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Pietramelara. Rendiconto 2018, la relazione del sindaco Di Fruscio

Ecco il resoconto del primo cittadino Avv. Pasquale Di Fruscio nella seduta del Consiglio Comunale del 4 giugno

PIETRAMELARA. Il Bilancio Consuntivo 2018 rappresenta per il Comune di Pietramelara un momento ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE e cruciale.

In esso si offre il conto dell’attività amministrativa della nuova maggioranza che si è insediata il 12 giugno 2017, viene rappresentata la reale situazione finanziaria in cui versa il nostro Comune e si delineano i presupposti veri per guardare al futuro.

Il rendiconto è sempre un documento importante, ma per il nostro Comune quello che oggi viene sottoposto al Consiglio Comunale rappresenta qualcosa di più!

Esso è e sarà un pilastro di verità sul quale, noi e altri, dovranno ricostruire l’intero edificio del nostro Comune crollato sotto le spinte autoreferenziali e interessate.

Al termine di un lungo impegnativo e faticoso processo di analisi, di esame, di ricostruzione, che è stato a tratti insidioso per la presenza di dati discordanti tracciamo finalmente il primo affidabile resoconto.

Un lavoro che è stato teso anzitutto ristabilire il valore assoluto della verità contabile dell’ente.

La Giunta Comunale, e in particolare l’assessore alle finanze, ha operato in stretta collaborazione con il responsabile dell’ufficio finanziario e il revisore dei conti: oggi possiamo rendicontare al Consiglio Comunale il risultato di un’opera indispensabile di vera “pulizia contabile” mossa nella doppia direzione di neutralizzazione di partite (enormi) di residui attivi fittizi, e di costituzione di fondi vincolati inesistenti, in funzione della determinazione corretta dello stato di salute nel nostro Comune, accertamento basato su analisi affidabili e veritiere.

Con questo rendiconto offriamo alla cittadinanza il riscontro, anche numerico, della azione della nuova gestione dell’ente di appena due anni di amministrazione, riferita al primo e più difficile periodo di mandato.

La relazione del sottoscritto mira pertanto a trasferire alla cittadinanza la conoscenza di quanto è stato fatto per imprimere una direzione di oculata gestione e utilizzo delle risorse pubbliche, di corretta rappresentazione dei dati contabili, e di riordino amministrativo.

Con la deliberazione di Giunta Comunale n. 49 del 7 maggio 2019, dopo molte sedute “fiume”, alcune tenutesi anche di domenica, e vari approfondimenti che si sono protratti per giorni interi, è stata approvata la bozza del rendiconto 2018 le cui risultanze vengono presentate questa sera al Consiglio.

Il risultato di amministrazione (che si compone schematicamente di: residui attivi + riscossioni dell’anno – residui passivi + pagamenti dell’anno – Fondi Pluriennali vincolati) dimostra anzitutto il completo ribaltamento della tendenza finanziaria che c’era in precedenza e il netto, concreto, miglioramento dei risultati di amministrazione rispetto al passato.

Raffrontiamo i dati: la nostra gestione ha ottenuto una riduzione pari a zero dell’anticipazione di tesoreria (che era utilizzata per 1.600.000 alla data del giugno 2017) risparmio di spese per € 557.232,70, con un primo ripiano di disavanzo presunto accertato nel bilancio di previsione e una riduzione sul costo del personale di circa 600.000 euro.

Bisogna poi analizzare i dati della “purificazione” dei conti nelle partite dei residui.

Il risultato è senza dubbio molto positivo ma, come si dirà, esso non riesce a generare una condizione attiva dovendosi fare fronte a una situazione di grave deficit strutturale che abbiamo ereditato dal passato evitando che si ripiombi in metodi sciagurati di spese allegre, fuori controllo e non rapportate alle effettive capacità finanziarie del Comune.

Come è noto con il D.Lgs 118 del 2011 è nata una nuova modalità di gestione dell’ordinamento contabile degli enti locali: da quel momento, per effetto dell’armonizzazione, l’imputazione contabile delle poste di entrata e di spesa non deve avvenire in funzione della regola della competenza finanziaria (legata all’aspetto giuridico) bensì in funzione della nuova regola della competenza finanziaria “cd: potenziata” che è destinata a integrare l’aspetto giuridico con la dimensione temporale per l’emersione effettiva della verità contabile.

Il sistema tende a snellire i conti del Comune, ad evitare spese superiori alle possibilità reali di un Ente, e normalizzare i processi contabili.

La normativa citata avrebbe dovuto trovare applicazione alla sua entrata in vigore, durante la gestione pregressa.

In quel momento ai Comuni (a tutti i Comuni) erano stati offerti due strumenti fondamentali per potere accompagnare il nuovo processo contabile e azzerare le difficoltà che potevano avere per debiti insoluti e/o carenze di liquidità.

Era infatti stata prevista una fase straordinaria di riaccertamento dei residui attivi e passivi e contemporaneamente la immissione di liquidità straordinaria di cui al D.L. 35/2013.

Accanto a questi strumenti eccezionali (verosimilmente irripetibili) la nuova legge aveva previsto, per garantire stabilità ai Comuni, l’obbligo di determinazione dei fondi vincolati per crediti di dubbia esigibilità e per rischio da soccombenza da contenzioso.

