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Reggia di Caserta: polemiche e disguidi sulla splendida collezione Terrae Motus. L’intervista a Mazzarella

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Lo Scalone d’Onore.

Si sono protratte per giorni le tante polemiche che hanno visto al centro dell’attenzione la bellissima collezione di arte contemporanea Terrae Motus situata all’interno della Reggia di Caserta.
Una collezione non solo molto prestigiosa per il valore artistico, ma estremamente significativa dal punto di vista umano poiché istituita dopo il tremendo terremoto dell’Irpinia che devastò la Campania e la Basilicata nel novembre del 1980. Su richiesta del gallerista d’arte napoletano Lucio Amelio i più grandi artisti di arte contemporanea, di nazionalità diversa, elaborarono una serie di quadri in memoria di tutti i terremotati mettendo in luce quanto l’arte potesse fare per aiutare i sopravvissuti alla ricostruzione. La collezione, il cui nome significa appunto “terremoto”, presenta ben 70 opere di grandi artisti quali Andy Warhol, Keith Haring, Robert Rauschenberg, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e tanti altri nomi di prestigio che con grande umanità e umiltà diedero il proprio contributo. Sembra che molte personalità napoletane da qualche settimana aspirino al fatto che la collezione venga portata via dalla Reggia e trasferita a Napoli. Una considerazione fatta dopo le dichiarazioni del presidente della regione Campania, Vincenzo de Luca, che in una delle sue uscite pubbliche aveva accennato al possibile trasferimento della collezione. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Vincenzo Mazzarella che ha chiarito le varie vicissitudini legate a questa polemica.

La celebre opera “FATE PRESTO” di Andy Warhol

È vero la collezione Terrae Motus sarà spostata dalla reggia di Caserta?

È impossibile che la collezione sia spostata. Le persone non sanno come vanno queste cose. Lucio Amelio ha legato la collezione alla Reggia con un legato testamentario.

Quali sono le motivazioni che hanno generato le tante polemiche?

Questa polemica è nata da una cosa fondamentale, una dichiarazione programmatica di Vincenzo de Luca nella quale lui diceva che si stava lavorando al trasferimento della collezione. Probabilmente de Luca non sapeva di cosa si trattasse. Questa dichiarazione ha scatenato i detrattori culturali di Mauro Felicori i quali auspicano che la collezione sia portata a Napoli dove, secondo loro, avrebbe la giusta valorizzazione. Sono ignoranti che non conoscono il testamento scritto da Lucio Amelio. Inoltre queste persone hanno approfittato della scomparsa di due figurine d’argento dell’artista Boltanski per contrastare la gestione di Felicori, poiché non accettano che non ci sia un napoletano alla direzione della Reggia. Lo accusano di non essere attento alla cultura, ma solo ai soldi e all’aspetto economico. 

Quando Felicori terminerà il suo incarico alla Reggia i napoletani possono in qualche modo appropriarsi della collezione?

No, è impossibile legalmente. A breve organizzerò un incontro pubblico invitando gli oppositori di Felicori per fare luce su quanto sia stato fatto in virtù della valorizzazione di questa splendida collezione.

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