• Mar. Ott 26th, 2021

Reggia di Caserta. Successo per il Forum “Reggia e Dintorni” CASERTA (VIDEO)

DiThomas Scalera

Gen 24, 2017

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L’intervista a Susanna Camusso

Nel nostro Codice dei Beni Culturali sono previsti dei ponderati piani strategici per la completa valorizzazione culturale intesa come strumento fondamentale nel quadro del processo di valorizzazione del patrimonio artistico. Tali piani prevedono la possibilità di accordi fra Stato, Regioni ed altri enti pubblici territoriali al fine di realizzare gli obiettivi istituzionali di fondo previsti dalla normativa attraverso l’integrazione nel processo di valorizzazione concordato, dalle infrastrutture e dai settori produttivi collegati, inizia così il sindaco della città di Caserta Carlo Marino nel suo discorso tenuto questa mattina al Forum promosso dalla Cigil e dalla Funzione Pubblica di Caserta, nella sala Romanelli di Palazzo Reale.

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Interviste a Gianluigi Traettino (Presidente Confindustria), Carlo Marino (Sindaco di Caserta), Pasquale Iorio (Terzo Settore), Tommaso De Simone (Presidente Camera Commercio di Caserta)

Gli accordi possono riguardare anche beni di proprietà privata, previo consenso degli interessati, per raggiungere l’obiettivo di valorizzazione dei beni culturali che la legge prevede e gli operatori sul mercato auspicano, è pertanto indispensabile una visione strategica che si basi efficacemente sulla tangibilità dei beni culturali. Il dibattito ed il metodo, ma soprattutto le implicazioni attuative della pianificazione strategica per la valorizzazione dei beni culturali non sono stati ancora definiti. Tuttavia afferma il consigliere della cultura del presidente della Regione Campania Tommaso Maffettone non c’è possibilità di attuare una policy efficace senza pianificazione strategica pluriennale che deve consentire di misurare le ricadute sociali nel tempo, rapportandole a risultati di benessere che possono essere ricondotti a grandezza economica, quindi alla soddisfazione dei criteri della domanda e dell’offerta. La policy può essere dunque correttamente elaborata sulla base di una accurata analisi costi-benefici, costruendo un piano che in prospettiva raggiunga l’ obiettivo della sostenibilità sociale ed economica. Le due componenti dell’analisi costi-benefici afferma ancora il consigliere Maffettone hanno come scopo la (valutazione economico-sociale e valutazione finanziaria) ed applicate nel campo dei beni culturali devono conformarsi al raggiungimento di obiettivi concorrenti di natura diversa. Importante, ma soprattutto significativo l’intervento del nuovo presidente di Confindustria a Caserta Gianluigi Traettino.

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L’intervista a Mauro Felicori (Direttore Reggia di Caserta)