Lo scopo avuto in mente dal legislatore era quello di fare emergere la verità contabile e le criticità di ogni ente per tracciare una linea di demarcazione e potere ripartire, orientando, da quel momento in poi, i procedimenti amministrativi in funzione di rafforzare l’applicazione di metodi di legalità, di correttezza e buon andamento della P.A..

Dunque, il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi da un lato e l’istituzione di “idonei” fondi, quello crediti di dubbia esigibilità, e quello per il rischio da contenziosi, costituivano (e sono oggi) i fondamenti di un nuovo corso della contabilità dell’ente locale; strumenti basilari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio dell’ente.

Le nuove disposizioni contabili, il DL. 35/2013, il riaccertamento straordinario dei residui, nella maggior parte dei Comuni di Italia hanno rappresentato una eccezionale opportunità: misure che hanno dato una nuova linfa di sviluppo alla crescita degli Enti e hanno permesso di salvaguardarne gli equilibri, alleggerire i bilanci, e ripianare i disavanzi anche molto consistenti in trenta anni.

La legge ha offerto, se vogliamo usare un termine gergale, un vero e proprio “salvagente” a tutti i Comuni per potere rimettere in attivo situazioni di fallimento non dichiarate e riportare le gestioni deficitarie in bonis.

Purtroppo nel nostro Comune, che avrebbe avuto bisogno di attingere a piene mani a tali strumenti normativi, le regole contabili sono state ignorate del tutto.

La situazione è inesorabilmente precipitata e l’aspetto ancora più censurabile è dato dal fatto che sono stati mascherati i risultati reali attraverso le classiche operazioni di gonfiare fittizie partite di residui attivi e omettere di vincolare somme per fondi obbligatori.

Pochi interventi, se responsabilmente scelti, avrebbero potuto salvare il nostro Comune: ora è inutile piangere “sul latte versato” !

Va solo ricordato che dove sono state utilizzate correttamente le misure di legge indicate hanno condotto gli enti in situazioni floride e in alcuni casi di vera crescita economica per tutti i cittadini.

Inutile dire che alla guida degli organi di indirizzo politico degli enti che hanno ottenuto tali risultati vi erano amministratori attenti, professionisti avveduti, che hanno saputo instradare i processi di adeguamento mettendo in rete non solo le componenti tecniche e finanziarie delle amministrazioni ma le strutture amministrative interessate.

Oggi, la nuova amministrazione sconta, e per intero, non solo le gravi omissioni e le alterazioni contabili, ma anche le occasioni perdute.

Il primo periodo del nostro mandato è stato assorbito per oltre il 90 % (se vogliamo dare una stima approssimativa) per ricostruire i dati, definire strategie e programmi per raccordare le fila e ricondurre l’Ente al rispetto dei principi di legalità, di verità, di prudenza, ed effettività. Anzitutto abbiamo dovuto riportare alla luce il reale stato finanziario rendendo chiaramente leggibili i conti del Comune.

Di una cosa siamo certi, non perché lo diciamo noi ma perché lo certificano i numeri e le relazioni del revisore dei conti: abbiamo ricevuto, alla data del 12 giugno 2017, la più pesante eredità, il più pesante faredello, della storia del Comune di Pietramelara.

dopo due anni di immenso lavoro con il documento che presentiamo al Consiglio, siamo al cospetto della cittadinanza a “fornire il conto“, purtroppo implacabile, di ciò che è avvenuto realmente, precisando, fin da ora, che ancora c’é molto lavoro da fare per ristabilire in pieno la verità delle cose, alcune ancora sommerse, per potere dare un nuovo assetto di rispetto della legalità nel nostro ente.

Non stupisca questa mia relazione che non è e non vuole essere affatto un comizio: mi preme chiarire che se da un lato la fase della rendicontazione è sicuramente una fase tecnica, fatta di cifre e numeri, è altresì vero, che quando essa è preludio di azioni straordinarie, rappresenta un momento essenziale di confronto politico, dialettico, di contenuti, sul documento che ha il significato più pregnante di alta amministrazione, sul quale il Consiglio Comunale può e deve esercitare la sua legittima attività di verifica, di valutazione, di indirizzo e controllo.

Ed è per questo che mi aspetto che dai banchi dell’opposizione – dove siedono gli amministratori della precedente maggioranza – giungano puntuali controdeduzioni a quanto vado affermando, che qualcuno smentisca, in questa sala, in maniera circostanziata, con dati alla mano, la verità dei risultati che sono oggi riportati nei documenti.

Il rendiconto del 2018 porta ad una immediata e leggibile prima conclusione:

L’esistenza di un disavanzo enorme, di OLTRE 2.300.000,00 euro che è stato mascherato per anni, per cifre inimmaginabili e sicuramente non ripianabile con il sistema del rientro ordinario.

