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Piedimonte Matese/Caserta. La "fuga" dalla Campania dei pazienti costa oltre 60 milioni per l'Asl

DiThomas Scalera

Gen 8, 2016

 
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PIEDIMONTE MATESE/CASERTA. Il costo dei pazienti che emigrano in altre Regioni, soprattutto Molise e Lazio è di oltre 60 milioni per le casse dell’Asl di Caserta, comprendendo anche il ricovero ospedaliero. Quei soldi inficiano sul budget di 300 milioni di euro che la Regione Campania assegna alla Asl casertana. E non è un problema facilmente risolvibile, atteso che da un lato, il tetto di spesa concesso ai centri accreditati finisce in genere entro il mese di settembre, come è avvenuto l’appena trascorso 2015 e quindi non copre l’intero anno, come d’altronde accade anche in altre aziende sanitarie locali; dall’altro lato, c’è da dire che il territorio di Caserta è particolarmente vasto, per cui molti pazienti si trovano molto più vicini a centri di altre regioni piuttosto che a quelli territorialmente competenti. Sono infatti il Molise e il Lazio i maggiori beneficiari della fuga dalla Campania di pazienti casertani. Solo la struttura molisana Neuromed di Pozzilli costa all’Asl di Caserta “tra i sette e gli otto milioni di euro”, come fanno sapere dagli uffici dell’Asl di Caserta. E ieri c’è stato un incontro tra i vertici dell’Azienda Sanitaria indetto dal governatore Vincenzo De Luca a palazzo Santa Lucia. Proprio nell’ambito di questa riunione, è stata posta in rilievo, da parte dello stesso governatore, la necessità di elaborare un piano secondo cui non soltanto si accorcino i tempi di attesa per le diverse prestazioni specialistiche, ma che vengano formulate ipotesi di lavoro per far sì che i tetti di spesa coprano l’intero anno e che venga limitata la mobilità passiva, ovvero la fuga di pazienti in altre regioni, con relativa spesa, almeno del 10% in tre anni. Ed entro la settimana prossima le Asl devono presentare un piano con proposte relative chiaramente ai dati di ciascuna Azienda per raggiungere gli obiettivi indicati. L’Asl casertana punta il dito sull’urgenza di avere più risorse umane e macchinari. Inoltre, vogliono che venga applicato un criterio più omogeneo per la distribuzione di risorse e che l’intero piano venga fatto per rinforzare il pubblico piuttosto che il privato. Sulla omogeneità del criterio, infatti, la situazione vede per la riabilitazione, che la spesa pro capite per Caserta è di circa 30 euro, a fronte delle 56 euro calcolate  per altre Asl regionali. Nel corso della riunione svoltasi ieri mattina nessun cenno al budget assegnato per branca a ciascuna Asl per il 2016. Certo è che a Caserta, per la riabilitazione, ad esempio, erano stati assegnati nel 2015 circa 21 milioni di euro: un tetto che è stato raggiunto alla metà di settembre. Fatto sta che il problema di Caserta resta la territorialità. Basti pensare per esempio a coloro che vivono a Mignano Monte Lungo o a Rocca d’Evandro. Qui la gente trova molto più facile spostarsi a Cassino o a Venafro invece di andare a Piedimonte Matese che è la struttura competente ma dista da questi paesi almeno 100 km.

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Thomas Scalera

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