• Ven. Ott 22nd, 2021

 

PESCARA. A Loreto Aprutino, magnifico ed antico Comune di montagna della provincia di Pescara, sabato 14 Gennaio 2017 oltre 350 persone, in gran parte giovani,si sono radunati per partecipare alla marcia della Pace diocesana ideata dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti e organizzata dalla Caritas diocesana di Loreto – Penne. Oltre a due autobus arrivati da Pescara e Montesilvano, a Loreto si sono radunati partendo dal piazzale antistante la chiesa di Santa Maria in Piano, partecipanti provenienti dai paesi dell’area vestina, molti dei quali in preparazione all’evento di Pace, hanno lavorato nelle settimane precedenti mediante alcuni laboratori svolti nelle scuole primarie e secondarie. Sempre in preparazione al citato evento, si è svolto nei giorni precedenti anche un report sulla Siria. La XII Marcia per la Pace in linea con la 50° Giornata mondiale della Pace del 1 Gennaio scorso indetta da Papa Francesco, ha sviluppato questo tema: “La nonviolenza: stile di una politica per la Pace”. “È un’occasione importante”, ha spiegato monsignor Valentinetti, “per riflettere sul messaggio papale dell’1 gennaio, Giornata mondiale per la Pace, e per ricordarci l’impegno individuale e comunitario all’azione di Pace. Un dovere istituzionale che passa, però, necessariamente attraverso i nostri stili di vita. La Pace significa anche accogliere, farci prossimi e mettersi nei panni di tanti nostri fratelli che fuggono da situazioni di guerra e da città assediate dalla violenza. Non possiamo non conoscere. Occorre applicare una nonviolenza innanzitutto personale, perché deve partire innanzitutto da noi stessi facendola diventare uno stile di vita. Sapete qual è il primo gesto non violento? Quello da compiere quando andiamo in macchina e c’è qualche guidatore che ci vuole usurpare il posto, ma noi non lo lasciamo passare perché la macchina è il luogo dove ci sentiamo potenti. Abbiamo tra le mani un mezzo che potrebbe diventare un “carro armato” e uccidere qualcuno. E se la nonviolenza parte dai piccoli gesti quotidiani, va promossa anche per la risoluzione dei problemi delle nazioni: “Purtroppo i cristiani – incalza l’arcivescovo di Pescara-Penne -, e per questo Giovanni Paolo II ha chiesto perdono tante volte, non sono stati sempre campioni di nonviolenza. Abbiamo benedetto armi e guerre, ma chi si dimentica della polemica di don Lorenzo Milani contro i cappellani militari? Lui diceva “Voi non potete stare nel luogo della guerra, nel luogo della violenza”. Questo è successo all’inizio del Novecento con la prima guerra mondiale, quando i cappellani militari erano quelli che dovevano incoraggiare le truppe ad andare a morire, ad uccidere. Fratelli, rendiamo conto di questa realtà”. Il vescovo, prima di chiudere, ha invitato i giovani “ad avere il coraggio di avere la forza del perdono per essere uomini e donne di Pace”. La Marcia per la Pace, alla sua XII edizione, ha visto il raduno sul piazzale antistante la chiesa di Santa Maria in Piano da dove la Marcia si è sviluppata per attraversare le strade del centro di Loreto. Nella piazza principale Garibaldi, il corteo ha fatto una sosta per riflettere e ascoltare una bella storia di accoglienza, quella del giovane migrante senegalese Amadù ospitato presso la Casa di riposo di Loreto Aprutino. Quindi il corteo ha proseguito il percorso fino ad arrivare nella parrocchia di San Pietro. Qui nella chiesa è avvenuto il momento conclusivo della manifestazione con la testimonianza e l’ intervento della campana Agnese Ginocchio, originaria di Alife (CE), cantautrice ed artista per la Pace, la Nonviolenza e la Legalità, invitata dalla Caritas diocesana attraverso la coordinatrice della manifestazione per l’Ufficio Mondialità Luigina Tartaglia, che l’ha anche presentata. Agnese, nel salutare con gioia il vescovo Valentinetti, già Presidente di Pax Christi Italia, ha riferito. “Quando ho ricevuto l’invito nel venire a portare una testimonianza di Pace a questa marcia, mi sono chiesta come mai venisse organizzato un evento così importante dalle vostre parti, poi quando ho appreso che il vescovo di questa diocesi era proprio Valentinetti, ho capito tutto e da parte mia è stato veramente bello parteciparvi”. Nel partire dalle origini della sua scelta di cantare e di impegnarsi per la