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Piedimonte Matese. Caso Sarro, la Cassazione boccia il ricorso dei Pm

DiThomas Scalera

Dic 16, 2015

sarro

PIEDIMONTE MATESE. La I Sezione della Corte di Cassazione, con decisione resa nota stamane, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura di Napoli nei confronti dell’On. Carlo Sarro rimasto coinvolto nelle indagini concernenti la gara di affidamento del servizio di manutenzione delle reti idriche di alcuni comuni delle province di Napoli e Salerno, indetta dalla società Gori nell’anno 2013. Già il Tribunale del Riesame, lo scorso 24 luglio, aveva annullato il provvedimento con il quale si disponevano gli arresti domiciliari del parlamentare per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta. In quella occasione il Giudice della Libertà aveva acclarato l’insussistenza degli indizi di colpevolezza censurando pesantemente l’operato dell’ufficio della Procura che nella trascrizione delle intercettazioni aveva indebitamente inserito proprie note e soprattutto attribuito frasi a persone che non comparivano nelle conversazioni. All’udienza dell’altro ieri è stato lo stesso Procuratore Generale della Cassazione a chiedere il rigetto del ricorso della Procura di Napoli risultandone evidente l’infondatezza. “Potrò finalmente trascorrere nella serenità familiare le imminenti festività natalizie dopo mesi di sofferenza per l’ingiustizia subita. Già la decisione del Riesame aveva diffusamente dimostrato la inconsistenza delle accuse rivoltemi; appena qualche settimana fa il TAR Campania con sentenza n. 5314 del 18/11/15 ha acclarato la piena legittimità della gara svoltasi presso la Gori e oggetto delle indagini che mi hanno riguardato. Ad ulteriore e definitiva conferma della insussistenza giuridica degli addebiti formulati a mio carico, giunge ora la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. Nell’immediatezza dell’accaduto, per senso di responsabilità istituzionale, rassegnai le dimissioni da tutte le cariche istituzionali e politiche all’epoca ricoperte (componente Commissione Antimafia, Vice Presidente Commissione Giustizia, Commissario dell’ATO3, Commissario provinciale di Forza Italia di Caserta); mi interrogo, a questo punto, se in futuro altri che dovessero trovarsi nella mia stessa situazione farebbero bene a lasciare immediatamente tutti gli incarichi ovvero attendere almeno la conclusione della fase cautelare”.

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Thomas Scalera

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