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Pontecagnano Faiano. Il presidente De Luca alla presentazione del corso sul procedimento amministrativo

DiThomas Scalera

Feb 27, 2016

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PONTECAGNANO FAIANO. “Perché l’Italia è in crisi? Due motivi: lo stato della pubblica amministrazione che condiziona la democrazia, e la rinuncia incomprensibile all’economia della trasformazione urbana.
Come sottolineato ieri durante la presentazione del “Corso sul procedimento amministrativo, processo amministrativo ed Amministrazione Digitale”, durante la quale – alla presenza del Presidente Emerito del Consiglio di Stato Pasquale De Lise – è stata consegnata la Cittadinanza Onoraria al Prof. Giuseppe Tesauro (Presidente Emerito della Corte Costituzionale), in Italia o si devasta con l’abusivismo o c’è la mummificazione del territorio. L’Italia ha deciso di rinunciare al 3% di Pil, fermo restando la difesa giusta e indiscutibile, che è anche la mia, dell’enorme patrimonio artistico del Paese. L’Italia è in crisi perché la classe dirigente, quella poca che c’è, è dentro compartimenti stagni, circoli chiusi, lobby.
Siamo vittime della corporativizzazione. Chi non entra nelle lobby, la stragrande maggioranza dei cittadini, entra in un eterno calvario. La politica in questo ha responsabilità enormi, e continua a perdere prestigio. Nell’autonomia dei poteri, la politica arriva sempre dopo. Una volta era la giustizia ad arrivare tardi, ora è la politica ad arrivare tardissimo. Prendiamo le Sovrintendenze, fermo restando che il patrimonio artistico e culturale va difeso, costituiscono un potere sottratto a un democratico bilanciamento.
Per non parlare della “grammatica” delle leggi. Forse siamo analfabeti noi a interpretarle ma spesso manca la grammatica anche a chi le scrive. Prendiamo il Cipe: bel nome, ma di fatto un luogo di tortura. Dobbiamo ringraziare il governo Monti per quello che ci ha lasciato.
In Italia dopo i 64 anni nessuno può lavorare più. In America hai trent’anni, sei Zuckerberg e inventi Facebook. Ma negli Usa tra i trascinatori del Paese sono anche gli ottantenni. Tutti possono e devono dare un contributo se sono bravi. In Italia invece tutti pensano a “mettere a posto le carte”, non firmano atti per paura degli avvisi di garanzia. “Mettere a posto le carte”, così siamo ricchi di biblioteche ma non di cantieri, di decisioni. In Italia c’è il paradosso dell’efficienza. Più sei efficiente, più decidi e costruisci qualcosa, di più avrai problemi, anche e soprattutto giudiziari. In Italia non si trova più una persona perbene disposta a ricoprire un incarico pubblico. E lo vedi anche dalle elezioni, mancano i candidati perbene, bravi, seri. E se li trovi, si rifiutano di scendere in campo per contribuire a salvare il Paese, le Regioni, i Comuni”.

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Thomas Scalera

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