Pace, impegno portato avanti nel corso degli anni in sinergia con il Movimento per la Pace, Agnese ha spiegato in breve ai giovani perché oggi più che mai diventa decisivo ed urgente scegliere la Pace come compagna di strada e metterla in pratica mediante l’azione nonviolenta. “Nel mondo si sta combattendo una terza guerra mondiale a pezzetti, così come l’ha definita Papa Francesco che rappresenta un grande profeta del III Millennio. Attraverso diversi passaggi Egli ci ha ricordato l’importanza del dono della Pace, che si ottiene solo attraverso strade disarmanti, quali: la riconciliazione, il perdono, la misericordia, e ora, la Nonviolenza! Bisogna fare pressione alla politica e chiedere di adottare linee e programmi di Pace, smettendo la folle corsa agli armamenti ed il finanziamento per la produzione di armi che servono solo per fare la guerra. Occorre fermare immediatamente la guerra in Siria e in Medio Oriente, e in tutti gli altri paesi come l’Africa, lo Yemen che pagano sulla propria pelle le conseguenze della guerra con violenze, terrore e soprusi. Proprio a causa delle guerre tanti uomini e donne sono costretti a scappare dai loro paesi pr sopravvivenza…Oggi a causa di politiche folli paghiamo un caro prezzo: Il terrorismo, conseguenza delle guerre, che si è infiltrato dappertutto. Il terrorismo sta mettendo in pericolo l’equilibrio del pianeta”. Infine Il suo messaggio rivolto ai ragazzi è stato quello di impegnarsi nel quotidiano e di fare ognuno la propria parte per dire no alla violenza e costruire la Pace, partendo nelle scuole contrastando azioni di bullismo, testimoniando quindi la tolleranza, l’amicizia, la solidarietà e la convivialità nel segno di don Tonino Bello, diventando tutti fratelli e cercando infine di coinvolgere anche altri giovani, smarriti per altre strade. “La Pace, dono supremo della storia, senza il quale il mondo non può avere seguito, è una scelta che perviene dalle azioni quotidiane e dall’esempio che si deve vivere in prima persona e ci obbliga a scegliere sempre la strada della nonviolenza come stile di vita. Le parole e le manifestazioni non servono a nulla se a queste non viene associata l’azione pratica. E’ chiaro che la Pace è un dono che può venire solo da Dio, ma Lui su questa terra si serve delle nostre mani e del nostro impegno per attuarla; senza la nostra collaborazione, non può intervenire perché questo “miracolo” avvenga. Il suo messaggio affidato attraverso gli Angeli fu rivolto proprio agli uomini e alle donne di buona volontà: “Pace in terra agli uomini e alle donne di buona volontà”. Per questo la Pace diventa davvero l’unica alternativa ad ogni forma di violenza e agli scontri di civiltà. Dobbiamo impegnarci a far veicolare questo messaggio in ogni ambito dove operiamo, lavoriamo e svolgiamo la nostra professione. Più se ne parla e più diventa un bene per tutti. La Pace, che si fonda sulla giustizia sociale, si afferma solo quando a tutti i popoli verranno riconosciuti e assicurati i diritti umani fondanti. Diamoci dunque da fare”. E proprio sul tema dei diritti umani, in linea con la Giornata del migrante e del rifugiato ( presenti alla Marcia molti immigrati africani) che si sarebbe celebrata l’indomani, che la cantautrice ha terminato il suo intervento facendo ascoltare il suo brano: “Tutti i diritti umani di tutti gli uomini”. Al centro della chiesa di S. Pietro, appoggiato all’altare, è stato posto un planisfero artistico realizzato da Alfonso Camplone con materiali riciclati, sul quale un pentagramma aveva preso il posto di meridiani e paralleli: “Un pentagramma con le note – precisa Luigina Tartaglia -, questo il filo che lega i vari continenti per ricordare a ricordare che è tutto intimamente connesso. La Pace e la nonviolenza sono come una sinfonia”. Ogni singolo partecipante, ripartendo, ne ha potuto portar via con sé un tassello per non dimenticarlo. Al termine in segno di ringraziamento e per l’ospitalità mostrata, Agnese ha voluto donare al Vescovo Tommaso Valentinetti e alla Caritas diocesana organizzatrice della Marcia della Pace, un particolare ramoscello di ulivo, simbolo di Pace, “Che – ha riferito- proviene proprio dal nostro Albero della Pace”.

 

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Andrea De Luca

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