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Piedimonte Matese. Bufera sul Vescovo Valentino Di Cerbo, il chiarimento della Diocesi di Alife-Caiazzo

DiThomas Scalera

Dic 7, 2016

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PIEDIMONTE MATESE. In merito alle notizie diffuse dalla stampa e, in particolare, dall’articolo pubblicato da Il Mattino del 6 dicembre 2016, edizione di Caserta (pag. 35), a firma di Mary Liguori e Marilù Musto, si precisa quanto segue.
In questi giorni non c’è stato alcun colloquio, né interrogatorio del Vescovo da parte del sostituto procuratore della Repubblica, Antonella Cantiello. In un solo precedente, che risale al mese di novembre del 2015 (oltre un anno fa), il Vescovo è stato ascoltato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, solo come persona informata sui fatti.
In secondo luogo, è da ritenersi destituita di ogni fondamento l’ulteriore notizia per cui il denaro di Mons. Giuseppe Leone sia «transitato sul conto corrente del Vescovo attraverso la perpetua». Le movimentazioni finanziarie a favore della Diocesi, infatti, sono sempre confluite su un libretto postale aperto per lo scopo specifico di costituire un “Fondo Benefattori”, la cui intestazione al nome del Vescovo è da ritenersi fatto esclusivamente nelle qualità di Legale Rappresentante della Diocesi.
Con l’occasione si fa viva preghiera per una maggiore collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali/Redazione Clarus, al fine di evitare fraintendimenti e imprecisioni che possano inutilmente turbare il clima e la serenità della Diocesi.
È nostro vivo desiderio, almeno quanto quello della Stampa e della Magistratura, quello di approdare presto alla verità dei fatti per un definitivo chiarimento su quanto accaduto che non poca sofferenza sta procurando alle persone coinvolte.

Dalla Curia diocesana, 6 dicembre 2016

Leggi anche: Piedimonte Matese. Accuse al Vescovo Valentino Di Cerbo, il comunicato della Curia Diocesana

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