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Pignataro Maggiore. Nessun licenziamento alla STS, cassa integrazione per 230 dipendenti

DiThomas Scalera

Dic 30, 2015

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PIGNATARO MAGGIORE. Nell’area industriale di Pignataro Maggiore una volta denominata Volturno Nord, l’ex Rieter (già Autoneum ed oggi STS acoustics) non procederà ad alcun licenziamento malgrado gli 80 esuberi già dichiarati. Per superare l’impasse che penalizza il settore di riferimento (indotto auto) si è impegnata a realizzare uno specifico piano di rilancio per i prossimi due anni (a partire dal primo febbraio 2016) provvedendo ad accompagnare la fase della riorganizzazione del sito con una cassa integrazione straordinaria a rotazione per 230 dipendenti. L’accordo è stato raggiunto ieri all’Ormel di Napoli tra la direzione guidata dal manager Lenza, le segreterie provinciali di categoria e le Rsu. L’intesa che ricalca quella raggiunta lo scorso anno per lo stabilimento di Santhià, lascia aperte le porte alla mobilità volontaria cui potrebbero aderire fino a 50 unità lavorative. Come ha riferito il segretario provinciale della Uilcem Aldo Rinasti il piano di investimenti previsto da STS si aggira su 2 milioni di euro. Di questi verranno spesi in linea prioritaria 300mila euro per garantire sia l’ammodernamento dei macchinari sia la procedura riorganizzativa sulla base delle nuove opportunità del mercato, in particolare gli ordinativi di Fca (ex Fiat). “Questo accordo rappresenta una soluzione –tampone per attutire un disagio economico significativo – precisa Rinasti- tuttavia si è riusciti a mettere in campo ogni strumento possibile per risalire la china, distribuendo i sacrifici su tutto il personale. È evidente che la rotazione sarà effettuata secondo esigenze tecniche, sulla base dell’andamento del ciclo produttivo”. Da Napoli, in altre parole, è venuta fuori l’unica strategia possibile a mettere in sicurezza un’azienda quale STS che già per due anni ha fatto ricorso ai contratti di solidarietà. Un’azienda che, tra l’altro, sta portando a conclusione in Piemonte un percorso analogo, avviato il 1 febbraio del 2014 per 156 dipendenti e destinato a terminare entro il 31 gennaio del prossimo anno. “Per la società che punta a un deciso rafforzamento, era l’unica scelta da intraprendere rispetto ai ritardi dei diversi committenti, con un riferimento preciso alla Fiat – ha osservato Enrico Pontillo della Filctem Cgil – adesso però l’ultima parola spetta all’Inps per la concessione del trattamento salariale”. Intanto, chiusa la vicenda STS, migliori indicazioni si attendono nel comprensorio per altre aziende del settore come la Tower e la stessa Nuroll.

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Thomas Scalera

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