• Mar. Gen 18th, 2022

Ring Verde, Tartaglione (Marcianise Terra di Idee): “Ennesima promessa non mantenuta”

Alessandro Tartaglione (Marcianise Terra di Idee): “Completamento del Ring Verde, ennesima promessa non mantenuta dal sindaco” 

“Anche quella di completare il “Ring Verde” rimane una promessa non mantenuta che si è risolta in un’ennesima occasione persa e tantissimi soldi pubblici sperperati”. E’ il commento amaro del consigliere comunale di “Marcianise Terra di Idee” Alessandro Tartaglione che sul tema ha presentato una interpellanza nel corso dell’ultimo consiglio comunale tenutosi mercoledì 29 dicembre scorso. “L’attuale sindaco – continua il consigliere di minoranza – nel comizio 11 giugno 2016 parlando del Ring Verde diceva: “Doveva già essere completato il progetto di Ring Verde ed invece la vecchia politica ha sprecato soldi e ha creato al suo posto un parco giochi ad oggi ancora chiuso e che probabilmente non si aprirà mai … il più grande progetto di afforestazione dell’area che divide la città urbana da quella industriale è stato bloccato … Prenderemo tutte le carte e le porteremo alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, qualcuno deve pagare. Avete bloccato un progetto serio, vi dovete vergognare, ve ne dovete andare”.

Chiacchiere – spiega Tartaglione – come tutte quelle che ha propinato in questi anni ai cittadini di Marcianise questo sindaco. Eppure si trattava di un progetto all’avanguardia di contrasto all’inquinamento atmosferico, che veniva incontro alle direttive del protocollo di Kyoto e che avrebbe messo la nostra città nelle condizioni di aver contribuito alla diminuzione della produzione di CO2, causa principale dei cambiamenti climatici in atto nel nostro Pianeta.

Di seguito il testo dell’interpellanza: “Il sottoscritto, Alessandro Tartaglione, consigliere comunale di “Marcianise Terra di Idee”, premesso che nel 2008 fu bandita una gara per il Ring Verde, un progetto finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dell’accordo di programma «accelerazione della spesa nelle aree urbane» inserito nel Pit orafo; che lo stanziamento totale comprendeva anche gli espropri dei terreni per 5 milioni di euro, dei quali 4,7 a carico dell’accordo di programma e trecentomila euro a carico del Comune; che il progetto si sostanziava in una separazione, tra la zona industriale e la città abitata, attraverso un corridoio verde costituito da diversi filari alberati e che doveva servire da barriera contro l’inquinamento, ma che doveva avere anche la funzione di un grande parco urbano che cingeva la città. Inoltre, in questa fascia verde erano previsti percorsi pedonali ed impianti d’irrigazione, ma anche un parco con aree attrezzate con panchine, giochi per bambini, piste da jogging e un laghetto artificiale; che il ring verde doveva sorgere su un’area di circa 200 mila metri quadri, molti dei quali di proprietà comunale e con una parte espropriata, ed estendersi per più di mille metri, dalla zona di Trentola, nei pressi del Velodromo, fino a Santa Veneranda, e doveva avere una larghezza media di circa 200 metri; che nel gennaio del 2010 iniziarono i lavori; che il progetto iniziale è stato fortemente, purtroppo, ridimensionato riducendo l’opera di 30.000 metri quadrati; che dopo tredici anni, del piano originario è rimasto ben poco: un lungo muro di tufo, aree non più espropriate, un laghetto artificiale dissimile rispetto a quello previsto e che versa in condizioni di abbandono, un inutile parco giochi, di fronte al Velodromo, mai aperto al pubblico, che negli anni è stato depredato dai ladri. Tutta l’area, attualmente, è abbandonata al degrado con cumuli di rifiuti urbani e speciali disseminati dappertutto; chiede che cosa ha fatto finora e che cosa sta producendo, in termini amministrativi, questa amministrazione comunale per permettere il completamento del Ring Verde?

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