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Otto morti a Dallas (davanti alla TV)

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Nella mattinata di domenica 10 settembre (ieri mentre scrivo),all’interno di una abitazione di Plano, in Texas. Erano circa le otto del mattino quando un testimone,  tale Victor Garcia, ospite di una famiglia con dimora adiacente a quella dove si è consumato il pluriomicidio, ha affermato di aver sentito distintamente, nell’arco di pochi secondi, almeno 6 colpi di arma da fuoco. Dopo nemmeno dieci minuti, la scena che si è trovata di fronte l’ufficiale accorso sul posto è stata una di quelle che non ti aspetti. Nello spazio di una stanza ben sette cadaveri sanguinanti, di spalle o di faccia riversi in maniera confusa sul pavimento e sul divano. Il portavoce della polizia di Plano, David Tilley, ha dichiarato che all’interno della stanza, tra i cadaveri, era in piedi un uomo che impugnava un’arma da fuoco, freddato dall’agente. Durante la sparatoria sono rimaste ferite anche altre due persone. Al momento non si conoscono ancora i dettagli e i moventi dell’accaduto, ma di certo si sa che non erano presenti bambini. Altro particolare che potrebbe aiutare la ricostruzione e individuare l’ipotetico “motivo” di tale gesto, è il televisore sintonizzato su una partita di football americano dei Dallas Cowboys. Se venissero confermate tali ipotesi, di certo l’entità futile delle motivazioni lascerebbero pensare ad altri fattori scatenanti quali alterazioni psichiche dovute ad alcool, droghe oppure alla presenza di un individuo con problemi mentali gravi, che è esploso in seguito a qualsiasi frase o addirittura senza una apparente motivazione esterna. Tutto resta al vaglio degli agenti della polizia scientifica di Dallas che stanno cercando di ricostruire l’accaduto. Il confine tra la follia umana e il libero accesso ad acquistare un’arma da fuoco in molti dei 52 Stati degli U.S.A., non solo è labile ma diventa addirittura, in molti casi, sbiadito a tal punto da catapultare nella realtà, visioni e ossessioni ben celate. Alla fine, complice occulto di questa ennesima nefandezza, resta l’industria bellica, che negli Stati Uniti è la più produttiva di tutto il resto del mondo.

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