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Piedimonte Matese. Ex macello comunale, il Consiglio di Stato sconfessa il Tar

DiThomas Scalera

Dic 14, 2015

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PIEDIMONTE MATESE. Il Consiglio di Stato sconfessa il Tar Campania sulla regolarità della gara per l’affidamento dei lavori di recupero e riuso funzionale dell’ex Macello Comunale per la nuova collocazione del comando Vigili Urbani, del nucleo di protezione civile locale, dell’Ufficio di piano d’Ambito C4 per servizi essenziali ed assistenziali alla popolazione, un’opera finanziata dalla Regione Campania per 2 milioni e 200mila euro, con i fondi post-sisma del 29 dicembre 2013, e ritenuta fondamentale dall’amministrazione comunale del sindaco Vincenzo Cappello. Con ordinanza emanata la scorsa settimana ed in accoglimento del ricorso d’urgenza presentato dal municipio attraverso gli avvocati Luigi Maria D’Angiolella ed Eleonora Marzano, la terza sezione del massimo organo di giustizia amministrativa ha sospeso l’efficacia del precedente provvedimento assunto nelle scorse settimane dal tribunale amministrativo regionale che aveva accolto la richiesta avanzata dalla ditta Alcas, difesa dall’avvocato Umberto Gentile, di sospensiva delle determine con le quali il responsabile del settore Ambiente e Territorio Pietro Terreri ha escluso l’azienda di Mario Zoccolillo dalla gara e, quindi, ha assegnato definitivamente l’appalto alla ditta AV Costruzioni di Aversano Nicolina di Casapesenna. Inoltre, la prima sezione del Tar di Napoli presieduta da Paolo Corciulo aveva anche riammesso l’impresa edile ricorrente, con riserva, alla procedura di affidamento controversa, demandammo quindi alla commissione di gara il compito di riesaminare le diverse offerte e riassegnare i punteggi alla luce della proposta avanzata dalla Alcas. Secondo i giudici amministrativi partenopei, difatti, “quanto alla gravità del pregiudizio, appare evidente che l’esclusione dalla gara, nelle more della decisione di merito, precluderebbe definitivamente alla ricorrente la possibilità di concorrere all’aggiudicazione”, tanto da ritenere “ad una sommaria cognizione” che il “ricorso appare fondato, essendo stata disposta l’esclusione sulla base, in primo luogo, di un precedente penale di dubbia sussistenza e, in secondo luogo, di una dichiarazione, pure non veritiera, resa dall’impresa ausiliaria, avente ad oggetto, tuttavia, elementi non decisivi al fine dell’ammissione alla gara”. Secondo i giudici del Consiglio di Stato, però, va salvaguardato il principio della tutela del bene comune e, quindi, della prosecuzione regolare dei lavori, non ravvisando i motivi di urgenza che avevano portato il Tar Campania ad accogliere la domanda cautelare della ditta Alcas, ammettendola con riserva alla gara, e fissando l’udienza di merito già per il prossimo 27 gennaio, anche se adesso bisognerà attendere prima l’udienza di giovedì dinanzi al Consiglio di Stato sulla riforma dell’ordinanza del Tar e la sospensione dei suoi effetti così da non compromettere il prosieguo dei lavori e l’efficacia della stessa gara d’appalto. Proprio nelle scorse settimane, difatti, sono partite le opere per il recupero funzionale dell’ex Macello Comunale di via Caso, con la messa in sicurezza e il rifacimento della struttura comunale per renderla adeguata ad ospitare un nuovo centro polifunzionale dedicato all’erogazione di servizi essenziali e assistenziali alla popolazione. Il tutto nel quadro della conservazione della strumentazione da lavoro d’epoca utilizzata nell’ex Macello, oggetti che rimarranno esposti nei locali messi a nuovo a testimonianza della vecchia destinazione della struttura, ma soprattutto come segni della memoria storica del capoluogo matesino.

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Thomas Scalera

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