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Pietramelara. Di Fruscio come Mattarella: ecco il discorso di fine anno del sindaco

Il discorso di fine anno del sindaco Pasquale Di Fruscio

PIETRAMELARA. Il sindaco di Pietramelara avv. Pasquale Di Fruscio, attraverso un video pubblicato su Facebook, ha tenuto un discorso di fine anno tracciando un bilancio del 2019 appena concluso e augurando buon 2020 a tutti i pietramelaresi.

Ai più la cosa è sembrata piuttosto singolare, visto che ad oggi questa prerogativa era riservata al Capo dello Stato. Tuttavia il Sindaco ha deciso di mettersi in gioco parlando ai cittadini nello stesso giorno, illustrando in ogni modo possibile l’operato dell’Amministrazione da egli stesso guidata. Tutto vero? Tutto corretto? Questo lo diranno i cittadini, poiché, come si sa, in questi video autoprodotti, manca completamente il contraddittorio.

Pietramelara

Pietramelara è un comune di 4.722 abitanti della provincia di Caserta.

Il paese si erge nella pianura a valle delle pendici settentrionali del Monte Maggiore (1.037 m s.l.m.). L’abitato si sviluppa attorno alla torre a base rettangolare posta alla sommità del borgo medievale. Grazie ad importanti ritrovamenti archeologici si sono rinvenute nel territorio del Monte Maggiore numerose tracce di forme di vita risalenti all’epoca pre-romana. La struttura del centro di Pietramelara testimonia che l’insediamento fu frutto di un’attenta pianificazione che presupponeva una rocca a difesa e controllo del territorio. Il borgo medioevale, cuore del centro storico, si articolava in un complesso radiocentrico il cui asse era rappresentato da un’antica torre longobarda ed il cui perimetro era dato dalla grande cinta muraria stretta da 12 torri. Fondata da Landolfo ed Adenolfo, principi longobardi, nel primo medioevo, Pietramelara fece parte prima dei possedimenti della badia di Montecassino e, successivamente del feudo della limitrofa Roccaromana. Alla morte di Filippo de Roccaromana, il vasto feudo passò in potere della regia corte non molto tempo dopo lo divise e lo dette in concessione. Quindi Pietramelara, fu data a Eduardo Colonna ed in seguito a Federico Monforte, che fecero abbellire il castello trasformandolo da fortezza in un elegante palazzo. Il 13 marzo 1496, dopo 15 giorni d’assedio, durante i quali il paese fu messo a ferro e fuoco dagli Aragonesi, perirono i 2/3 degli abitanti mentre i sopravvissuti vennero venduti come schiavi. I vincitori lasciarono libere soltanto sette famiglie che iniziarono la ricostruzione sulle rovine della città distrutta. Poco dopo la comunità di Pietramelara risultava eretta in Università con propri statuti e notevoli poteri di pertinenza feudale. Alla fine del 1600 Pietramelara divenne feudo della famiglia Giovene ed infine dei Di Palma, sino all’eversione della feudalità. I siti architettonici, archeologici e monumentali segno delle antiche origini della città sono le Grotte di Seiano che sorgono sulle pendici del Monte Maggiore nella fascia compresa tra i comuni di Pietramelara e Rocchetta. Si tratta di un vastissimo complesso sotterraneo di gallerie in muratura che si estendono sino a raggiungere le mura ciclopiche circondanti gli imponenti ruderi.

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Andrea De Luca
La rassegna

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