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Piedimonte Matese/Pratella. Bar dell'ospedale: Cacciola e Sorrentino non hanno mai avuto rapporti con la camorra

DiThomas Scalera

Mar 4, 2016

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PIEDIMONTE MATESE/PRATELLA. Il sindaco di Pratella Romualdo Cacciola e l’imprenditore di Piedimonte Matese Gerardo Sorrentino non hanno mai favorito o avuti rapporti con la malavita organizzata. Questa la motivazione che ha portato i giudici ad eliminare  la loro posizione dalla Procura Antimafia, rimettendoli al tribunale ordinario di Santa Maria Capua Vetere.
Il punto è il seguente: i fatti contestati non sono inerenti alla  sfera politico-amministrativa del primo cittadino di Pratella, bensì la sua attività di responsabile Cral. Lo ricordiamo, l’indagine che nell’ottobre scorso portò all’arresto di Antonio Petruolo e dei figli Giuseppe e Salvatore, tutti di Marcianise, e considerati vicini al clan Belforte, vede indagati a piede liberi altre dieci persone: Maria Argenziano, 53 anni di Capodrise; Vincenzo Appollonio, 57 anni di Campobasso; Francesco Alfonso Bottino, 72 anni di Caserta, ex direttore generale Asl e Ospedale; Romualdo Cacciola, 60 anni di Pratella; Antonio Della Valle, 58 anni di Maddaloni; Giuseppe Floriano, 56 anni di San Felice a Cancello; Alessandro Glorioso, 39 anni di Marcianise; Lorenzo Rivetti, 62 anni di Maddaloni; Vincenzo Senneca, 59 anni di Maddaloni; Gerardo Sorrentino, 44 anni di Piedimonte Matese.
I bar degli ospedali di Marcianise, Maddaloni e Piedimonte siano stati gestiti per anni da privati che non avevano alcun titolo per farlo. Una situazione in cui l’illegalità era la parola chiave:il Cral ha affidato il servizio i locali ai privati in assenza di alcun contratto con l’ente ospedaliero che, peraltro, per l’affidamento ai privati avrebbe dovuto espletare una gara pubblica. A complicare la faccenda la totale assenza di controllo durante questi anni.

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Thomas Scalera

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