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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “OLTRE LO SGUARDO” DI LUCIANA LATTE PRESSO IL PAN

DiThomas Scalera

Mag 26, 2015

Martedì 26 maggio alle ore 18.30 verrà presentato il libro fotografico “Oltre Lo Sguardo” di Luciana Latte con il Patrocinio del Comune di Napoli Assessorato alla Cultura presso il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli. L’evento è stato realizzato dalle associazioni LA TUA VOCE ONLUS di Roberto Pisacane e Flora Sasso E TI PORTO IN AFRICA di Vincenzo Mallamaci. Attraverso le immagini, l’Africa parla col suo caldo, i suoi colori, i suoi odori e i suoi bambini: il loro sorriso nonostante la povertà, la loro semplicità fatta di rapporti umani, sensazioni, emozioni. La loro gioia nonostante le difficoltà. Oltre Lo Sguardo ci porta all’essenza della vita.

Retro copertina

Un viaggio al di fuori di noi stessi dove l’Io si fonde nel Tu nel bisogno di amore e solidarietà. Si soffre insieme, si gioisce insieme e la vita di ognuno acquisisce un senso. Semplicemente quando amiamo ci sentiamo bene. “Siate innamorati, siate curiosi, siate creativi” le tre regole di Luciana Latte che stanno alla base dei sui lavori fotografici e del libro “Oltre lo Sguardo”. Le missioni in Costa d’Avorio, tra i più poveri della terra, con i clown dell’Associazione “La tua voce Onlus” capitanati dalla Dott.ssa Flora Sasso che hanno prodotto questo secondo libro fotografico. Interverranno i seguenti relatori : Antonio Scolamiero- Giornalista Corriere del Mezzogiorno, Vincenzo Mallamaci- Specialista in Cardiologia e Malattie della Circolazione, LA TUA VOCE ONLUS di Roberto Pisacane e Flora Sasso , E TI PORTO IN AFRICA di Vincenzo Mallamaci. Come ci dice Luciana Latte : “ Siamo partiti. I ragazzi sono entusiasti ma non sanno ancora cosa significa. Si è vero sono anni che partecipano come missionari tra Napoli ed altri paesi, ma l’Africa ha il suo fascino, i suoi odori, i suoi colori, i bambini, i miei INNOCENTI. Ciro è un chiacchierone. E’ seduto di fianco a me ed è anche lui intento a scrivere le sue impressioni iniziali… Gli ho scattato una foto, ovviamente mi ha chiesto di vederla…sorrido. Che sfizio c’è se vedi tutte le foto mentre le scatto! Flora e Rosa sono sedute avanti, non so di cosa confabulino di sicuro hanno mangiato il pasto buonissimo  che la Tuniseair ci ha riservato. Sorvoliamo la Tunisia, l’Africa è vicina. Scendiamo, sento il caldo che bacia la mia pelle. È un caldo che finché non si è in Africa non lo si comprende. Ti muovi lentamente con la speranza di non sprecare energie. Sento già tutto. Non ho visti le lucine del Benin.  Abidjan è una grande città, l’impatto è diverso. Nessuno di noi quattro parla francese. Il generale, ex aviatore, ci ospita. Quattro donne ci servono. Anche qui la considerazione della donna è la stessa come per il resto dell’Africa. Non siedono al tavolo con noi.

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Un silenzio piomba sulla tavola. Il generale chiede se qualcuno parla la sua lingua, ci scambiano due convenevoli tra inglese, francese ed italiano. Finalmente a letto, siamo stravolti. In Benin l’autista dice sempre “je  vien”… E cosi qui. Dopo una colazione napoletana, rinuncio a tutto tranne al caffè. Aspettiamo. Vivo un’Africa diversa con Flora, fatta di sorrisi ed allegria e balli. Oggi ho assistito ad una danza tribale ed il capo villaggio ci ha regalato in segno di amicizia una capra ed una quantità infinita di banane. Ci chiediamo sempre perché questo popolo africano con tutti gli aiuti che riceve, non cambi. A volte penso sia il caldo che li rallenta in tutto. Siamo qui da 4 giorni ed oggi sono lenta molto lenta anche io. Quando non ti senti bene in Africa vai subito nel pallone e pensi’ “avrò beccato la malaria, oppure ho mangiato o bevuto qualcosa che mi ha portato qualche infezione intestinale”. Magari è semplicemente stanchezza. La stessa che viene nella nostra terra. Ma qui è tutto diverso. Sono due giorni che siamo senza acqua. Bisognerebbe sempre avere uno scopo iniziale prima di venire in Africa. Fare un programma di quello che potrebbe essere utile anche ai pochi che si decide di aiutare. Non ha senso entrare in questo paese con doni, soldi, medicine. È un popolo che va aiutato ma anche e soprattutto educato. Rispettando sempre le loro tradizioni. Mi hanno chiesto se ritorno ed insegno inglese ai bimbi della scuola del villaggio. Penso che ritornerò con questo scopo. Oggi in un villaggio ci hanno dato i nomi africani; Io sono Ama Agiumani. Flora è Amatamia, Rosa è Kussiakuma e Ciro Yahoo Abyssa Felix. Le manifestazioni di affetto che stiamo ricevendo sono tantissime ed inaspettate. Ogni villaggio ha un dono per noi anche se noi siamo solo in visita senza soldi e doni per loro. I capi villaggio ci accolgono ed ognuno di loro effettua il rito in segno di amicizia per noi. Versano dell’acqua ai nostri piedi bagnando la terra ci fanno sentire a casa loro e ci donano una bottiglia di rum. Oggi in dono abbiamo ricevuto anche degli sgabellini fatti a mano di legno. Siamo diventati i regnanti di Kounfao. Siamo i Bronikoko(uomo bianco) dei villaggi…Siamo senza luce, senza acqua, i topini appena nati che gironzolano per casa e tanti insetti enormi di cui non conosciamo il nome, ma siamo felici. Con tutti i disagi, noi siamo felici. Percorro  la casa gridando “Etienneeeee le eau”, Etienne l’acqua) lui sorride e mi fa capire che sono in Africa devo lavarmi alla loro maniera. Ho pianto. Erano lacrime di gioia. Ad un bimbo è stato dato il nome Florant in onore di Flora che è venuta a donare un semplice sorriso. Era emozionata anche lei. Siamo stati ospitati nella piccola e scabra casa del villaggio dei genitori del piccolo Florant. I ragazzi erano sorpresi. Un letto matrimoniale era l’unica cosa nella stanza e vestiti appesi su di un filo di cotone doppio, sporco, con tanti nodi.. Cinque figli. La cucina? Non c’è in Africa. Spesso la sera sediamo fuori. In lontananza vediamo del fumo tra le montagne colorate di verde. Sono i fuochi delle cucine africane, i carboni ardenti dell’Africa. Piove. Ecco perché le strade sono dissestate. Maledetta pioggia. I bimbi si lavano ed aspettano la pioggia per sentire l’acqua fresca, pulita, scorrere sulla loro pelle. Siamo stanchi. Muti in macchina, nessuno parla. Non so se è vera stanchezza oppure tristezza perché siamo pronti a rientrare in Italia”.

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PAN- Palazzo delle Arti Napoli

Oltre lo Saguardo di Luciana Latte

Martedì 26 maggio alle ore 18.30

Info e Contatti : +39 081 7958651; +39 081 7958634
Per Info:
Ufficio Stampa
[email protected]
+39 338 8099737

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Thomas Scalera

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