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Piedimonte Matese/Caserta. Camorra all’ospedale: ieri l’udienza per conferire gli incarichi ai periti

DiThomas Scalera

Dic 15, 2015

ospedale-caserta

PIEDIMONTE MATESE/CASERTA. Ieri mattina si è svolta l’udienza per conferire gli incarichi ai periti nel processo per camorra che vede coinvolti anche tre cittadini di Piedimonte Matese, ovvero Domenico Ferraiuolo, segretario cittadino del Partito Democratico (sospeso però dalla carica), Orlando Cesarini e Gabriele D’Antonio, i primi due attualmente detenuti mentre D’Antonio è a piede libero. Il giudice ha rinviato l’udienza a gennaio prossimo, quando il processo entrerà nel vivo. L’Asl e l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano si sono costituiti parte civile nel procedimento.L’accusa, a vario titolo, per gli imputati è quella di aver ottenuto appalti in ospedale grazie ai contatti con Franco Zagaria, cognato del boss Michele Zagaria deceduto all’indomani della cattura del capoclan. Tra gli accusati anche la sorella del boss Michele Zagaria, Elvira, accusata di essere il ‘gancio’ tra l’ospedale e Remo D’Amico, l’uomo che avrebbe gestito i rapporti con i dirigenti dell’ospedale per ottenere appalti. La prima udienza si è svolta in un’aula di tribunale affollata. Il processo entra nel vivo a gennaio del 2016, quando bisognerà valutare le prove raccolte a carico di Elvira Zagaria e D’Amico, ma anche di Antonio Magliulo, Raffaele Donciglio, Bartolomeo Festa, Vincenzo Cangiano, Orlando Cesarini (fratello dell’ex sindaco – anni 80 – di Piedimonte Matese, Luigi), Domenico Ferraiuolo, Gabriele D’Antonio, Luigi Iannone. Nel gennaio scorso finirono ai domiciliari anche l’ex direttore generale Francesco Bottino, Salvatore Cioffi, Antonio Della Mura, Roberto Franchini, l’ex direttore amministrativo dell’Asl Caserta Giuseppe Gasparin, Mario Palombi, l’ex politico del Pdl ed ex consigliere regionale Angelo Polverino, Giuseppe Porpora e, infine, i dipendenti dell’ospedale Rocco Ranfone, Antonio Maddaloni (figlio dell’ex vice prefetto di Caserta Paolino Maddaloni) Paolo Martino, Giuseppe Raucci, Nicola Frese e Umberto Signoriello, che è stato anche assessore all’urbanistica della giunta di Maddaloni guidata da Antonio Cerreto. Nella prossima udienza i legali difensori degli imputati sono decisi a dimostrare l’estraneità dei loro assistiti da tutti i fatti contestati. Operazione difficile. Da abbattere e smentire ci sono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia appartenenti al clan Mallardo,tra cui spicca Giuliano Pirozzi.

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Thomas Scalera

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