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Passaggio di consegna fra i Ministri Bussetti e Fedeli

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Miur:passaggio di consegna fra i Ministri Bussetti e Fedeli

Meritocrazia e giustizia per i vincitori di concorso 2016

 

Nella giornata del 5 giugno 2018, al Miur, si è svolto il passaggio di consegna fra i ministri Bussetti e Fedeli.

Si è svolto nella mattina del 5 giugno 2018, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il passaggio di consegna fra la ministra uscente Valeria Fedeli e il neo ministro Marco Bussetti.

Bussetti ha ribadito la sua volontà di “Ridare dignità a chi lavora nella scuola, a tutto il personale, dagli insegnanti, agli amministrativi, ai dirigenti. Ridare slancio, certezze e stabilità al sistema di Istruzione saranno gli obiettivi del mio mandato. Senza tralasciare, ovviamente, il sistema dell’Università e della Ricerca, che sono motore per lo sviluppo del Paese”.

Ha poi aggiunto che “Con la ministra uscente ci siamo confrontati sulle priorità relative ai settori di competenza del MIUR e sulle urgenze, a partire da quella dei diplomati magistrali. Ma anche sulla necessità di dare continuità al lavoro che il ministero sta portando avanti sotto il profilo di quei principi guida e di quelle azioni che guardano all’interesse e al bene delle studentesse, degli studenti e delle loro famiglie”.

La categoria insegnanti si augura di poter finalmente ottenere la stabilizzazione tanto desiderata e cercata con sacrifici immani fatti di precariato, studio e superamento di un concorso a cui, pare, non importi a nessuno.
Sono stati banditi posti, dissolti quasi improvvisamente ed il Coordinamento Nazionale Vincitori Concorso Scuola 2016 (CoNaVinCoS), presente con la coalizione “Insegnanti Uniti nel Merito” (IUM), cerca da mesi, invano, una spiegazione ed una risposta alla risoluzione del problema.

Il nuovo Ministro già sa che ci potranno essere innumerevoli ricorsi da parte dei vincitori, qualora dovessero stabilizzare altre categorie di precari che si sono sottratti alla valutazione concorsuale o, peggio, non sono risultati a tal proposito né vincitori né idonei. Il punto cruciale, difatti, non è aver conseguito una laurea, oltre al diploma magistrale abilitante, ma il mancato superamento di un concorso pubblico, come stabilito dall’Art. 97 della Costituzione.

Negli ultimi mesi si è stati spettatori di una disinformazione inaudita da parte degli organi di stampa che hanno cavalcato l’onda dell’Auditel, non tenendo conto di un fatto sostanziale che pone le basi sul concetto di legalità.

Ebbene, non si può parlare di licenziamento di massa perché non tutti i decantati 55mila diplomati Magistrale hanno firmato un contratto di ruolo con riserva oltretutto, in quanto sono scarsi 7mila. Questi ultimi erano perfettamente in grado di intendere e di volere quanto hanno firmato il medesimo contratto con clausola rescissoria quindi consapevoli che fosse una risoluzione al loro ‘precariato’ momentanea. Inoltre i giornalisti ed i politici che si affannano a disinformare sanno perfettamente (o probabilmente lo scopriranno leggendo questo articolo) che le stesse diplomate magistrali otterranno comunque incarichi di supplenza da seconda fascia, cosa che non possono avere attualmente i vincitori di concorso.

Questa disparità di trattamento è inaccettabile e sarà contrastata legalmente dai medesimi vincitori che non accettano di essere ‘licenziati’ benché inseriti in una graduatoria di effettivo diritto al ruolo e quindi di una certa stabilizzazione, vedendosi scavalcare da colleghi che quello stesso concorso non lo hanno superato. La meritocrazia e lo stato di diritto deve pur contare ancora qualcosa in questo Paese sordo e privo di spina dorsale quando si tratta di mettere in pratica ciò che la legge dispone. Viene urlato da mesi che non ci sono soldi per stabilizzare i vincitori concorso o i colleghi presenti nelle Gae da quasi venti anni e qualora i soldi dovessero uscire per stabilizzare chi ha firmato un contratto con riserva saranno altresì pronti ad agire legalmente. A farne le spese saranno tutti i cittadini perché si chiederanno anche i danni morali e psicologici, in quanto beffati e vessati dallo Stato e dalle colleghe che si sono appropriate indebitamente di un posto ‘promesso da BANDO’ ad altri colleghi, i vincitori di concorso.

Stessa conseguenza si avrà se si vedrà modificare la percentuale prevista per lo scorrimento nelle graduatorie GM e GaE per ottenere il ruolo.

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