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“Poca attenzione per gli sport individuali”: lo sfogo di Marco Maddaloni

Il campione affida ai social media il suo messaggio

Pesante sfogo da parte di Marco Maddaloni, judoka napoletano. “Sono stato tra i primi a ribadire la necessità di rimanere in casa; la salute viene prima della carriera – ha detto l’atleta – ma vedere ripartire solo sport come il calcio solo perché tramite essi vengono mosse montagne di soldi non può farmi tacere. Le misure di sicurezza possono essere anche prese negli sport individuali che non vengono presi in considerazione quanto il calcio e altri sport di gruppo solo perché in questi vi sono in ballo benefici economici più grandi”.

Con un messaggio su Facebook e Instagram il judoka ha rivendicato il suo diritto e di tanti altri atleti di sport individuali la cui attività non è potuta ancora ripartire a causa delle misure di sicurezza non applicabili ai luoghi chiusi con il rischio di contagio da covid-19. Gli allenamenti sono fermi da prima della quarantena. Oltre al judo altre attività ancora non ripartite sono il pugilato, karate e arti marziali varie.

Marco è nato nel 1984 a Napoli. Figlio di Giovanni Maddaloni, ex proprietario del Judo Club Star di Napoli, insieme al fratello Pino e la sorella Laura ha deciso di continuare la passione trasmessa dal padre, e oggi gestisce una sua palestra a Scampia. Dal 2005 è membro della polizia italiana. Ha vinto quattro medaglie d’oro nella Coppa Del Mondo, oltre a undici medaglie complessive (2 ori, tre argenti e sei bronzi) in altri tornei internazionali. Nel 2008 è diventato cognato di Clemente Russo, a seguito del matrimonio della sorella con il pugile casertano. Famoso anche in ambito televisivo, nel 2019 ha vinto l’ultima edizione dell’ “Isola dei Famosi” condotta da Alessia Marcuzzi

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Pasquale Malatesta
Mi chiamo Pasquale, scrivo da Caserta, ho 19 anni e frequento il secondo anno della facoltà di Economia dell' Università "Luigi Vanvitelli" a Capua.

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