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Recensione: Avengers Infinity War – La resa dei conti del MCU. Uno “scontro” che aspettavo da 25 anni

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Infinity War è la resa dei conti, è la pietra finale di un percorso durato ben 10 anni, iniziato con il primo Iron Man. Un filo conduttore che lega insieme tutti i personaggi più importanti della Marvel, e li mette uno di fianco all’altro contro il cattivone di turno, il più cattivo dei cattivi, il villain che non è solo pura violenza e malvagità, ma è anche “cattiveria cosciente”, con un piano ben preciso. Thanos, il titano più forte non viene descritto bene (probabilmente volutamente), non viene narrato molto del suo background in questo film, pochi flash, pochi riferimenti, che non aggiungono quasi niente a quello che già sappiamo benissimo. E tutto ruota intorno a lui. Lo aspettavamo dal primo Avengers, e alla fine non ci delude. Rabbioso, fortissimo, intelligente, furbo e deciso nel suo intento “malvagio” che, tutto sommato, ha anche una logica comprensibile. Un cattivo affascinante, non come Magneto, non come Loki, ma veramente tosto anche perché è anche grosso, cattivo e determinato.
Iron Man, Captain America, Vedova Nera, Thor, Hulk incontrano i Guardiani della Galassia e altre new entry (che non vi svelo perché vi toglierei gran parte del divertimento) in una girandola di scontri e pirotecniche battaglie da togliere il fiato ad ogni minuto. Nonostante sembri che nulla possa fermare l’avanzata di Thanos verso le gemme dell’Infinito. Nota sicuramente positiva è che Finalmente il Dio del Tuono fa il Dio del Tuono, ringraziando Odino.

La rivista Zona M, sulla quale arrivò in Italia la prima volta la guerra dell’Infinito

Con la guerra dell’infinito ho un rapporto molto particolare che inizia nel 1993 ed è, forse, legato al mio grande amore per la Marvel. In un’edicola di Scauri (LT), trovai per caso un fumetto dell’allora Play Press, che si chiamava Zona M, del quale mi colpì molto la copertina colorata. Conoscevo già tutti gli eroi raffigurati, almeno dalla metà degli anni 80 (ricordate i cartoni di Namor e Thor?) ma qui erano tutti insieme, e combattevano contro un grande nemico, Thanos.
La storia mi colpì molto e da allora sono diventato un divoratore dei fumetti Marvel (in realtà realizzai anche un corto con i miei amici, purtroppo andato perduto).
Sono 25 anni che aspetto questo film e devo dire che non mi ha affatto deluso.

Certo non potevo aspettarmi che quella storia fosse rispettata (manca tutto l’universo “mutante”, problemi di diritti, maledetti) ma devo dire che non si scende mai di intensità. E nel parapiglia di “botte da orbi” si sviluppa anche una storia articolata e abbastanza plausibile (rispetto all’idea che siamo in un universo dove la gente vola e passa attraverso i muri, ovviamente).

Dignità e spessore per Stephen Strange, maturazione per Tony Stark, mentre Thor torna ad essere un Dio (dopo il cinepanettone Ragnarok) e il giovane Spidey ci fa divertire.
Un film con al centro una storia d’amore che ai più potrà sembrare impossibile, ma in fondo è quella che tutti vorremmo, difficile ma intensa.

C’è tutto, eroismo, altruismo, cattiveria, malvagità, amore, ostinazione, sacrificio. Tutto questo miscelato in 2 ore e 45 di “mazzate”, su vari fronti, su varie realtà, su vari “universi”.

Ma non posso dirvi di più, il film lo dovete andare a vedere, potete aspettare un po’, no? Io ho aspettato 25 anni.

La copertina originale del fumetto, nella versione americana in una ristampa del 2010.
Una cover di presentazione del film, che è un omaggio all’originale.

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