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Quasi finiti i lavori di pulizia di un tratto del Sarno: è "somma urgenza", polemica con le dichiarazioni del Ministro Costa

Spesso abbiamo affrontato il problema dell’inquinamento e dello sversamento di materiali di vario genere (dalla plastica ai solventi chimici delle industrie nostrane) all’interno del Fiume Sarno e dei suoi affluenti. In particolar modo ci siamo concentrati sul tratto che va sotto il nome di Rio Sguazzatoio, corso fluviale che passa anche per la città di Angri. Ad aprile scorso, in seguito a una massiccia operazione di sensibilizzazione che ha visto partecipare molte persone della società civile ed associazioni come le Guardie Ambientali Italiane, gli Escursionauti, San Marzano Attiva e gli amici di Sarno dell’associazione Terravecchia (quelli che hanno costruito il cigno Swan con le bottiglie di plastica raccolte all’interno del fiume stesso, per intenderci), siamo riusciti a far oltrepassare l’interesse per il “tappo” di rifiuti, che da tre anni ostruiva il tratto a ridosso del Ponte Marconi, ben oltre le mere istituzioni comunali. Tanto è vero che, mentre scriviamo questo articolo, il Consorzio di Bacino, coadiuvato dal Genio Civile e dalla Regione Campania, sta pulendo il tratto in questione, sia dai rifiuti superficiali che da quelli che partono dal fondale del fiume stesso. Una vittoria di civiltà? Non proprio. Diciamo che, al netto di tutte le peripezie burocratiche e di protesta civile anche forti che sono state messe in campo, questa può essere definita “una vittoria a metà”. Per spiegare il motivo di questa affermazione, però, bisogna fare 2 passi indietro. Inutile tediare i lettori con la prosopopea (spesso più simile a una commedia teatrale che a un atto politico e amministrativo) dei vari rimpalli di competenze tra gli Enti comunali di Angri, San Marzano, Scafati, Sant’Egidio e il Consorzio; quello che realmente conta ad oggi è che il Sindaco di San Marzano Sul Sarno, Cosimo Annunziata, dopo aver incassato la non volontà a partecipare all’azione legale da parte dei suoi colleghi dei paesi citati, ha provveduto a formalizzare una regolare denuncia agli organi competenti. In seguito a questa azione, Regione e Consorzio si sono adoperati per la pulizia e il trasporto in discarica dei rifiuti in questione. Tutto secondo norma, se non fosse per 2 piccoli grandi dettagli: la “somma urgenza” e il lavorare “in danno al Comune di San Marzano sul Sarno”. Per quanto concerne il primo punto, sembra ormai prassi e non eccezione quella di sperperare denaro pubblico, adottando uno stratagemma che, per quanto consentito e legittimo, dovrebbe essere preso in considerazione solo in “casi limiti”. Basterebbe una pianificazione durante il corso dell’anno, per non dover correre ai ripari quando la situazione si fa insostenibile. Per quanto riguarda il secondo punto, e cioè il lavorare in danno ai cittadini di San Marzano, crediamo sia quantomeno assurdo che un Ente sovracomunale, per giunta responsabile della manutenzione dell’alveo, possa chiedere a un Comune di pagare per operazioni che non gli sono dovute. Con questo atto leggiamo una cosa tra le righe: sembra che la responsabilità in questione sia dei Comuni dove passa il Fiume Sarno. Se così fosse, ma non ci risulta essere così, gradiremmo che il Consorzio (o la Regione, o il Genio Civile) lo metta per iscritto, in modo da dare tempo e possibilità di organizzarsi ai vari Comuni. Comuni che di certo troverebbero il modo per pianificare “per tempo” tali operazioni, nonché per intercettare i fondi (non più in “somma urgenza” n.d.r.) per la realizzazione di tali opere. Detto ciò non ci resta che fare una doverosissima precisazione a tutti coloro che si sono appuntati sul petto la medaglia del “vincitore”, ai vari “padri” che si sono auto dichiarati fautori di questa “vittoria a metà”: la verità è che questi lavori sono, per ora, a carico dei cittadini. Non esiste infatti nessun “Masterplan” per la pulizia ordinaria del Fiume Sarno (come hanno dichiarato vari senatori e deputati locali, nonché il Ministro Costa in persona!!), e che comunque, seppur venisse adottato, non includerebbe questo lavoro in atto. Ora, giusto per spirito di verità e per non alimentare inutili, dannose e sterili polemiche con altri personaggi che pensano di avere “l’esclusiva” sulle azioni di monitoraggio e controllo del Sarno, vogliamo concludere l’articolo con un appello: nelle zone dove passa il Fiume Sarno si muore; si muore anche di Cancro. Le percentuali di casi in questione sono ben oltre la media delle altre zone. Chi inquina questo Fiume è un assassino e va punito: è importante che ci si avvii sul serio in una lotta al contrasto delle varie industrie menefreghiste e dei vari cittadini incivili che contribuiscono a fare di un Fiume che potrebbe essere un fiore all’occhiello del turismo e del benessere locale, una fonte di morte e di veleno. Tutto in nome di un dio denaro che ci sta condannando, tutti, ad una inesorabile estinzione. Speriamo che la Natura avrà la decenza di scegliersi una “razza intelligente” più “sana” di quella “umana”.

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