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“piano b” e “lato b”…

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Il piano “b”. Ovvero l’alternativa, il rifugio, la scappatoia. Ma anche l’ultima chance, l’ultimo treno, il viale

del tramonto…

 

Dipende dai punti di vista (e dal tempo che hai “investito e\o sprecato” nel piano “A”!).

 

Il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi ne sa qualcosa; ha sempre avuto bene in mente una scelta

diversa da quella “ufficiale” (calata dall’alto e “unta” dallo stesso Matteo Renzi n.d.r.), che prevedeva la

creazione di un inceneritore e l’allungamento della pista dell’aeroporto di Peretola, tanto che dopo la

“scomunica” da parte del P.d. ha catalizzato su di sé il 66 per cento delle preferenze e, una volta consacrato

sindaco, ha fatto (insieme con tutti i comitati cittadini) ricorso al Tar, vincendo (al momento).

 

Il “rischio idrogeologico” e la “necessità di deviare i percorsi urbani in alcune aree” della zona, nonché il

rischio “ambientale” che potrebbe causare l’inceneritore (ricordo che nella “Piana” sono presenti già due

autostrade, una discarica, un polo industriale e una espansione urbanistica considerevole!) hanno fatto sì

che questa “ribellione” dal basso (realmente dal basso!) si concretizzasse  in una “nuova idea di sviluppo in

relazione con il territorio”. La Regione ha già pronto l’appello al Consiglio di Stato, gli abitanti di Sestograd e

il loro Sindaco sono convinti nel non mollare!

 

E come Lorenzo Falchi anche Nicoletta Dosio sa bene cosa vuol dire “combattere dal basso”.

 

La ormai non più giovanissima donna è stata una delle prime a “ribellarsi” contro le linee ferroviarie ad alta

velocità (le cosiddette Tav), imposte dal Governo centrale (e che già tanti “danni” hanno causato lì dove

sono state realizzate (quesi sempre dopo l’uso della forza).

 

Scenari di fiumi prosciugati, borgate senza acqua, resti di cave e cantieri sono quelli che non si vogliono più

ripetersi in nome di un “presunto e pretenzioso” progresso.

 

E per la salvaguardia del proprio territorio Nicoletta, oltre ad essere sottoposta ad obbligo di dimora e firma

(manco i “presunti” terroristi sono trattati così!!) che ad ogni modo ha intenzione di “disobbedire”, vuole

che il piano “B” sia la rivalutazione dell’area tutta in “sintonia” ed “armonia” con la natura. Con la Natura.

 

Lettera maiuscola alla Madre che ci custodisce da sempre, ma che andiamo lentamente rinnegando

sentendoci autorizzati a un suicidio “collettivo” in miglior stile settario.

 

“Con” la Natura… perché o sei con o sei contro. Non c’e’ soluzione di continuità altrimenti.

 

E Nicoletta lo sa, e ne paga le conseguenze, coscientemente.

 

Due esempi di una stessa logica (o anti-logica se si preferisce) dove la stessa viene attribuita alle azioni

“ufficiali” dello Status quo (Governo e- per delega se passa il si al referendum di…? – Regioni) che spesso

non consentono in alcun modo una “seconda opzione”, un piano “B” appunto, che possa prevedere

un’analisi dei “benefici globali e collettivi”, dove si tenga conto dell’impatto ambientale, dove le

progettualità siano realmente “sane” (e non in “sanatoria” emergenziale).

 

Il prof. Profumi (Emanuele) lo dice senza peli sulla lingua che “il ribelle è chi aiuta a realizzare il salto di

paradigma chiamato rivoluzione… questa ribellione è la prima espressione di una nuova società politica,

che si nutre della partecipazione al potere di tutti gli strati della popolazione”.

 

Ed io oso aggiungere che troppe volte chi “amministra” (o dovrebbe) la “cosa pubblica” (cioè il “bene

comune”) oltre al piano “A” (ufficiale) non è in grado di “risolversi” nel pensare all’alternativa (o a

miglioramenti logici, partecipati e partecipativi), distratto spesso da un equivoco di base: confondere il

“piano” b con il “lato” b… riducendo il “popolo” ad assuntori di scelte preconfezionate, che troppe volte

hanno il sapore amaro di “inculature”!

 

piano b

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