PROFILI GENERALI

Come è noto la gestione dell’ente locale è ispirata al mantenimento degli equilibri di bilancio: occorre garantire l’equilibrio di parte corrente, ossia che gli accertamenti delle risorse iscritte nei primi tre titoli delle entrate siano sufficienti a finanziare le spese correnti e le quote di capitale, per rimborso di prestiti (impegnate o da impegnarsi al titolo terzo della spesa) e che il finanziamento degli investimenti iscritti al titolo secondo della spesa siano effettivamente finanziati con le entrate specifiche (avanzo di gestione, mutui, prestiti, conferimenti per trasferimenti in conto capitale).

Gli equilibri da salvaguardare, numericamente rapportati alle grandezze indicate, ovviamente, sono equilibri sostanziali e non apparenti:

è agevole intuire, anche per chi non conosce a fondo la materia, che una sovrastima dei residui attivi (crediti) e una sottostima del fondo crediti di dubbia esigibilità, o anche una sottostima del “fondo contenziosi” (da quantificarsi in base al possibile rischio di soccombenza nei processi in cui è coinvolto l’ente) hanno una fortissima capacità di variare i risultati e di incidere sulla corretta determinazione del risultato di amministrazione a fine esercizio, finendo per essere il meccanismo, neppure troppo ingegnoso per la verità, di fare apparire situazioni non vere, occultare situazioni di squilibrio, in alcuni casi anche gravi, peggio se queste operazioni siano ripetute nel tempo, continuando a spendere come nulla fosse, provocando il dissesto dell’ente.

Nel nostro Comune questa sera rendicontiamo, con dati alla mano, al Consiglio situazioni patologiche gravissime come quelle sopra descritte risalenti tutte agli esercizi 2014, 2015 e 2016.

Situazioni che si sono stratificate e si riverberano, con effetti molto gravi, sull’attuale situazione finanziaria dell’ente.

Basterebbe dire che vigeva l’insana abitudine di emettere ordinativi di spesa senza l’obbligatorio preventivo impegno, in assenza, nella maggior parte delle liquidazioni, dei documenti di regolarità contributiva e della verifica degli inadempimenti (ex art. 48-bis dpr n. 602/73).

Si costruivano inattendibili previsioni di entrata puntualmente sovrastimate, con le corrispondenti spese, molte erogate a vantaggio di dipendenti che costruivano il meccanismo, e che ampliavano il buco finanziario del Comune.

Era completamente inesistente una contabilità distinta per le somme a destinazione vincolata.

Molti contratti di appalto per acquisto di beni e/o servizi operavano in regime di “auto – prorogatio” talvolta venivano stipulati senza delibere a contrarre e violando il codice degli appalti.

Si registrava una completa assenza di una ricognizione del contenzioso e delle liti pendenti e gli appostamenti finanziari per i vincoli discendenti dal relativo rischio.

Le determinazioni degli uffici erano sottoposte ad un metodo di singolare in cui l’efficacia dell’atto veniva consentita dal funzionario dell’ufficio di ragioneria a sua insindacabile discrezione, sul se e quando.

Sono fatti documentati e non chiacchiere !.

Le gravissime irregolarità appena segnalate hanno generato le condizioni finanziarie che oggi esponiamo le quali da anni persistevano in maniera patologica, deformando la verità del bilancio dell’Ente, con l’aggravante che mai sono state fatte emergere da nessuno della precedente gestione.

L’utilizzo dell’anticipazione di cassa, in presenza di una situazione di una evidente condizione di deficit finanziario, che veniva mascherato dalle innumerevoli poste fittizie di residui attivi e dal mancato accantonamento dei fondi vincolati, finiva per strutturare nel nostro Comune un sistema amministrativo autoreferenziale, assolutamente fuori controllo, a tratti addirittura illogico, che produceva una serie di deviazioni sul piano operativo e che era destinato, inevitabilmente, a scoppiare.

E’ paradossale che nessuno poneva freno al fatto che per potere fare funzionare questo artificioso meccanismo ci si era inventato il visto contabile sulle determinazioni degli uffici ad libitum violando la prima regola della contabilità armonizzata.

Rispetto a tutto questo, che mai si era visto in tanti anni di amministrazioni Comunali, l’attuale maggioranza ha preso – da subito – le debite distanze.

Nascondere la verità significa aggravare le condizioni.

Peraltro non a caso la legge lo vieta tassativamente gravando di conseguenze giuridiche pesanti, anche personali per gli amministratori, prevedendo sanzioni dirette e interdittive accessorie come previste dall’articolo 248, comma 5, del Tuel.

Non è stato facile.

Il serrato confronto con il responsabile del settore finanziario d.ssa Annunziata Liquori, che pubblicamente ringraziamo per il notevole e prezioso lavoro svolto, le analisi svolte dal revisore dei conti, che ha offerto prospettive di lettura contabili corrette fanno emergere che l’Ente era rimasto privo di un indirizzo di governo razionale.

Molto proficuo è stato il lavoro dell’assessore al bilancio dr.ssa Maria Teresa Senese che ha approfondito il tema, non semplice, della corretta imputazione dei fondo crediti di dubbia esigibilità e il fondo anticipazione liquidità (F.A.L.) come interpretato dalla Corte dei Conti con deliberazione n. 01/2017 pur costretti dalla evidenza che nella precedente gestione era stato richiesto un importo per anticipazione per fronteggiare l’immissione di liquidità di cui al D.L. 35/2013 superiore ai residui attivi iscritti al titolo I° e 3° così che oggi viene impedito il processo di sterilizzazione della doppia imputazione.

