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Piedimonte Matese. Prosegue il concorso fotografico del Collettivo Primo Maggio 1934

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Prosegue il concorso fotografico “Spazi Pubblici in degrado” promosso dal Collettivo Primo Maggio 1934. Tra le prime partecipanti Giada Gilardi che nei giorni scorsi ha pubblicato le prime foto allegando alle stesse una ricerca della Facoltà di Scienze Sociali e Comportamentali di Groningen. Il concorso è tutt’ora in corso e gli attivisti invitano gli interessati a partecipare inviando il proprio materiale. Ecco l’esposizione della Gilardi corredata dalla ricerca universitaria pubblicata sulla pagina Facebook del Collettivo. “Sulla scia dell’ipotesi della “Teoria delle Finestre Rotte” , nel 2008 alcuni ricercatori olandesi della Facoltà di Scienze Sociali e Comportamentali di Groningen condussero uno studio: “-I ricercatori selezionarono delle aree urbane e le rimisero in ordine dipingendo le facciate delle case, ripulendo i muri e le scritte e curando le aree verdi. -Successivamente gli stessi luoghi vennero appositamente deturpati (con scritte sui muri, immondizia, finestre rotte ecc.). Quindi il medesimo luogo era stato trasformato per dare una netta sensazione di abbandono e incuria. -I ricercatori monitorarono i luoghi per tutto il tempo per vedere se le persone si sarebbero comportate diversamente a seconda dell ambiente circostante. -Così fu: ad esempio coloro che trovavano un volantino pubblicitario sulla propria auto erano più propensi a gettarlo per terra (anziché nel cestino) se la loro vettura era parcheggiata vicino a delle mura trascurate o vicino a uno spazio pieno di spazzatura. – I ricercatori estesero l’esperimento per verificare comportamenti più gravi: lasciarono una busta con dei soldi in una casella della posta, quando l’ambiente era degradato i soldi venivano rubati con maggiore frequenza.” Non è difficile allora notare attraverso questo semplice esperimento come nella realtà il comportamento individuale sia in gran parte indotto dall ambiente circostante e dall’ impressione profonda che questo ci suscita. Perciò tenendo presente come il senso civico sia anche altamente influenzato da segnali ambientali più o meno subliminari, potrebbe rilevarsi semplice e producente salvaguardare le aree urbane delle nostre città provando a vedere e creare bellezza dove ancora purtroppo non c’è.Passano davanti la struttura degradata del vecchio macello ,in via Vincenzo Caso, a Piedimonte Matese ,centinaia di studenti ogni giorno per recarsi a scuola, nell’indifferenza totale ,che si protrae da anni, di chi crede ancora che l’istruzione possa passare solo dalle pagine dei libri. Attualmente le condizioni sono quelle in foto, eppure pensare che con un po’ di volontà e dei fondi monetari ben gestiti potrebbe essere riqualificato e adibito a struttura utile per la collettività. Usando anche un po’ di fantasia non è difficile scorgere mille soluzioni alternative per quel posto, come ad esempio ho provato a fare io…”

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