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Putin è stato eletto per il quarto mandato consecutivo

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Notte gelida ma clima emozionale surriscaldato, sembrano essere queste le premesse dell’ “incoronazione” di Putin alla guida della Russia moderna, col suo quarto mandato personale. L’obiettivo degli analisti e dei gerarchi Putiniani era quello di raggiungere il 70% dei consensi, su un’affluenza alle urne di pari portata percentuale. La soglia dei consensi, in attesa dei dati ufficiali, è addirittura vicina all’80%, l’affluenza al voto, sempre in attesa dell’ufficialità, sembra non poter raggiungere l’ambito del 70%. In ogni caso un plebiscito assoluto. Per Putin. Per ciò che rappresenta. Per mettere a tacere anche le opposizioni. Sia quelle che hanno partecipato alle elezioni, sia quelle che non hanno potuto o voluto farlo, tra cui spicca, ovviamente, Alexei Navalny. Il politico-blogger, acerrimo oppositore di Putin, ha dato luogo anche a un “simpatico” siparietto on-line quando, in diretta streaming su youtube, si è visto interrompere dalla cosiddetta Paris Hilton della Russia, tale Ksenia Sobchak, autocandidatasi all’opposizione con il “suo” nuovo partito fondato insieme all’ex deputato indipendente Dmitri Gudkov, la quale ha ipotizzato una alleanza con lo stesso Navalny nel post elezioni. La risposta è stata di quelle rabbiose e secche: “se credi che io possa credere alle tue menzogne sull’unire l’opposizione, la risposta è no; tu sei parte dell’operazione che mi ha escluso dalle elezioni; sei disonesta ed ipocrita”. Rimanendo sul fronte delle opposizioni, l’unico ad aver superato la soglia del 10% è il neo comunista Pavel Grudinin che, alla luce di sospetti sulla regolarità del voto in Russia, ha affermato che queste elzioni sono “le più sporche nel territorio dell’ex Unione Sovietica”, aggiungendo anche che “purtroppo ha avuto ragione Navalny”. Sospetti di brogli dunque, anche se, stando alle notizie trapelate dalla Commissione Elettorale Centrale e anche dall’associazione indipendente Golos, che da anni monitora le elezioni in Russia, le segnalazioni di “brogli sono in diminuzione rispetto al passato”. Tornando ai vincitori, è doveroso riportare le prime frasi dei leader del rinnovato e confermato Governo russo. Il portavoce di Putin, Andrei Kondrashov, ha tirato in ballo subito il Governo inglese, reo secondo lui di aver “portato alle urne più russi del previsto”, in seguito alle “infondate accuse” rivolte alla Russia sull’assassinio dell’ex agente dell’intelligence di Mosca Skripal; “ancora una volta la Gran Bretagna non ha capito la mentalità della Russia: se ci accusano di qualcosa in modo infondato, il popolo russo si unisci al centro della forza, e il centro della forza oggi è senz’altro Putin”. Intanto, quello che viene definito il “nuovo Zar” di tutte le russie (dove per russie si intendono i vari fronti di guerra e di diplomazia che vengono seguiti), ha chiosato dicendo “vi ringrazio, il successo è il nostro destino”. Non resta che osservare e vivere l’ultimo (?) mandato di Putin, sempre che la Russia non segua le orme della Cina e cambi la propria Costituzione, consentendo a Putin di essere un “eterno” presidente.

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