Il lavoro congiunto svolto in sinergia nel rispetto delle diverse competenze, quelle politiche, gestionali e di controllo, permettono di individuare e delimitare il perimetro del deficit.

Al predetto risultato siamo giunti con sacrificio, con lavoro e con estrema difficoltà: la criticità è stata quella di reperire i documenti in una generale confusione (ingiustificata per una P.A. che per definizione dovrebbe essere “una casa di vetro”) funzionale per potere operare in maniera irregolare.

In questa difficile ricostruzione, di cui offre riscontro la relazione del responsabile dell’ufficio, ha avuto senza dubbio un ruolo molto negativo il fatto che nel recente passato, incurante del parere contrario del segretario Comunale, la Giunta dell’amministrazione precedente aveva autorizzato e reso possibile l’esercizio di funzioni strategiche fondamentali dell’Ente, quelle affidate al responsabile del servizio finanziario, al di fuori della casa comunale pur di mantenere il potere in capo ad un ben preciso funzionario.

Il tutto in spregio ai fondamentali insegnamenti di diritto pubblico che, per converso, nel rapporto di ufficio – quello che consente l’esercizio di attività di rilevanza esterna, (a differenza di quanto può eccezionalmente avvenire per la prestazione lavorativa d’ordine) – postulano la permanenza del funzionario nella struttura, la sola idonea a garantire il rispetto di doveri di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione, quale precipitato della predeterminazione pubblica, tendenzialmente stabile e conoscibile, del luogo di lavoro, che è esso stesso un fondamentale strumento di garanzia.

Del resto è francamente inedita e singolare la avvenuta costituzione di un ufficio presso una abitazione privata per espletare funzioni di responsabilità organizzative e, molto probabilmente, rappresenta un unicum in tutto il territorio nazionale.

L’attuale amministrazione ha preso in carico responsabilmente il riordino contabile svolgendo la propria funzione di vertice, di indirizzo e di controllo sugli uffici imprimendo, in discontinuità con il passato, tutti i necessari indirizzi per correggere una gestione che per anni era stata lasciata completamente fuori controllo o, peggio ancora, di fatto affidata ad un solo organo monocratico, il funzionario della ragioneria che ha assunto il più volte censurato ruolo di vero dominus dal Comune;

SUI RISULTATI DEI PRIMI DUE ANNI DI GESTIONE

La situazione di grave sofferenza di liquidità, come ereditata dalla precedente gestione, che ascendeva a 1.600.000 euro (alla verifica straordinaria risalente al marzo 2017) è stata, in appena due anni dall’insediamento della nostra maggioranza, in assoluta controtendenza rispetto al pregresso periodo, risalente alla passata gestione, ridotta a ZERO (o a valori prossimi allo zero), o comunque contenuta nei margini fisiologici di un piccolo Comune come il nostro, attraverso azioni di attenta razionalizzazione, e di responsabile gestione delle risorse, così come si da atto nel parere del revisore dei conti e nella nota dell”assessore al Bilancio prot. n. 2536 del 17.05.2019 indirizzata al revisore dei conti.

La nostra gestione non solo ha ridotto a zero l’anticipazione di cassa ma ha ottenuto in termini di risparmio di spese un miglioramento economico tangibile e certificato di ben €. 557.232,70.

E’ un risultato ECCEZIONALE in un piccolo comune che aveva una anticipazione elevatissima.

I Responsabili di Area competenti sono stati immediatamente chiamati a porre in essere tutte quelle attività necessarie per implementare la difficile ricognizione del contenzioso e ogni ulteriore azione necessaria al fine di provvedere al recupero dei crediti vantati dall’Ente.

Le azioni intraprese per la reale cura del bene collettivo hanno radicalmente invertito un declino al quale il Comune era avviato.

La nuova maggioranza ha posto in essere dal primo momento successivo all’insediamento una politica di razionalizzazione dell’uso delle risorse e una azione di “verità” finanziaria attraverso bonifica, sterilizzazione e eliminazione dei residui attivi che esistevano solo “sulla carta” e costituzione di “Fondo crediti di dubbia esigibilità” e “fondo da rischio soccombenza”.

Il criterio fondamentale di affidabilità del rendiconto rappresenta cardine, il vero pilastro del documento.

Si aggiunga che l’attuale gestione si sta svolgendo nella piena consapevolezza di non potere contare su aiuti, di non disporre di risorse finanziarie e fa leva esclusivamente sulla grande generosità degli amministratori i quali, in maniera encomiabile, non solo si ritrovano a gestire con maturità e fermezza una contingenza così complessa, ma offrono quotidianamente il loro tempo, il loro impegno e il loro lavoro, anche fisico, per venire incontro alle aspettative dei cittadini.

SUI CONTENZIOSI

Il principio contabile concernente la contabilità finanziaria (al paragrafo 5.2 punto h allegato 4.2 del Dlgs. 118/2011) prevede che l’ente, in presenza di un contenzioso ed in ragione della probabilità di soccombere, in attesa degli esiti del giudizio, “deve” (trattasi di presente potestativo ad imperativo cogente) accantonare somme che vanno vincolate, trattandosi di obbligazioni passive condizionate al verificarsi di un evento (l’esito del giudizio o del ricorso), con riferimento al quale non è possibile impegnare alcuna spesa.

