Modi di dire

Perché si dice “paga Pantalon” e “il segreto di Pulcinella”?

Entrambe queste espressioni nascono nel mondo della commedia dell’arte e dal teatro le ritroviamo nel lessico quotidiano. Tra le varie maschere della commedia dell’arte, Pulcinella e Pantalone sono di certo quelle maggiormente conosciute l’una soprattutto in Campania, l’altra in Veneto.

L’origine geografica di Pulcinella non è certa: se ne contendono i natali la città di Acerra e quella di Capua, ma quello che più di tutto si associa a questa maschera vestita di bianco, con un  lungo cappello e il naso appuntito è la sua ironia e la sua loquacità.  Dotato di assoluta incapacità nel mantenere una confidenza, si divertiva burlandosi dei potenti e svelando segreti di cui era custode, noncurante delle conseguenze.

Da qui la locuzione “il segreto di Pulcinella”, per indicare un segreto rivelato e reso noto a tutti, una verità così palese che sembra quasi scontata.

Pantalon, che in greco significa “forte come un leone”, ha invece un’origine controversa. Per qualcuno prende il nome da San Pantaleone, medico e martire a cui è dedicata un’antica chiesa in Venezia, secondo altri deriva dall’espressione “pianta i leoni” in riferimento all’abitudine dei veneziani che erano avvezzi, ogniqualvolta conquistavano una città, a piantarvi l’insegna con il leone di San Marco, simbolo di Venezia.

Nella commedia dell’arte la maschera di Pantalon incarnava la figura del ricco e avaro mercante il quale, imbrogliato dal suo furbo servo, si vedeva costretto a pagare al fisco somme più elevate di quelle che gli spettavano. Il servo dissipava e il padrone pagava.

Nel gergo comune però le parti si sono invertite e Pantalon rappresenta ora il contribuente martire del fisco, costretto a pagare tasse salate o chiunque si trovi  ad accollarsi spese inutili a causa di sperperi altrui. Oltre al danno economico, anche la beffa.

A questo riguardo si racconta un breve aneddoto satirico che avrebbe dato vita al modo di dire. Dopo il trattato di Campoformio, con cui Napoleone cedette Venezia all’Austria, i rappresentanti politici austriaci e francesi si allontanarono dalla città non pagando il conto all’oste che invano li rincorreva. Egli inseguiva la carrozza e gridava: “Chi mi paga?” e Pantalon, che assisteva alla scena rispondeva: “Amigo, pago mi!”

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