Il Presidente nel suo intervento afferma l’importanza di promuovere il turismo attraverso la valorizzazione dei beni culturali. Questa valorizzazione deve passere attraverso questi punti: – la tutela del patrimonio finalizzata alla massima conoscenza, tutto questo deve essere l’obiettivo istituzionale di ogni intervento nel campo dei beni culturali; – il soddisfacimento diretto dei bisogni della popolazione locale con primario interesse alla crescita culturale che ha sempre implicazioni sociali ed economiche; – la creazione di flussi di utenza motivati dall’interesse alla fruizione solo così si potrà essere gentili, ma soprattutto con la tangibilità progressiva potremo evidenziare la situazione della promozione del turismo in Italia. Solo così si può essere realisti afferma il presidente Traettino. Ora le cose dovrebbero cambiare, afferma la docente universitaria Nadia Barrella nel suo discorso introduttivo alla platea, la docente delegata al Job Placement dell’Università della Campania, afferma che bisogna istituire una “Giornata di svolta per il turismo italiano”, titola speranzosa la professoressa, bisogna promuovere con validità una nuova politica museale, la creazione di una rete museale può essere la svolta per la provincia di “Terra di Lavoro”. C’è da augurarsi, afferma la docente universitaria che molto cambi in fretta, anche se, come diceva la mia nonna, “presto e bene, raro avviene”. Il modello di valorizzazione che si propone mira a presentare gli investimenti sui beni culturali di Caserta come un “sistema” e a ponderarne le implicazioni complessive di sviluppo. La professoressa Barrella afferma che oggi bisogna offrire una griglia metodologica dove potremo offire analisi utili per elaborare una pianificazione strategica. Solo così l’impatto economico sullo sviluppo viene amplificato, la politica di valorizzazione del nostro patrimonio punta a creare flussi di utenza motivati dalla validità dell’interesse ma soprattutto se colleghiamo la fruizione adeguata, solo così avremo una strategica offerta di beni e servizi. Tommaso De Simone presidente della Camera di Commercio di Caserta nel suo intervento, ha parlato della valorizzazione dei grandi attrattori culturali museali. L’aumento dei flussi turistici può avvenire solo se ci sono gli investimenti sul patrimonio storico artistico, ma soprattutto se gli investimenti siano utili per stimolare la capacità del consumo culturale dei turisti, oggi investire sul patrimonio artistico risulta importante per lo sviluppo sociale e direttamente e indirettamente sulla crescita economica, ma bisogna avere capacità di incentivare un tessuto imprenditoriale in grado di generare valore aggiunto, compatibilmente con le regole di salvaguardia applicate dall’Amministrazione dei beni culturali. Senza il valore aggiunto afferma Pasquale Iorio rappresentante del Terzo Settore casertano, non avremo un modello creato da un’ imprenditoria di qualità, la stessa impegnata in un insieme articolato di attività produttive, solo così avremo senza licenziosità, un intervento di conservazione basato su restauri e allestimenti espositivi pronti per la diffusione degli investimenti su Caserta, ecco perchè noi tutti afferma Iorio dobbiamo batterci sull’individuazione di un “piano strategico di valorizzazione” che aiuti a selezionare le misure più efficaci ed efficienti al fine della sostenibilità economica e dello sviluppo verificandone tutte le implicazioni e i ritorni in termini di prodotto interno lordo locale; attivazione di opere, forniture e servizi per la conservazione, diffusione della conoscenza, intrattenimento e turismo. Pianificare uno sviluppo basato sulla fruizione dei beni culturali può sembrare paradossale in un territorio cui il settore turistico è così debole e le condizioni ambientali sfavorevoli all’ospitalità organizzata. Tuttavia dichiara nel suo intervento l’Onorevole Cesaro sottosegretario al Ministero dei beni culturali i segni delle nuove tendenze nei comportamenti di viaggio e vacanza sono percepibili a livello locale e l’accresciuta consapevolezza della comunità incoraggia iniziative tese a cogliere i benefici. Tuttavia bisogna abbattere le minacce che sono diffusi nella nostra provincia: – Degrado dei beni storico-architettonici – Deterioramento del contesto urbano, ambientale e sociale – Mancato sviluppo economico connesso al turismo – Scarsa integrazione con gli investimenti in infrastrutture – Inquinamento delle coste con riduzione delle aree balneabili – Condizioni di abuso del territorio (emergenza rifiuti) Una volta abbattute le minacce diffuse nella nostra provincia, bisogna individuare i criteri per lo sviluppo dei beni culturali nella nostra amata “Terra di Lavoro”. I criteri elencati sono: – Crescita della motivazione culturale nella domanda turistica – Espansione dei segmenti agrituristici, naturalistici, enogastronomici, che portano i visitatori più sensibili alla fruizione del patrimonio storico-artistico. – Evoluzione del tessuto sociale ed economico costiero derivante dalla riqualificazione dell’area – Avvio di grandi progetti infrastrutturali (e.g. metropolitana regionale) – Decentramento L’Onorevole ha poi chiuso il suo intervento ribadendo che bisogna lavorare per la massima diffusione totale del patrimonio artistico, promettendo l’impegno da parte del governo alla creazione di elementi di coesione sociale, per una terra che deve vincere per avanzare le sue proposte di lavoro. Nell’intervento di chiusura il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso ha evidenziato l’importanza della diffusione del turismo