L’eredità contabile, fatta di residui fittizi e omesse costituzioni di fondi vincolati obbligatori cala una pesante ipoteca sui programmi e sulla gestione dell’attuale maggioranza costretta a mortificare – inevitabilmente – la propria azione per stare dietro a situazioni oggettivamente irrecuperabili con i mezzi ordinari.

Il rispetto della continuità amministrativa ha imposto di mettere in campo azioni correttive immediate, intraprese fin dall’insediamento dell’attuale amministrazione, addirittura fin dal primo giorno, per porre freno ad una paurosa deriva cui era avviato il nostro Comune.

Basterebbe rileggere le mie precedenti relazioni, illustrate al Consiglio Comunale dapprima il 24.07.2017 e poi in sede di assestamento di bilancio del 29.07.2017.

SUI RESIDUI ATTIVI

Siamo stati nella necessità di operare la cancellazione di crediti fittizi per IMU pari a circa €. 817.000,00, per TASI per euro 151.000 circa, per TARI di circa €. 328.000,00 non assistiti da elementi di certezza ed esigibilità che si trascinavano e si ribaltavano da vecchie gestioni. Si tratta di residui attivi (cioè di crediti che si scrivevano in bilancio come da incassare) che risalgono ad annualità remote (dal 2014 al 2017) assolutamente irreali.

La nuova maggioranza ha bonificato il rendiconto dei residui attivi per una effettiva e corretta rappresentazione dei crediti veri.

Va segnalato il dato emergente dal parere del revisore dei conti che attesta come siano “inattendibili i risultati di amministrazione delle gestioni pregresse, con possibili raggiungimenti degli equilibri di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica in modo meramente apparente e non sostanziale“. (cfr parere revisore)

Anche il dato certificato dalla Cassa Depositi e Prestiti ci dice che non corrisponde al vero l’importo che era inserito nel risultato di amministrazione già a partire dal rendiconto del 2014, un falso che è stato di volta in volta ribaltato nel successivo rendiconto 2015, e nel rendiconto 2016 e nel rendiconto 2017 (il principio di continuità e di presunta verità di quanto era stato approvato che soccombono al riscontro documentale).

Basterebbe ricordare che la Corte dei Conti spiega che il mutuo ricevuto per anticipazione di liquidità va rappresentato contabilmente mediante un fondo pari all’importo erogato per le finalità di estinzione dei debiti (nel caso di €. 1.916.605,22) ridotto di anno in anno dell’importo della quota restituita.

Una corretta contabilizzazione, ricostruita con l’ausilio del revisore dei conti, fa emergere che nel 2014 il rendiconto avrebbe dovuto registrare un disavanzo di €. 926.485,92; il 2015 un disavanzo di € 164.289,05 oltre la copertura del disavanzo dell’esercizio precedente, il 2016 un disavanzo di €. 200.559,41 oltre la copertura del disavanzo dell’anno precedente e così via.

Questo spiega facilmente il disavanzo di oltre 2 milioni di euro, che oggi appare drammatico e sconcertante; in realtà era drammatico e sconcertante già da diversi anni, ma si preferiva mascherare, mettendo la polvere sotto il tappeto, attivando i collaudati artifici per continuare a spendere in danno dei cittadini.

SUI FONDI VINCOLATI

La necessità di giungere ad una corretta e puntale quantificazione del fondo rischi da soccombenza è un aspetto fondamentale nella valutazione dal presente conto consuntivo, in relazione a moltissime pronunce della magistratura contabile, che ne chiariscono la funzione essenziale nella redazione dei conti consuntivi.

Significativo al riguardo è quanto sostenuto da diverse sentenze della Corte dei Conti: “Particolare attenzione deve essere riservata alla quantificazione degli altri accantonamenti a fondi, ad iniziare dal Fondo contenzioso, legato a rischi di soccombenza su procedure giudiziarie in corso. Risulta essenziale procedere ad una costante ricognizione e all’aggiornamento del contenzioso formatosi per attestare la congruità degli accantonamenti, che deve essere verificata dall’Organo di revisione. Anche in questo caso, la somma accantonata non darà luogo ad alcun impegno di spesa confluirà nel risultato di amministrazione per la copertura delle eventuali spese derivanti da sentenza definitiva, a tutela degli equilibri di competenza nell’anno in cui si verificherà la soccombenza …” (cfr parere n. 238/2017 della Sezione regionale di controllo per la Campania – Corte dei Conti Marche del 15 marzo 2018 n. 20/2018)

Posto ciò, si è proceduto all’esame dei risultati di amministrazione partendo dall’esercizio finanziario 20l4 al fine di valutare il FCDE e il fondo contenziosi.

