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Regno Unito e Germania votano per intensificare la lotta all’Isis

DiThomas Scalera

Dic 2, 2015
David Cameron mentre si reca in parlamento per il voto sui bombardamenti in Siria. Credit: Reuters
David Cameron mentre si reca in parlamento per il voto sui bombardamenti in Siria. Credit: Reuters

I parlamenti di entrambi i Paesi votano mercoledì 2 dicembre per decidere se aumentare l’impegno nella lotta contro il sedicente Stato islamico

I parlamenti di Regno Unito e Germania votano se ampliare o meno l’impegno dei due Paesi nella lotta contro l’Isis nella giornata di mercoledì 2 dicembre.

In seguito agli attacchi di Parigi, infatti, il primo ministro britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel avevano promesso al presidente francese François Hollande e alla Francia supporto nella lotta contro il sedicente Stato islamico.

 I parlamenti delle due nazioni votano per accettare o meno le richieste dei propri leader ed entrambe le mozioni dovrebbero essere approvate.

Cosa si decide nel Regno Unito

Per i parlamentari britannici è previsto un dibattito della durata di 10 ore e mezzo a partire dalle 11.30 ora locale e un successivo voto sull’espansione o meno dei bombardamenti contro l’Isis anche alla Siria. Il Regno Unito, infatti, è già impegnato contro il sedicente Stato islamico in Iraq, facendo parte della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

In un discorso al parlamento tenutosi giovedì 26 novembre, David Cameron ha motivato le sue richieste sottolineando che il sedicente Stato islamico “costituisce una minaccia diretta al Paese e al suo stile di vita” e per questo il Regno Unito deve “agire ora, per proteggerci contro il terrorismo che ha colpito le strade di Parigi e di altri Paesi”.

Le proposte del primo ministro britannico sono state contestate da molti esponenti del partito laburista, secondo cui non vi sarebbe un piano coerente per combattere l’Isis. Il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, sostiene che le proposte di Cameron vadano respinte.

Un sondaggio interno al partito laburista ha rilevato che il 75 per cento dei suoi membri sarebbero contrari ai raid. Nonostante ciò, Corbyn ha lasciato libertà di voto ai suoi parlamentari ed è probabile che la mozione proposta da Cameron passerà.

Secondo una ricerca della Bbc, infatti, dei 640 parlamentari che voteranno, 362 sono a favore dell’ulteriore impegno militare, 175 sono contrari, 19 sono propensi a votare a favore e 3 a votare contro, mentre 80 non hanno ancora deciso. Tra gli oppositori dei bombardamenti ci sono i deputati del Partito Nazionale Scozzese, la cui leader Nicola Sturgeon ha confermato che 54 dei suoi parlamentari voteranno contro.

Parte della popolazione britannica, però, è contraria ai raid aerei in Siria: migliaia di dimostranti, guidati dall’organizzazione pacifista Stop the war, hanno protestato contro i bombardamenti martedì 1 dicembre a Londra per la seconda volta in quattro giorni.

Il voto del parlamento tedesco

In Germania, invece, i parlamentari voteranno sull’espansione del proprio impegno contro l’Isis che comporterebbe il dispiegamento di alcuni aerei da ricognizione Tornado in Siria e nel nord dell’Iraq per aiutare le forze degli altri Paesi a localizzare meglio gli obiettivi del sedicente Stato islamico.

Inoltre, la Germania dovrebbe inviare velivoli per il rifornimento aereo, una fregata a difesa della portaerei francese Charles De Gaulle dislocata nell’area e fino a 1.200 persone tra soldati e personale dell’esercito.

I parlamentari tedeschi voteranno anche per il rafforzamento della missione d’addestramento attiva nel nord dell’Iraq.

Il Paese non ha promesso di impegnarsi nella conduzione di raid aerei poiché la sua costituzione impedisce alla Germania di combattere su suolo straniero.

La mozione dovrebbe essere approvata dalla quasi totalità del Parlamento.

Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno continuando l’offensiva contro Raqqa, la capitale de facto del sedicente Stato islamico, e martedì 1 dicembre il segretario della Difesa statunitense Ash Carter ha annunciato che Washington manderà nuove forze speciali per condurre raid contro l’Isis in Iraq.

Fonte: The Post Internazionale

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