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Riardo. Ricordando Fausto Russo, uno dei protagonisti del docufilm Terra Bruciata!

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Il signor Fausto Russo nel docufilm Terra Bruciata!

RIARDO. Un mese fa, il 22 dicembre 2018, morì Fausto Russo.

Il signor Russo è stato uno dei protagonisti del docufilm Terra Bruciata! di Luca Gianfrancesco.

Grazie anche alla testimonianza del cittadino riardese si è potuto comprendere la ferocia nazista nell’Alto Casertano durante l’autunno 1943.

La vita di Fausto Russo

Fausto Russo nacque il 12 febbraio del 1934 a Riardo dal matrimonio tra Giuseppe Russo e Filomena Maciariello. Primogenito di altri due fratelli, Federico e Silvano. Il padre Giuseppe era rimasto colpito dalla morte prematura dei suoi giovani genitori e tale evento luttuoso aveva fatto perdere, a lui e ai suoi fratelli, la spensieratezza e gli agi economici che la sua abbiente famiglia d’origine gli aveva garantito. Nonostante tutto aveva saputo riprendersi e, una volta imparato il mestiere, aveva intrapreso il lavoro da barbiere col quale riusciva a garantire dignità e istruzione ai suoi figli. Il suo rifiuto a sottoscrivere una tessera del Partito Fascista non gli consentì mai di migliorare la sua condizione lavorativa ed economica. La sua profonda convinzione antifascista non glielo consentiva. Fu proprio il suo forte odio per la sopraffazione a spingerlo, il 27 ottobre del 1943, a compiere quel gesto di memorabile coraggio col quale cercò, benché invano, di avvisare un gruppo di esploratori della 3a Divisione degli Stati Uniti dell’arrivo improvviso, da un’altra via del paese, di un plotone di genieri tedeschi della Divisione Goering. Anche il piccolo Fausto, all’epoca vivace bambino di soli 9 anni, seppe rendersi interprete di quest’azione eroica seguendo e aiutando il padre, sebbene non conoscessero la lingua inglese, nel tentativo di far comprendere ai soldati americani l’imminente pericolo che si apprestava. Egli mise così a rischio la sua giovane vita, esponendosi insieme al padre al rischio di una feroce rappresaglia nazista ma, in tal modo, dimostrò un’audacia assoluta che tuttora arricchisce il patrimonio umano della cittadina di Riardo.     

Terra Bruciata!

Terra Bruciata! è un film-documentario di Luca Gianfrancesco. Prodotto da Mediacontents Production S.r.l.

La trama

Terra Bruciata! è un film-documentario che ricostruisce le violenze naziste nel territorio dell’Alto-Casertano nell’autunno 1943. La narrazione parte dalle stragi di Conca della Campania per poi allargare lo sguardo su tutto il fenomeno dello stragismo nazista in “Terra di Lavoro”. L’episodio di Conca della Campania infatti non è un caso isolato. Esso si colloca, cronologicamente, tra le ultime stragi ad aver luogo in quello che, in seguito all’Armistizio dell’otto settembre, è stato il primo territorio italiano a diventare “zona di operazioni” sottoposto alle leggi di guerra tedesche. Una lingua di terra di pochi chilometri dietro la linea del fronte che i vertici militari tedeschi, con una raffica di ordinanze, trasformano letteralmente in “Terra bruciata”. In poco più di tre mesi, la provincia di Caserta, in fatto di vittime civili provocate dalle rappresaglie naziste, pagò un prezzo altissimo, secondo solo a quello della provincia di Arezzo. Complessivamente i caduti in “Terra di Lavoro” furono circa 1000. La tesi centrale del film si articola intorno alla rappresentazione dell’Alto Casertano come una sorta di laboratorio nel quale ai tentativi della popolazione civile di opporsi ai rastrellamenti, agli sgomberi, alle violenze sulle donne e alle razzie di ogni genere i comandi tedeschi rispondono con decine di eccidi. Alla nascita di quello che lo storico Giuseppe Capobianco definì come “Laboratorio della Resistenza” l’occupante tedesco rispose con la messa a punto di tutte quelle pratiche repressive che furono poi applicate, in maniera seriale, nelle ben note vicende delle Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e, più in generale, in tutti gli eccidi dell’Italia centro-settentrionale. Pagine del nostro passato che, insieme ad una storia della Resistenza nel Mezzogiorno, sono state sinora incomprensibilmente trascurate, cancellate dalla memoria collettiva e individuale.

Il trailer

Il regista Luca Gianfrancesco intervistato da Giacinto Di Patre

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