Negli esercizi pregressi, come già ampiamente relazionato al CC nelle precedenti sedute sul bilancio e rendiconto, nonostante diversi fossero i contenziosi pendenti alla data dell’entrata in vigore della normativa sulla contabilità armonizzata e per i quali sono ancora in corso complesse attività di ricostruzione alla data del giugno 2017 non era stata mai appostata, in patente violazione della normativa sulla contabilità armonizzata, somme che dovevano essere vincolate per il rischio da soccombenza.

Tale situazione opportunamente indagata ha messo in evidenza che gli amministratori avevano completamente violato un obbligo cogente di legge, omettendo ciascuno per la propria competenza, per un verso, di imporre gli indirizzi di corretta e sana gestione dell’ente al precedente responsabile dell’ufficio finanziario, rispetto al quale in realtà apparivano – anche visibilmente – recandosi a casa sua – in una funzione di singolare subordinazione, e dall’altro di esporre risultati di amministrazione non reali, così consentendo (e poi approvando in sede collegiale) documenti che riportavano risultati inattendibili quale precipitato di operazioni fittizie foriere di condurre l’Ente al dissesto.

Del resto tale situazione è vieppiù grave data la circostanza che nella specie non si parla di sta discutendo di una maggiore o minore quantificazione dei fondi ma si è al cospetto – addirittura – dell’assenza totale del relativo stanziamento, e anche da un punto di vista solo formale; in particolare per tutto il periodo fino al 2017 alcuna somma era stata mai vincolata al fondo rischi contenzioso.

Basterebbe dire, ad evidenziare la gravità della condotta contabile descritta, che la storiografia sugli enti in dissesto cin dice che non sono stati pochi i Comuni in Italia che hanno dovuto dichiarare il dissesto solo per una non corretta contabilizzazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità o fondi per contenziosi (ad esempio il dissesto del Comune di Cirò Marina dichiarato nel 2016) e molti altri sono i casi di ricorsi a procedure di riequilibrio pluriennale finanziario, ex art.243 bis Tuel, a seguito di una ricognizione dei contenziosi passivi che alla fine hanno trasformato “apparenti” risultati positivi in “disavanzi strutturali“.

Anche solo per effetto dell’omesso stanziamento nell’esercizio corrispondente delle relative spese per contenzioso, a fine esercizio veniva falsamente incrementato il risultato di amministrazione.

Vero è che alcune sentenze (vedi a titolo di esempio sentenza ATi – FRAMA) hanno imposto il riconoscimento del relativo debito fuori bilancio senza che fosse stata mai vincolata, in precedenza, come invece si doveva, alcuna somma per l’ipotesi di soccombenza e ciò con la ulteriore inescusabile aggravante che l’avvocato dell’Ente avesse specificamente segnalato il detto rischio.

L’attuale amministrazione, nel rispetto dei vincoli di legge, ha costituito i fondi e accantonato, in un arco temporale ridottissimo, tutte le risorse necessarie per il pagamento degli oneri previsti da sentenze, che sarebbero dovute essere stanziate, con gradualità, attraverso appostamenti dedicati. (almeno per i contenziosi emersi finora)

Il numero vero dei contenziosi del Comune purtroppo non è dato conoscere ma una sola certezza abbiamo: essi sono tutti (ripeto TUTTI) ereditati dalla pregressa gestione amministrativa.

Effettuare, come stiamo facendo, una analitica quanto motivata attività di stima e valutazione del grado di rischio afferente alle passività potenziali non è un lavoro semplice se si considera che manca un registro del contenzioso che deve riguardare un arco temporale lunghissimo, prossimo al decennio.

I RISULTATI DEL RENDICONTO 2018 EFFETTI SULL’AZIONE AMMINISTRATIVA

La nuova amministrazione Comunale a partire dal mese di giugno 2017, come accennato, di fronte ad una situazione così catastrofica, ha dovuto limitare la propria attività programmatica costretta a dedicarsi, per il già richiamato principio della continuità amministrativa, alla ricostruzione della vera contabilità dell’ente.

La verifica ha dato conto, come si può già rilevare dalle nostre precedenti relazioni al Consiglio Comunale del 24.06.2017 e quella allegata alla delibera di assestamento di bilancio del 29.07.2017, di una generale condizione di abbandono del ruolo di controllo amministrativo, di una generale disorganizzazione, con la grave disfunzione di concentrazione di potere, oltre a innumerevoli anomalie gestionali, poste in essere al di fuori di ogni sistema di legalità formale e sostanziale.

A fronte di innegabili difficoltà, di ordine economico – finanziario (la cui spia di immediata evidenza era data dall’elevato utilizzo dell’anticipazione di cassa, in maniera ripetuta ed esponenzialmente lievitata fino alla cifra di oltre €. 1.600.000 alla data della verifica straordinaria del marzo 2017) e le diverse criticità, la nuova amministrazione ha immediatamente preso coscienza delle proprie responsabilità.

Ecco come il risultato di amministrazione, ricostruito faticosamente, oggi risulta così drammatico e sconcertante; si è prodotto e stratificato in anni, diversi anni, di cattiva gestione, in cui qualcuno ha continuato a spendere, ha continuato ad erogare, ha continuato a beneficiare ….

