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Presenzano. “Sono io, Cassandra”: performance artistica sul cantiere della Turbogas (video)

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PRESENZANO – Una lotta per l’ambiente tutta al femminile in cui etica ed estetica coincidono: “Sono io, Cassandra” è il titolo della performance concepita e realizzata a Presenzano.

Tutta colpa di Antonio Rossi, il gallerista marzanese che, ponendosi come magnete nello scenario artistico emergente contemporaneo  si è attorniato di gioviani artisti e giovani artiste. È il caso di declinare al femminile il trio che in una fredda mattina di Gennaio ha ideato una performance dedicata a Madre Terra, una Terra particolare, quella campana, quella delle periferie oggetto di scempio e violenza ambientale.

Nello specifico parliamo della provincia di Caserta, Presenzano, il luogo dove Edison S.p.A ha intenzione di costruire l’ennesima centrale finalizzata, inutile stare a sottolinearlo, al proprio profitto innescando proteste nella popolazione.

E già, perché nel piccolo paesino è presente già una delle centrali idroelettriche più grandi d’Europa, un cementificio a pochi chilometri, un inceneritore ed una centrale gemella a quella che Edison ha intenzione di costruire, insomma, questa terra ha già assolto ai propri doveri energetici nei confronti dell’intera nazione.

È in questo clima che richiama le tematiche ambientali, comunitarie e più propriamente democratiche, che si è voluta lanciare una pratica dedicata alla riappropriazione e protezione dei propri  luoghi/non luoghi, tra l’onirico ed il simbolico.

 La performance di Maria Giovanna Abbate (artista visiva, che studia e lavora a Firenze), in collaborazione con Teresa Antignani (Trash&textileartist, Laureata con Alberto Garutti a Brera www.antignani.art) e documentata da Sara Terracciano (fotografa, autrice del progetto antroposociale inSANITY FAIR e operante a Napoli), è un grido di rabbia ed assieme di risveglio, un atto di resistenza in cui l’arte si fa portatrice di un’individualità universale. Potrebbe sembrare un ossimoro, eppure come in  Davide e Golia la lotta contro i giganti è universalmente valida.

Come Madre in difesa dei propri figli la figura dell’artista si staglia sormontando la testa del dio Volturno. Così a Presenzano, l’Arte diventa denuncia ed al contempo urlo sordo ed inascoltato, proprio come Cassandra, di una  comunità che testimonia la propria dignità nell’atto di resistere. 

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