che oggi vale il 10,1 per cento del pil e il 12 per cento dei posti di lavoro. Nella classifica dei dieci paesi più visitati del mondo oggi siamo quinti dopo la Francia, gli Stati Uniti, la Spagna e la Cina, e prima della Turchia. Sembra che ci sia da esserne contenti, ma non è proprio così, afferma la Camusso. Oggi assistiamo ad un calo vertiginoso, ma soprattutto non abbiamo politiche per lo sviluppo dei beni culturali. Il turismo oggi in Italia cresce, ma meno che in altri paesi. E, se altri crescono molto e noi meno, vuol dire che restiamo indietro. Negli anni cinquanta quasi un turista su cinque veniva da noi ed eravamo il paese più visitato del mondo. Oggi, da noi arriva un turista su 23. Ecco come l’ Italia descrive il calo afferma la Camusso: “Dal 19 per cento del 1950 scendiamo al 15,9 per cento del 1960, poi al 7,7 per cento del 1970 (quando eravamo ancora i primi al mondo, davanti a Canada, Francia, Spagna e Stati Uniti). Poi ancora giù, dopo una breve risalita nel 1980, fino al 6,1 per cento del 1990 (rimasto invariato fino al 2000) per calare al 4,6 per cento del 2010 e infine al 4,4 per cento del 2013”. In 43 anni non abbiamo fatto altro che calare con le percentuali. Negli anni cinquanta la Spagna non appariva neanche nel gruppo delle destinazioni più frequentate. Oggi è la prima meta turistica in Europa e la terza nel mondo. Ci dev’essere qualcosa che gli spagnoli hanno capito e, soprattutto fatto, e noi no. La classifica delle mete turistiche è stilata dichiara la leader della Cigil deriva dai risultati dell’ Organizzazione mondiale del turismo (United Nations World tourism organization). Leggere il documento di sintesi intitolato Tourism hightights 2015 permette di scoprire qualche altro dato interessante: per esempio, che nel 1950 i turisti internazionali erano 25 milioni, e che nel 2014 sono stati 1.133 milioni. Che il turismo dovrebbe continuare a crescere costantemente di un 3,3 per cento medio all’anno fino a dove si spingono le previsioni (il 2030). La Cina, da sola, genera il 13 per cento dei guadagni mondiali per il turismo Oltre a crescere sempre, il turismo è uno dei settori economici che crescono di più. E le classifiche da considerare sono in realtà due: la prima riguarda la quantità dei turisti arrivati, la seconda (ed è questa che ci interessa davvero) riguarda i soldi che quei turisti spendono nel paese. In quest’altra classifica, la Spagna è seconda nel mondo dopo gli Stati Uniti, e noi scendiamo al sesto posto. Per inciso: nel 2014 i turisti internazionali in Spagna sono aumentati di uno spettacolare 7 per cento. Da noi, del 2 per cento. Un ultimo dato notevole: i turisti cinesi sono quelli che spendono di più, e la loro spesa cresce in maniera esponenziale (+27 per cento nel 2014 sul 2013). La Cina, da sola, genera il 13 per cento dei guadagni mondiali per il turismo. Sul turismo e su come promuoverlo si sono tenuti centinaia di convegni e scritte migliaia di pagine, molte assai sofisticate e complesse. Analizziamo i fattori afferma la Camusso: la Spagna è undicesima per sistema stradale, e quinta per sistema ferroviario. L’Italia è 57ª e 28ª. Se consideriamo il complesso dei trasporti di terra, la Spagna è quinta e l’Italia 91ª. Se questo dato vi sembra esagerato, provate ad arrivare a Perugia, a Matera o a Trieste in un tempo ragionevole, per non parlare dei borghi più piccoli. Per infrastrutture aeroportuali la Spagna è al 12° posto, l’Italia al 26°. Non male, ma comunque ci facciamo superare, per esempio, anche da Francia, Germania, Turchia, Svezia, Finlandia… e 27ª, subito dopo di noi, c’è la Grecia. Ci restano due leve per eccellere, giustificando sia l’onerosità del prezzo, sia il (relativo) disagio del posto. La prima è il prodotto in sé: il nostro vario, meraviglioso, sorprendente paese. Mari, montagna, laghi! Monumenti e opere d’arte! Cento città e mille borghi meravigliosi! Cibo e vino! Moda e design! La maggior concentrazione mondiale di siti Patrimonio dell’umanità (51). Questo è il concetto che ripetiamo da sempre. Ma cari signori dichiara la Camusso qual è il tempo medio di permanenza di un turista straniero in Italia? Ce lo dice Confcommercio: meno di quattro giorni. La permanenza media dei turisti cinesi è un giorno e mezzo. Nel turismo la qualità è fatta di dettagli e da milioni di singole esperienze. Quindi diamoci una mossa per sviluppare il turismo culturale afferma la leader della Cigil (mediamente usando la strada più breve) con quello marino o montano, o aiutandolo a espandersi verso i borghi. Sviluppando, con il buonsenso e la lungimiranza necessaria, il sud. E sì, magari anche spazzando le strade. Per arrivarci a questo concetto ci vogliono consapevolezza, determinazione, ma soprattutto tempo. Il Direttore Felicori ha chiuso la giornata del convegno promosso dalla Funzione Pubblica, e dalla Cigil con questo tassello finale: la promozione. Se per migliorare posto e prodotto i tempi sono lunghi, anche per la molteplicità degli attori coinvolti e per l’onerosità degli investimenti richiesti, su promozione si potrebbe agire in tempi più rapidi, e si potrebbe essere davvero impeccabili, per la diffusione di una strategica politica culturale. È un ambito in cui, tutto sommato, primeggiare può (o, almeno, dovrebbe) costare relativamente poco. Ma, in quell’ambito, dovremo lavorare, ma soprattutto coinvolgere la Scuola, e l’Università perché da loro parte la rinascita e le opportunità che il turismo può dare per il rilancio definitivo di “Terra di Lavoro”.

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Thomas Scalera

Il Guru