La condizione di squilibrio finanziario si rivela il presupposto di una impossibilità per 1’ente di ripristinare l’equilibrio di bilancio con i mezzi ordinari capaci di dare copertura “credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale” (sentenze Corte Costituzionale n. 106 del 2011, n.68 del 2011, n. 141 e n. 100 del 2010, n.213 de1 2008, n. 384 de1 1991 e n. 1 de1 1966) alla situazione complessiva che è stata generata da operazioni ripetute e reiterate di cattiva gestione amministrativa antecedenti al giugno 2017.

La nuova maggioranza ha, fin dal primo giorno, 12 giugno 2017 ha mosso azioni poderose di rettifica, sterilizzato i residui, accantonato i fondi vincolati, per poi correggere un complesso di disfunzioni amministrative stratificatesi nel tempo, a cominciare dalla distribuzione di premialità stipendiali ai dipendenti prive di presupposti e delle corrette procedure di stanziamento e di concertazione, pesante macigno della storia dell’Ente, che ne soffocava la sua stessa possibilità di sopravvivenza. Preziosissima è stata la partecipazione attiva dei cittadini verso i quali si è garantita la massima trasparenza, come modo d’essere del Comune, pubblicizzando le sedute di Consiglio Comunale attraverso la video ripresa in diretta, (e anche le riunioni si tengono in orari più consoni). Registriamo oggi, con grande soddisfazione, che la popolazione si relaziona con gli amministratori in maniera propositiva, si interfaccia con gli uffici con spirito costruttivo, segnalando problemi e le difficoltà con il rispetto dato dalla consapevolezza che stiamo gestendo situazioni difficilissime, che stiamo lavorando ogni giorno per restituire loro la piena dignità della loro “casa “comune”; la faziosa, inutile e sterile polemica strumentale, prerogativa di qualche personaggio in cerca di notorietà, ha lasciato il posto ad una matura collaborazione dei nostri concittadini, i quali hanno capito quale sia il nostro impegno quotidiano, hanno capito di potere trovare negli amministratori degli interlocutori leali, realmente preoccupati al bene collettivo, impegnati a ridare una speranza al nostro Comune ed aperti a offrire risposte vere alle esigenze di tutti, pur nei limiti molto stringenti dati dalle attuali e critiche possibilità economiche dell’ente che costringono noi amministratori anche a molti sacrifici personali.

E devo dire pubblicamente grazie ai miei collaboratori amministratori, giovani e risoluti, uomini e donne veramente eccezionali capaci di gestire una situazione veramente molto complessa. Anche il nuovo indirizzo rivolto a fare crescere la promozione culturale va in questa stessa direzione. I tanti eventi di rilancio di confronti su tematiche di approfondimento dottrinale, i corsi di studio, la riscoperta dei nostri valori tradizionali fanno da stimolo a questa azione.

E’ tutt’ora in atto il recupero dall’abbandono della biblioteca comunale: sono stati recuperati i locali della scuola i testi che erano lasciati all’abbandono e si prevede di organizzare, di qui a poco, all’interno della stessa, attività formative per ragazzi ed adulti che rendano effettiva giustizia ad un luogo che dovrebbe essere considerato sacro in una comunità civile.

In questa dimensione sono stati poste in essere azioni di reale tutela dei beni patrimoniali del Comune, recuperati alla fruizione collettiva, nel rispetto delle proprie destinazioni d’uso: gli impianti sportivi, i locali comunali di via Sant’Antonio Abate, destinati a centro di Assistenza medico sanitaria e funzionale per gli anziani

Le parti del patrimonio comunale come il campo sportivo, il campo da basket, la palestra comunale, che erano assegnati di volta in volta in maniera incontrollata e versavano in condizioni di degrado diffuso sono state recuperati alla corretta utilizzazione.

Accanto ai predetti servizi è stato affrontato il nodo cruciale “gestione dei rifiuti” attraverso una riorganizzazione dei servizi di raccolta (implementando la differenziata) e il recupero dell’ “l’isola ecologica”.

La corretta gestione dei servizi di raccolta e smaltimento ha fatto registrare in appena due anni un sostanziale recupero di livelli di efficienza ben superiori alle più rosee aspettative.

Puntiamo ancora di più e meglio sulla informazione e sulla sensibilizzazione dell’utenza.

Nell’ambito della Protezione civile e della sicurezza del territorio si è provveduto alla ricostituzione del nucleo, che era stato smembrato nel corso della precedente gestione amministrativa con la perdita di molte dotazioni strumentali (meglio documentato nelle precedenti relazioni richiamate) ed è stato predisposto un nuovo programma di Protezione Civile, approvato dalla regione, che permetterà di potere gestire con adeguatezza le eventuali situazioni di emergenza.

Tutto quanto appena descritto segna tangibilmente, nei numeri e nelle azioni, il radicale cambio di passo.

Ma tutto questo, frutto di una azione costante, deve fare i conti con una condizione economica gravissima, stratificatasi in anni di cattiva gestione, nella quale si sono sommati agli elementi contabili poco chiari, disfunzioni finanziarie e gestionali che hanno condotto il Comune ad una situazione che richiederà ancora uno sforzo di maggiore approfondimento per individuare la migliore soluzione per gestire il disavanzo finanziario certificato nel rendiconto 2018.

