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Pietravairano, la produzione agricola messa in ginocchio dai cinghiali

DiRedazione V-news.it

Ago 6, 2014

Pietravairano. L’arrivo dell’estate coincide, già da alcuni anni, con la discesa a valle di branchi di cinghiali che, senza alcun controllo, devastano ogni tipologia di coltivazione, soprattutto i campi di granturco. Il territorio di Pietravairano risulta colpito da centinaia e centinaia di capi che mettono in ginocchio un’intera economia agricola, già fragile e indebolita da un momento di crisi generale. I contadini, che impiegano le loro energie e le loro finanze nel tentativo di condurre l’attività agricola con passione e dedizione, si trovano di fronte a campi distrutti, esiguo cibo per i loro animali e, soprattutto, all’indifferenza delle istituzioni che hanno sempre sottovalutato tale problematica.

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Il meetup Pietravairano in Movimento, dalla sua nascita vicino alle problematiche dei cittadini sul territorio, ha ritenuto opportuno chiedere delucidazioni in merito direttamente ai suoi rappresentanti in Parlamento, gli onorevoli Massimiliano Bernini (nella foto), Giuseppe L’Abbate e Chiara Gagnarli, membri della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, i quali, con una celere risposta, hanno comunicato che proprio oggi, alle 10.30, sarà discussa la risoluzione in commissione n. 7-00268, in cui verrà affrontata nello specifico la problematica della proliferazione dei suidi e, nel contempo, dell’abbandono delle aree agricole da parte dei produttori che, oltre alla sofferenza dovuta alla recente crisi economica, continuano a subire perdite tanto gravi da minarne la propria sussistenza.

“La provincia di Caserta e la regione Campania fanno orecchie da mercante – ha dichiarato Margherita del Sesto (nella foto), organizer del meetup – e anche quest’anno, come previsto, il problema si è ripresentato e decine di famiglie hanno subito danni ingenti per migliaia di euro. Le istituzioni locali sono intervenute con riunioni e convegni, a cui hanno partecipato anche esponenti politici provinciali ma, come al solito, alle belle parole non sono seguiti i fatti e non si è giunti ad un’adeguata programmazione per la risoluzione del problema”.

L’auspicio è che possa essere attuata immediatamente una manovra risolutiva – proposta proprio dalla Commissione Agricoltura del M5S – basata su piani di controllo numerico dei cinghiali, su un equo indennizzo per i detentori di fondi che subiscono i danni, oltre alla salvaguardia della pubblica incolumità legata all’attività venatoria e agli incidenti stradali.

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