendono a comportarsi in maniera del tutto naturale… a volte nonostante il comportamento mediocre della classe politica. Per quanto riguarda infine le persone con disabilità, queste ultime hanno una duplice responsabilità nel comunicare serenità e tranquillità rispetto alla propria condizione: verso loro stessi e verso la comunità. Infatti, se saremo in grado di crescere ed offrire benessere ai bambini disabili ed autistici, gli stessi si sentiranno incoraggiati a socializzare e motivati a impegnarsi per crescere avendo piena partecipazione alla vita sociale: nello studio, nel lavoro (quando saranno grandi) e nel tempo libero.

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Thomas Scalera

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