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Pediatri di base e Coronavirus, un’accoppiata che preoccupa le famiglie

Troppo lontani dai bambini, alcuni, spesso irraggiungibili

Come mai prima d’ora, in questo periodo storico, estremamente critico dal punto di vista sanitario, si è aperto un divario enorme tra i medici impegnati in prima linea nella lotta al covid 19 negli ospedali e i “mediconzoli” delle asl.
In tanti, abbiamo potuto constatare il progressivo allontanamento dei nostri medici curanti, via via che il covid si è diffuso e la cosa peggiore è che sono stati lasciati soli i nostri bambini. Ad oggi, chiedere una visita medica, per il proprio bambino, a prescindere dalla sintomatologia presentata, sembra proprio pretendere un miracolo. Per ben due lunghi mesi le visite sono state addirittura sospese, lasciando tutti noi genitori nella più totale indifferenza, sospesi bilanci di salute, chiusi gli studi, sospesa qualsiasi tipologia di consulenza. Da poco, a “studi” riaperti, con ingressi comunque contingentati (giustamente), è possibile effettuare bilanci di salute ma sono impossibili, almeno per alcuni pediatri, altri tipi di visite. Dunque se un bambino si ammala, cosa deve fare un genitore, che nella vita fa tutt’altro mestiere? A chi dobbiamo affidare la cosa più preziosa che abbiamo?

La salute dei nostri figli viene prima del loro diritto di non contagiarsi. È inconcepibile che una mamma, per un raffreddore o una bronchite o un sintomo simil virale debba rivolgersi direttamente al pronto soccorso, dove i bambini rischiano di contrarre il virus davvero!

È inconcepibile che un medico che si definisca tale abbia così tanto a cuore la propria salute da non poter visitare i suoi pazienti. Ci sono mestieri e professioni, nel mondo, che richiedono un impegno particolare, valori particolari, che dovrebbero elevare il proprio essere rispetto a quelli normali. E il giuramento di Ippocrate? Ce lo dimentichiamo, quando è necessario metterlo in atto.
E come mai i grandi medici impegnati in prima linea nei reparti covid e negli ospedali non si fanno indietro? Il nostro ringraziamento va a loro, che ogni giorno, scelgono di rischiare la vita per la popolazione, che dormono lontano dai loro figli per curare figli e genitori degli altri. Anche questa emergenza ci ha insegnato come i grandi restano grandi e i piccoli restano piccoli, e soprattutto cosa può renderci davvero grandi nella vita.

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Antonella Viccaro
1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.

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