• Dom. Ott 24th, 2021

Proteste e morti in Iran: gli Usa pronti a intervenire?

DiThomas Scalera

Gen 2, 2018

Nella continua evoluzione dello scacchiere strategico e diplomatico internazionale accade sovente che ci sia bisogno di qualche “scossa”, per giustificare azioni che altrimenti non troverebbero nessun consenso nell’opinione pubblica. Aiutato da quasi tutti i media “ufficiali” sia europei che statunitensi, il presidente Trump ha ricevuto l’assist che gli mancava per poter anticipare, forse, tramite twitt, una prossima azione militare per “liberare”, stavolta, l’Iran. Negli ultimi 6 giorni, in seguito a delle manifestazioni popolari, l’Iran ha visto la morte di 20 persone, tra civili e forze della polizia iraniana. Nella notte intercorsa tra ieri ed oggi, sono state ben 9 le vittime degli scontri tra le parti. Sei dimostranti sono stati uccisi allorquando hanno tentato di caricare una stazione di polizia per poterne rubare le armi in loro dotazione, nei pressi di Qahdarijan. Ad aggiungersi a questi 6 ci sono, in ordine, un ragazzo di 11 anni e un uomo di 20, uccisi per motivi ancora da chiarire nei pressi di Khomeinishahar, mentre un membro della Guardia Rivoluzionaria iraniana ha perso la vita a Najafabad, a circa 350 chilometri al sud di Teheran. Dal fronte degli arresti dei manifestanti, si conterebbero circa 500 persone. Le manifestazioni popolari, che ufficialmente dovrebbero essere “spontanee” e mosse da caro vita iraniano, in seguito alle scelte economiche del Governo centrale, sono iniziate mercoledì 27 dicembre. Mentre il presidente iraniano Hassan Rohani apre ai manifestanti ed invita alla calma e al dialogo, onde evitare violenze e morti inutili, il grande presidente trump non smette dei aizzare gli stessi manifestanti con twitt al veleno nei confronti dello stato iraniano, destabilizzando non poco i tentativi di accordo e dialogo tra le parti. È presto per poter capire come si proseguirà sulla strada degli scontri e quanto sangue eventualmente verrà versato per le strade iraniane, ma una cosa sembra trasparire, nemmeno tanto velatamente, dalle parole del presidente yankee: gli Usa sono pronti ad “aiutare”, invadere e “liberare” l’Iran. Un copione trito e ritrito, che oltre a causare morte, carestia e disperazione, risulta essere l’ennesima offesa all’intelligenza umana. Per chi è ancora abituato a pensare con la propria testa e non tramite i “filtri” mediatici ufficiali, ovviamente. Seguono aggiornamenti.

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Thomas Scalera

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