• Mer. Nov 30th, 2022

Il progetto ambizioso è promosso da “Periferie Italia” per salvare i comuni dallo spopolamento

Reddito di Residenza Attiva, la richiesta al Governo Draghi perchè vengano rilanciate le Aree Interne grazie anche ai fondi del PNRR

MOLISE – Reddito di Residenza Attiva, l’iniziativa per ridare vita alle Aree Interne. Salvare le aree interne ed i piccoli comuni dallo spopolamento e dall’oblio. È questo uno degli obiettivi di Periferia Italia, soggetto politico nato dall’unione di intenti di alcuni giovani e politici molisani che hanno deciso di attuare politiche concrete per salvare le piccole realtà territoriali altrimenti destinate all’abbandono. Dalle stime più accurate risulta che ben 13 milioni di italiani risiedono nei piccoli comuni delle aree interne.

Una popolazione sempre più anziana, i giovani che non hanno nessun sbocco occupazionale, lo spopolamento che sembra inarrestabile e che ha raggiunto cifre allarmanti nell’ultimo decennio, l’assenza dei servizi a livelli basilari, sono fattori che dipingono un quadro davvero nero per questi territori. È davvero necessario tentare di cambiare la rotta e Periferia Italia punta proprio ad attuare politiche che possano colmare il divario oggi nettissimo tra città e periferie e piccoli comuni. Proprio nei giorni scorsi l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica ha certificato questi numeri da brividi ed appare chiaro a tutti gli addetti ai lavori che attraverso l’eccezionale e storica occasione dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è necessario invertire subito la rotta.

Di questi temi abbiamo discusso con il Segretario Nazionale di Periferia Italia nonché consigliere regionale del Molise Dott. Antonio Tedeschi il quale, tra l’altro, ci ha spiegato l’iniziativa del Reddito di Residenza Attiva lanciato proprio in Molise e destinato a diventare un modello per l’intero territorio nazionale.

Dott. Antonio Tedeschi – Segretario Nazionale di Periferia Italia e consigliere regionale del Molise

I numeri dello spopolamento delle aree interne del paese sono impressionanti, soprattutto al Sud. Tanti comuni rischiano di essere disabitati nel giro di pochi anni. Eppure in queste aree vivono milioni di italiani…

“Tra periferie ed Aree Interne parliamo di circa 20 milioni di italiani che vivono una condizione ben diversa dagli altri connazionali residenti nelle medie/grandi città. Il nostro paese è molto frastagliato non solo territorialmente ma anche nelle politiche e nei servizi. Se pensiamo ad esempio alla condizione delle strade nelle aree interne abbiamo una fotografia lampante del divario che esiste tra città e periferia, grandi centri e piccoli comuni. Per non parlare di altri servizi come la sanità o le infrastrutture digitali. In questi territori le popolazioni residenti avvertono chiaramente l’abbandono delle istituzioni che troppo spesso pensano alle grandi opere anziché a garantire e rendere omogenei i servizi in periferia come in città. Oggi la politica di fatto vive di promesse non mantenute ed è totalmente assente”

Ridurre le distanze tra città ed aree interne. Questo uno degli obiettivi di “Periferia Italia”

“Siamo nati per dare voce a chi non ce l’ha. I cittadini negli anni hanno rivolto il loro consenso a tutti i partiti ma non si è mai percepito nessun cambiamento concreto. Abbiamo bisogno di concretezza, soprattutto nelle aree interne che da decenni attendono politiche di sviluppo ed investimenti. A tale scopo abbiamo sollecitato il Governo ad istituire un Ministero delle Periferie ed Aree Interne. Un Dicastero che possa occuparsi in modo permanente delle necessità di questi territori e delle popolazioni residenti. Abbiamo anche scritto una lettera al Premier Mario Draghi affinché nell’attuazione del PNRR si tenga conto delle necessarie risorse economiche che servono per gli investimenti in questi territori. Il Premier ha dimostrato la sua apertura su questo e ci auguriamo che le nostre richieste vengano accolte interamente. Nonostante la scarsa attenzione dei mass media abbiamo messo in campo una serie di iniziative per divulgare questi temi e portarli a conoscenza della pubblica opinione”.

Quali sono i primi interventi che la politica dovrebbe attuare per colmare questo gap che frena lo sviluppo del Paese?

