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Per i figli… quali?

DiThomas Scalera

Mar 25, 2017

“lo faccio in nome dei miei figli!”

Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase?

E che solennità, quanto orgoglio paterno e materno, spirito di sacrificio e abnegazione, si intravede al suo

interno!

“lo faccio per loro!” … e subito chi la pronuncia sembra essersi munito di un’aurea di invulnerabilità e di

eroismo, sembra poter sconfiggere tutto il male del globo terrestre!

Peccato che, nella maggior parte dei casi in cui ho avuto modo di ascoltare questa “stupenda” frase, lo si

diceva per giustificare le migliori scelleratezze, piuttosto che nobili ideali e propositi!

“lo faccio per mia figlia”: e su e giù con la bmw con targa straniera ad accompagnare le povere disgraziate

costrette a prostituirsi per le strade della città.

“lo faccio per mio figlio”: e, con fare risoluto e senza troppi scrupoli, a pretendere dal povero “fallito”

malcapitato i soldi degli interessi che ancora ci deve, sotto lo sguardo impaurito di “suo” figlio sgomento.

“lo faccio per mia moglie”: e si mette in moto il pulmino che accompagnerà le donne a lavorare a nero

nelle terre “di nessuno”, per tre euro l’ora o peggio a cottimo.

Esempi, tormenti di un dio molto minore che Stato non è mai stato, crogiolandosi nel letto dei propri

benefit e di coloro i quali, oligarchi dello status quo, tale condizione avallano e salvaguardano.

Un po’ come il camorrista che va in chiesa e si fa il segno della croce e prende la comunione; oppure come il

politico “locale” che si maschera dietro “grandi ideali” per poi svendersi al costruttore di turno o alle lobby

eterne; o ancora come il sacerdote “vizioso” che ricicla soldi e speranze in nome di un Dio che, se potesse

sentirlo e vederlo, lo ridurrebbe a polvere, dalla quale proviene; oppure al mafioso nostrano che, dopo anni

a delinquere e dopo aver accumulato una bella fortuna, decide di “riciclare” la propria immagine

inventandosi imprenditore e magnate dello stesso popolo che ha soggiogato e che ha ridotto a schiavitù

immorale e ingiustificabile.

Non ci saranno assoluzioni fino a quando non si confesseranno i propri crimini, né criminali finchè non si

potrà identificarli, né identificazioni fintanto che esisterà e perdurerà l’omertà!

All’apparenza può sembrare semplice e soprattutto logico avere la soluzione di ogni male, nel profondo

purtroppo la complessità è data proprio dall’apparenza stessa.

Potremmo parlare della magistratura: inefficace, assoldata, logora, vecchia, infantile, superflua… dipende

dai punti di vista, ma ad ogni modo non “incisiva”, assente quando dovrebbe essere “fortemente” presente

e presente, spesso, quando non dovrebbe.

Potremmo parlare della politica, dei sistemi sociali, delle lotte, degli antagonismi, dei riformismi, delle

chiacchiere e dei distintivi, della CIA, del KeGheBè, dell’Isis, della massoneria, dell’America agli americani e

dell’Italia agli itagliani, ma tutto ciò non aggiungerebbe né sottrarrebbe nulla alla questione

principale:”cosa e perché faccio per i miei figli?”.

Forse, in un impeto di buonsenso e civiltà, si potrebbe arrivare a un concetto e a una risposta comuni a tutti

noi: programmare un mondo vivibile; avere l’accortezza di mettere i diritti dell’uomo e dell’ambiente prima

dei falsi bisogni personali; capire che i “cattivi” non sempre ce l’hanno scritto in faccia e che, anzi, sono

proprio quelli con la faccia pulita e la giacca e la cravatta ad essere i peggiori!

Oggi ascoltavo la vicenda di un tale Norberto Confalonieri, primario e bla bla bla… in altre parole: un porco

d’uomo! (col rispetto per la categoria di “uomo” e per l’amabile e senza spreco alcuno suino)!… uno che, in

pratica, non temeva di “fracassare anche e ginocchi sani” pur di poter lucrare nella sua azienda privata e

con le holding farmaceutiche pronte a far di tutto pur di vedersi privilegiate negli ordinative di “protesi

sperimentali e ad alto costo”.

Ok, lo so, è il sistema che non va, sono le persone che non sanno decidere, il popolo che non sa votare, la

mamma che non sa stirare, il robot che non sa robotizzare etc… etc… etc… , ma, lasciatemelo dire: il mondo

è pieno di questi “personaggi” che credono di avere trovato “l’autore”, al quale donano tutto se stessi

adorando il dio danaro e i “privilegi effimeri” che da esso ne conseguono, giustificando spesso questo modo

di agire con la frase: “lo faccio per i miei figli!”.

Beh, solo un’ultima parentesi a chiosa di tutto: se fossi io il figlio di un “mostro del genere” (al quale

assimilo tutte le categorie prima menzionate e anche quelle di cui mi son dimenticato), sarei disgustato e

non mi accontenterei della villa e della casa al mare con super barca e stravizi e bla bla bla… e, se non avessi

la stessa sua malattia già infettata nell’anima, scapperei a denunciarlo, perché un porco del genere non solo

non “pensa” ai propri figli, ma non ha concezione di cosa sia essere “padre”!

L’umanità è un tutto unico in evoluzione costante, solo una equa distribuzione di beni primari, di cultura, di

libertà, di autosufficienza, di dignità, di speranza e di “atti pratici” che pensano al futuro di “tutti” può far si

che “tutti siano degni figli di degni genitori”, in un ciclo continuo di divenire morale, etico, materialmente

sostenibile e spiritualmente accettabile!

Siamo un solo popolo senza nazioni, viviamo in prestito su una sfera grandiosa che tutto ci dà, non al di là

delle nostre necessità divine … non diventiamo demoni!

p.s. e, ad ogni modo, è meglio che si sappia: ciò che faccio, lo faccio per i figli, quelli di tutti!

 

 

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Thomas Scalera

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