Le misure correttive adottate con le quali sono stati

  1. ridotti in maniera notevolissima (per oltre 500.000,00 euro) il costo del personale dopo anni in cui si registrava una lievitazione esponenziale e ingiustificata dei premi accessori per alcuni dipendenti che ne beneficiavano a pioggia,
  2. ridotti, per non dire azzerato, i ricorsi all’anticipazione di tesoreria;
  3. poste in essere processi di normalizzazione anche nei tempi di pagamenti verso fornitori di servizi essenziali, verso imprese, verso i cittadini

e tutte le altre di tutela e salvaguardia del patrimonio comunale evidentemente non sono ancora sufficienti per ripianare il gravissimo disavanzo che si è generato in anni di cattiva gestione, per effetto di una conduzione fuori dai sistemi di legalità formale e sostanziale creando apparenze di risultati di amministrazione sostenuti da residui fittizi e mancato appostamento di fondi vincolati.

In tale condizione anche solo mantenere l’esistente si rivela evidentemente difficilissimo.

IN CONCLUSIONE

Il lavoro straordinario che è stato fatto descrive che questo rendiconto non ha solo un valore economico ma anche un valore etico e politico.

In questi primi due anni siamo stati condotti e ispirati semplicemente dal profondo amore per il nostro Comune, da un forte senso di appartenenza alla comunità e dalla ferma volontà di operare nell’interesse di tutti, salvaguardando i diritti di ogni nostro concittadino.

Bisogna, allora continuare su questa strada, e fin da ora pensare alle immediate future sfide che saranno molto impegnative.

Oggi, attraverso il rendiconto, proviamo a mettere un punto fermo di chiarezza e di verità, in vista di misure inevitabili che si renderanno necessarie per fronteggiare la descritta condizione.

Ho il dovere di ricordare l’importante lavoro svolto dalla responsabile del settore, un lavoro complesso, senza precedenti, e quello dell’assessore al Bilancio che ha indirizzato la intera ricostruzione contabile.

Così come sono straordinari i risultati ottenuti attraverso una gestione oculata in appena due anni; tutto questo grazie al lavoro della intera maggioranza.

In questa sede la nostra maggioranza può esprimere e manifestare l’orgoglio per i risultati che ha raggiunto.

Oggi abbiamo di fronte a noi da un lato l’emersione della verità, dall’altro il dovere di intervenire.

Pare evidente che il disavanzo di amministrazione, superiore a 2.000,00 di euro esorbita le ordinarie capacità di bilancio e richiede mezzi straordinariin termini di fonti di finanziamento e di dilazione delle passività.

Al momento, ad una prima analisi, che anche il profano potrebbe fare, non sembra ripianabile con gli strumenti ordinari (artt. 188, 193 e 194 del Tuel).

Si aggiunga che nel bilancio di previsione approvato dalla attuale maggioranza è stato già ripianato un primo disavanzo presunto di €. 517.199.000.

Di qui la conclusione, che non si possa ragionevolmente sostenere il risanamento di un così pesante risultato attraverso il bilancio 2019/2021.

Una cosa è certa: non faremo quello che altri hanno fatto prima di noi e cioè mettere la polvere sotto il tappeto per continuare la allegra gestione per allargare la voragine.

Il dialogo proficuo, tra amministrazione, ufficio e organo di revisione, nel quale sono stati forniti chiarimenti utili a comprendere tante cose, sia di monito, perché questo rendiconto, che è un lavoro di tutti, costituisca la partenza per ricostruire il Comune dalle fondamenta, su un nuovo dialogo, leale e franco, tra i consiglieri e i cittadini.

Oggi siamo all’anno zero: abbiamo bisogno di dirci le cose come stanno e di trovare la motivazione che ebbero i nostri padri, dopo la grande guerra, per avviare la ricostruzione.

Solo così, a partire da domani mattina, si potrà aprire un confronto fondato sulla lealtà, capace di rimettere in vita un processo di rifondazione del Comune.

Sono situazioni difficili e complesse: ma la complessità chiede a noi di essere governata.

Una oculata gestione delle risorse a disposizione, unitamente alla capacità di cogliere le varie opportunità anche di accedere a vari contributi e finanziamenti, ci hanno già consentito e permetteranno nel prossimo futuro la realizzazione di interventi, anzitutto sul piano dei servizi e della promozione culturale, che sono il fondamento stesso della comunità in un momento così difficile.

Collaboriamo realmente, anche riconoscendo gli errori, (e non è segno di debolezza) e facciamoci tutti carico della pesante situazione in cui è precipitato il nostro Comune, per potere finalmente ripartire su basi nuove: diventiamo un esempio di trasparenza e di responsabilità, ciascuno nei propri distinti ruoli, in un’ottica di vero recupero della funzione di governo del nostro Ente che – non mi sembra inutile ricordare – è stato demandato dai cittadini agli amministratori … quelli eletti … quelli scelti dai cittadini, all’esito del confronto democratico … e non ad altri … altri …. evidentemente … per nulla consacrati alla tutela del bene comune. Grazie.

Dalla Casa Comunale, li 04.06.2019

Il sindaco Avv. Pasquale Di Fruscio

Pasquale Di Fruscio

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