“Uno dei primi strumenti che lo Stato potrebbe attuare è quello della fiscalità di vantaggio per queste aree che hanno dinamiche economiche e sociali ovviamente differenti dalle città. Ciò rilancerebbe l’economia locale e l’occupazione. Allo stesso tempo bisognerebbe intervenire sui trasporti puntando a servizi di mobilità sempre più “green” per abbattere costi ormai insostenibili per gran parte delle famiglie che vivono in questi luoghi. I nostri territori hanno bisogno di interventi mirati e concreti e su più fronti. Penso alla sanità ad esempio. La Pandemia ha ulteriormente smascherato lo stato impietoso in cui versa soprattutto al Sud. Bisogna riaprire gli ospedali chiusi e garantire i servizi di emergenza/urgenza sul territorio. Le Reti Digitali poi, il gap tra città e periferie in tal senso è ancora molto elevato. La viabilità va completamente rivista. Tutti i giorni siamo costretti a percorrere strade da terzo mondo. È necessario dare luogo ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Pochi gli stanziamenti sin qui previsti col PNRR in tema di viabilità. Serve molto di più. Abbiamo bisogno di un vero e proprio piano Marshall per questi territori e chiediamo maggiore attenzione al Governo ed alla Ministra per il Sud Mara Carfagna

La vostra proposta politica principale è quella del Reddito di Residenza Attiva. Cos’è ? Come funziona?

“L’iniziativa del Reddito di Residenza Attiva nasce come alter ego del Reddito di Cittadinanza ma a differenza di questo punta a generare nuovo lavoro ed occupazione. L’idea è molto semplice: si garantisce un assegno tra i 700/1000 euro al mese (a seconda anche degli indici economici dei comuni dove si attua la misura) a coloro che hanno la residenza o spostano la residenza in un piccolo comune con meno di 2mila abitanti, con l’obbligo di aprire un’attività, una start up capace a sua volta di generare nuova occupazione. Il Reddito di Residenza Attiva è cumulabile con tutti gli altri incentivi per avviare attività o imprese, dunque sarebbe una somma che sostanzialmente aiuterebbe il neo imprenditore a vivere soprattutto nella fase iniziale di avvio della propria attività. Il Reddito di Residenza Attiva è infatti erogato per tre anni. Il progetto in Regione Molise ha riscosso subito un grande successo con oltre mille progetti presentati ed è stato subito mutuato da altre regioni italiane. Il Reddito di Residenza Attiva è uno strumento che consente di generare nuovo lavoro con elevato effetto moltiplicatore. Bisogna aiutare chi crea lavoro, le piccole e medie imprese che creano lavoro nuovo. Serve coraggio, bisogna far crescere questi luoghi non renderli un peso per il resto del paese. Bisogna cambiare i paradigmi dell’economia. Lo sviluppo deve essere omogeneo su tutto il territorio nazionale, non appannaggio solo dei grandi centri urbani”

Il Reddito di Residenza Attiva come può essere applicato in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e con quali risorse?

“I fondi possono essere recuperati dal PNRR. Bastano tra i 2 e 4 miliardi di euro per finanziare l’iniziativa che in Molise ha riscosso sin da subito grande successo. L’elevato numero di progetti presentati e la possibilità che si generi un forte indotto, sono la prova che l’iniziativa può essere estesa a tutto il territorio nazionale e fungerebbe da corposo volano per la ripresa economica e sociale di tutta la Nazione. Basti pensare che con soli 10 milioni di euro sono finanziabili tra le 600/700 attività. Su scala nazionale, se introdotta, una misura del genere farebbe volare il PIL e l’occupazione”

Per conoscere le iniziative e le attività promosse da Periferie Italia è possibile visitare l’omonimo sito internet ed i relativi profili social.


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Vincenzo Mario

Giornalista Pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania. Vicedirettore e Redattore di V-news.it. In oltre 15 anni di professione vanta numerose collaborazioni con i principali quotidiani cartacei e online di Terra di Lavoro ed esperienze in emittenti televisive e radiofoniche. Tra le principali esperienze e collaborazioni spiccano: giornalista e fotoreporter per “Il Giornale di Caserta” e inviato per “TRM – TeleradioMatese” - Gruppo “Lunaset”, corrispondente e Redattore per la "Nuova Gazzetta di Caserta", giornalista per il mensile “Fresco di Stampa”, giornalista radiofonico e speaker, curatore del Notiziario campano per RCS – Radio Circuito Solare,