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Piedimonte Matese – Diritto allo studio, la protesta degli studenti. Le foto

DiThomas Scalera

Dic 21, 2016

Diritto allo studio, stamane la dura protesta degli studenti a Piedimonte Matese. Presenti al corteo che ha manifestato anche contro la gestione degli edifici scolastici e della situazione post sisma delle classi, c’eranno anche gli attivisti del Collettivo primo maggio 1934 i quali hanno diramato una nota attraverso la propria pagina facebook. “Stamattina gli studenti dell’agrario e della ragioneria di Piedimonte, attraverso un corteo per le strade principali della cittadina, hanno manifestato insieme per un obiettivo comune: il DIRITTO ALLO STUDIO. Il #collettivoprimomaggio1934 ha partecipato al corteo, sostenendo le loro ragioni. Purtroppo a causa del dissesto finanziario della provincia di Caserta, gli studenti devono fare i conti con strutture che non possono garantire la dovuta sicurezza, né giornate scolastiche complete – scrivono gli attivisti sulla loro pagina Fb –.

Da ormai tre anni la scuola agraria di Piedimonte è chiusa per via dei danni causati dal terremoto del 29 dicembre 2013. Gli studenti sono stati ospitati inizialmente dall’Istituto Tecnico industriale e successivamente all’ultimo piano della ragioneria. Però, in seguito a un controllo dei vigili del fuoco, è stato accurato che quest’ultimo istituto non ha un servizio antincendio a norma. Nello specifico mancano gli estintori e non funziona l’allarme antincendio. Per questi motivi l’istituto può ospitare soltanto 100 persone contemporaneamente e gli studenti della ragioneria possono frequentare solo alternandosi e per sole tre ore al giorno. Gli studenti dell’agrario, invece, sono stati costretti a emigrare nuovamente, in parte al convitto di Piedimonte, dove i riscaldamenti funzionano male e non ci sono banchi, in parte nuovamente all’industriale. Alcuni di loro – concludono – nell’aula magna di questa scuola, dove fanno lezione seduti a terra, senza banchi né lavagne. Non è possibile che a causa di politiche scellerate debba pagare sempre il popolo!”.

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Thomas Scalera

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